Per un abbecedario della cittadinanza democratica: università/scuola/territorio
Copertina del volume tratta dal sito dell’editore
A cura di Annalisa Caputo, Gemma Bianca Adesso
Per un abbecedario della cittadinanza democratica: università/scuola/territorio
Lo scenario teoretico, il progetto interdisciplinare, le parole degli studenti e delle studentesse
Mimesis, Milano 2024, pp. 454
Il volume curato da Annalisa Caputo e Gemma Bianca Adesso è l’esito di un lungo e articolato progetto di ricerca dall’alto valore scientifico, umano, civico, sociale. Vincitore del bando Horizon Europe Seeds, l’Abbecedario della cittadinanza democratica ha rappresentato innanzitutto una sfida per quanti e quante lo hanno ideato e realizzato e per tutti gli enti e le strutture a vario titolo coinvolti. Una sfida di cui viene qui raccontata la genesi, passo passo, in ogni dettaglio, fase, ripensamento, rielaborazione. Suddiviso in tre parti, questo libro è un vero e proprio vademecum che può essere letto seguendo varie esigenze: accademico-formativa, certamente, ma anche pratica ed esperienziale, filosofica e metariflessiva. Chi legge può scandagliare e fare proprio ciò che più interessa con il grande pregio di sentirsi guidato e allo stesso tempo ispirato.
Nella prima parte del volume viene presentato l’intero percorso del progetto, dalla scelta del tema per la candidatura europea alla sua realizzazione, operazione non scontata e non banale, utilissima a chi voglia informazioni, modelli ed esempi svolti per candidature simili. Il metodo-abbecedario scelto (di cui vengono dati tutti i riferimenti teorici e applicativi in due sezioni dedicate sia da Annalisa Caputo pp. 36-40 che da Gemma Bianca Adesso pp. 375-385) si unisce a una ricerca-azione di tipo partecipativo (Community-based participatory research), in un connubio virtuoso che mette in dialogo discipline diverse, attori diversi e soprattutto sensibilità diverse. I settori universitari coinvolti in questo progetto sono molti ed è evidente la difficoltà ma anche la positività di tenerli insieme: dalla fisica alla biologia, alle scienze della terra, alle aree umanistiche della storia, della filosofia, del latino e greco, della giurisprudenza. Tutte le aree hanno lavorato sui nodi comuni dello stare al mondo in maniera consapevole, dell’abitare, dell’essere cittadini, collaborando con altrettanti numerosi enti e associazioni partner oltre che con le tante scuole che hanno subito risposto attivamente alla call for action. E a tutte queste voci viene dato spazio nella terza parte del volume, anche questa un’operazione degna di nota, che mette in evidenza l’importanza della valutazione e dell’autovalutazione nei bilanci finali di processi partecipativi ricchi e stimolanti, ma anche molto complessi, come quello messo in atto dall’Abbecedario.
Un progetto Horizon Europe Seeds, un seme appunto, piantato, visto germogliare e crescere e che si può ripiantare in contesti sempre nuovi e con esiti altrettanto nuovi. La sperimentazione del metodo abbecedario legato alla cittadinanza è avvenuta prima tra i docenti universitari che hanno sviluppato il progetto, poi in festival e occasioni di incontro con partecipazione pubblica libera, per approdare nelle scuole con tanti laboratori di filosofia e cittadinanza. Esito di queste numerose sperimentazioni è la seconda parte del volume: quell’Abbecedario che mette al centro 21 parole, le parole della cittadinanza democratica, ordinate dalla A alla Z, scelte dalle attività condotte con le scuole e presentate attraverso i racconti, le immagini e le proposte di quegli stessi bambini, bambine, ragazzi e ragazze che vi hanno preso parte con entusiasmo. Un lavoro che sottolinea l’importanza delle parole e soprattutto di ripartire dalle parole e dal linguaggio per l’agire politico e democratico, per lo stare al mondo, l’abitare “politicamente e poeticamente” come spiegato nelle pagine del libro.
È un volume ricco di illustrazioni vive e testimonianze fotografiche che spingono anche chi legge a ricollegare sempre immagini e parole, proprio come nelle teorie degli abbecedari illustrati.
Seguendo il motto del progetto “regalaci una parola!”, le voci dei partecipanti che costituiscono la seconda sezione del libro sono un vero e proprio dono.
L’Abbecedario presentato è esito del lavoro svolto in 2 anni con 4000 studenti e studentesse, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria superiore, in cui le parole scelte sono state associate ad artefatti che ne esplicitassero il significato e che sono stati poi esposti all’Università Aldo Moro di Bari durante gli eventi conclusivi di presentazione dei percorsi: gli alunni stessi sono saliti in cattedra per comunicare e condividere i loro valori e le loro idee. Una grande lezione di cittadinanza. Tutto questo è raccontato nel libro in maniera molto dettagliata: le parole, gli artefatti, i laboratori legati a ogni parola sono spiegati con cura dagli studenti stessi. Attività facili e chiare, tranquillamente replicabili e scalabili sul vivere, l’abitare, lo stare nel mondo, la bellezza della diversità, l’ecologia, il rispetto, l’ascolto, la cooperazione, che leggendo sembrano dirti “puoi farlo anche tu”: Do you care? È l’altra espressione chiave di questo progetto, cui non si può far altro che rispondere: I care!
Nella terza e ultima parte sono inseriti sia contributi scientifici, sulle ricadute del progetto nei settori disciplinari coinvolti e sull’apporto di tali discipline diverse alla realizzazione del progetto, con focus sui laboratori svolti per ogni disciplina, obiettivi e metodologie (tutti spunti di riflessione molto interessanti che attraversano più contesti in dialogo tra loro), sia feedback di quanti hanno partecipato a vario titolo nelle diverse fasi di realizzazione, primi tra tutti le scuole.
Una doverosa riflessione sull’educazione civica e le nuove linee guida nazionali chiude il volume e invita a meditare sul valore dell’insegnamento e sul ripensare in maniera critica, interdisciplinare, attiva, l’educazione alla cittadinanza, come stile per l’educazione civica, come l’Abbecedario aiuta a fare. La proposta dell’Abbecedario, come illustrato dalle curatrici, risulta alla fine didatticamente efficace per più aspetti: parte da concetti di base e induce a problematizzare con pensiero critico, decostruendo luoghi comuni, retoriche e senso comune in essi sedimentati; porta avanti, con ogni disciplina interessata a farlo, percorsi di ricerca-azione che stimolano approfondimenti di carattere conoscitivo con particolare attenzione alla dimensione della cittadinanza attiva sottesa; sollecita il protagonismo della comunità-classe e li spinge a interagire con soggetti al di fuori delle classi stesse.
È un volume corposo, quello curato da Caputo e Adesso, ma che non fa nessuna paura, anzi: invita alla lettura, all’esplorazione, alla sperimentazione. Perché quello raccontato e mostrato nelle numerose pagine è solo un abbecedario possibile dei tanti che se ne potrebbero realizzare. Ognuno, se vuole, può provare a replicare l’esperienza e contribuire a far crescere il progetto.
Siamo tutti chiamati a fare la nostra parte, qualsiasi sia il ruolo sociale, politico e professionale che ricopriamo. E se quindi la risposta al “Do you care?” è “I care”, allora esplora il sito (https://abcdresearch.eu/it/ , https://abcdresearch.eu/en/) e partecipa anche tu alla costruzione di questa comunità.

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