Narrazione, memoria e cittadinanza attiva: educare contro l’antisemitismo e l’intolleranza con le testimonianze
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Abstract
L’articolo indaga il ruolo dell’educazione alla testimonianza – anche in ambienti digitali – come leva per contrastare l’antisemitismo contemporaneo e le sue forme di distorsione, negazione o banalizzazione. A partire dall’adozione della definizione operativa di antisemitismo e di distorsione della Shoah da parte dell’IHRA e dalle Linee guida italiane per il contrasto all’antisemitismo nella scuola, il contributo esplora pratiche educative fondate sulla narrazione, la memoria e il pensiero critico.
Un’attenzione specifica è dedicata alla piattaforma IWitness proposta e divulgata dalla fondazione ungherese Zachor e collegata all’archivio delle 55000 videotestimonianze della USC Shoah Foundation. La piattaforma viene qui presentata come strumento pedagogico innovativo capace di coniugare fonti storiche, testimonianze dirette, alfabetizzazione digitale, formazione del pensiero critico, attenzione all’ascolto, empatia e cittadinanza attiva. Le attività proposte – basate su testimonianze video dei sopravvissuti alla Shoah e ad altri genocidi – favoriscono nei giovani una riflessione approfondita sul passato e sul presente, contrastando stereotipi, odio online e apatia sociale.
L’articolo propone così un modello educativo trasformativo, centrato sulla responsabilità individuale e collettiva, in grado di rafforzare la memoria come esercizio di democrazia e prevenzione dei crimini d’odio. L’esperienza scolastica viene valorizzata come luogo cruciale per decostruire i pregiudizi impliciti e promuovere la cultura dei diritti umani, in dialogo con le sfide della contemporaneità.
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The article investigates the role of education based on testimony – including in digital environments – as a lever for combating contemporary anti-Semitism and its forms of distortion, denial or trivialisation. Starting from the adoption of the IHRA’s working definition of antisemitism and Holocaust distortion and the Italian guidelines for combating antisemitism in schools, the article explores educational practices based on storytelling, memory and critical thinking.
Specific attention is given to the IWitness platform proposed and promoted by the Hungarian Zachor Foundation and linked to the USC Shoah Foundation’s archive of 55,000 video testimonies. The platform is presented here as an innovative pedagogical tool capable of combining historical sources, direct testimonies, digital literacy, critical thinking training, listening skills, empathy and active citizenship. The proposed activities – based on video testimonies from survivors of the Shoah and other genocides – encourage young people to reflect deeply on the past and present, countering stereotypes, online hatred and social apathy.
The article thus proposes a transformative educational model, centred on individual and collective responsibility, capable of strengthening memory as an exercise in democracy and the prevention of hate crimes. The school experience is valued as a crucial place for deconstructing implicit prejudices and promoting a culture of human rights, in dialogue with the challenges of the contemporary world.
Introduzione
A partire da strumenti istituzionali come le Linee guida per il contrasto all’antisemitismo nella scuola, fino all’utilizzo della piattaforma educativa IWitness della USC Shoah Foundation, il contributo analizza come l’educazione alla testimonianza – anche in ambienti digitali – possa favorire nei più giovani consapevolezza storica, capacità critica e responsabilità civile. La narrazione, come pratica educativa, si configura qui non solo come veicolo di memoria, ma anche come atto trasformativo di cittadinanza attiva, culturale e politica. Una pratica educativa per contrastare ogni forma di antisemitismo esplicito o latente e le tendenze tuttora in voga a relativizzare la Shoah, comparandola a situazione di guerra e riducendola a episodio secondario della Seconda guerra mondiale o negandone la portata storica. Queste visioni, per altro, spesso eludono le responsabilità dei regimi collaborazionisti, colpevolizzano le vittime e delegittimano il Giorno della Memoria, la cui celebrazione vive già un momento di difficoltà e crisi[1].
In risposta a questi fenomeni, l’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA) ha pubblicato nel 2021 una definizione operativa di distorsione della Shoah, concepita come strumento guida per riconoscere e contrastare forme più sottili e pervasive di antisemitismo contemporaneo https://holocaustremembrance.com/resources/countering-holocaust-distortion-capacity-building-training . Questa definizione affianca quella già consolidata di antisemitismo dell’IHRA https://holocaustremembrance.com/resources/ihra-definition-antisemitism-sports e mira a fornire strumenti concettuali e operativi adatti a educatori, politici, giornalisti, formatori e altri attori sociali.
L’IHRA ha inoltre sviluppato una serie di risorse educative e pratiche – disponibili nella sezione “Recommendations for Teaching and Learning about the Holocaust” – comprendenti indicatori di analisi storica, esempi di casi studio e suggerimenti per progettare interventi didattici capaci di prevenire, riconoscere e contrastare la distorsione della memoria ebraica e della Shoah.
La definizione operativa e le linee guida per il contrasto all’antisemitismo
Dopo molti anni di confronto internazionale, nel 2016 l’IHRA, organizzazione intergovernativa composta attualmente da trentacinque Stati membri, ha adottato una definizione operativa di antisemitismo. Si tratta di una definizione non giuridicamente vincolante, ma pensata come strumento utile per il riconoscimento, la raccolta dati e la prevenzione di questo fenomeno. La definizione recita:
“L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio verso gli ebrei. Le manifestazioni retoriche e fisiche dell’antisemitismo sono dirette contro persone ebree e non ebree e/o le loro proprietà, contro le istituzioni delle comunità ebraiche e contro i luoghi di culto ebraici.” (IHRA, 2016)
A supporto della definizione, l’IHRA ha aggiunto undici esempi concreti che illustrano come l’antisemitismo possa manifestarsi in diversi contesti, dalla sfera individuale al discorso pubblico, dall’ambiente accademico alle dinamiche geopolitiche. Questi esempi includono, tra gli altri: l’accusa agli ebrei di esagerare la Shoah, la negazione del diritto all’autodeterminazione del popolo ebraico, o l’utilizzo di stereotipi legati al potere economico e mediatico.
La definizione è oggi riconosciuta e adottata da oltre 30 Stati membri dell’IHRA e applicata in numerose istituzioni, tra cui università, enti locali, parlamenti e agenzie governative. La sua struttura in due sezioni — definizione generale e lista di esempi — consente di affrontare il fenomeno in modo sistematico e comparabile, rendendola uno strumento utile sia per la ricerca sia per la formulazione di politiche pubbliche.
In Italia, la definizione è stata recepita nell’ambito del documento “Strategia nazionale di lotta all’antisemitismo” (Presidenza del Consiglio dei ministri, 2022), redatto in attuazione della Dichiarazione n. 13637/20 del Consiglio dell’Unione Europea del 2 dicembre 2020. Tale dichiarazione invita gli Stati membri a integrare trasversalmente la lotta all’antisemitismo in tutti gli ambiti delle politiche pubbliche.
La strategia nazionale italiana parte proprio dal riconoscimento della definizione operativa dell’IHRA come base autorevole per:
- comprendere le radici storiche e le trasformazioni contemporanee dell’antisemitismo;
- valutare il fenomeno attraverso strumenti di monitoraggio (inclusi pregiudizi e hate crimes);
- inquadrare il problema nel contesto italiano;
- implementare politiche di contrasto aggiornabili e monitorabili nel tempo.
L’Italia è stato l’unico Paese membro dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance) ad aver redatto uno strumento ufficiale e sistemico per il contrasto all’antisemitismo in ambito scolastico. Le Linee guida per il contrasto all’antisemitismo nella scuola, pubblicate nel 2021, sono il frutto del lavoro del Comitato paritetico MI–PdCM–UCEI, coordinato dalla professoressa Milena Santerini, nell’ambito del protocollo tra Ministero dell’Istruzione, Presidenza del Consiglio dei Ministri e Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Linee guida che si interfacciano con le politiche di lotta all’antisemitismo che dal 2021 è stata rafforzata sia in ambito europeo https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/policies/justice-and-fundamental-rights/combatting-discrimination/racism-and-xenophobia/combating-antisemitism/eu-strategy-combating-antisemitism-and-fostering-jewish-life-2021-2030_it che dell’UNESCO https://www.unesco.org/en/education-addressing-antisemitism
Il documento si propone come uno strumento di riferimento per il mondo dell’istruzione, della comunicazione e della formazione accademica, offrendo indicazioni operative per affrontare un fenomeno che oggi si manifesta in forme mutevoli, spesso sottili, digitali e normalizzate[2]. L’antisemitismo contemporaneo, infatti, sfugge a definizioni rigide: si presenta travestito da sarcasmo, si confonde con altre forme di razzismo, insinuandosi nei linguaggi dei giovani, anche in modo inconsapevole[3]. Il testo afferma che l’antisemitismo può assumere forme nuove e subdole, in particolare attraverso la distorsione della Shoah, che utilizza riferimenti storici per manipolare e rovesciare i ruoli di vittime e carnefici. Questa strategia, spesso mascherata da critica politica, banalizza la memoria storica e alimenta nuove forme di odio antiebraico[4], come evidenziato anche dall’IHRA. In tale contesto, la scuola è chiamata a svolgere un ruolo attivo non solo nella trasmissione della memoria, ma anche nella costruzione di pensiero critico e nel riconoscimento di nuove forme di ostilità antiebraica che mettono a rischio la convivenza democratica.
Nel testo delle linee guida viene sottolineato il ruolo della scuola come spazio di elaborazione critica sui pregiudizi impliciti, sugli stereotipi culturali e sui linguaggi di odio. L’obiettivo oltrepassa quello commemorativo, per farsi strettamente educativo, formativo e trasformativo: aiutare gli studenti a riconoscere le proprie rappresentazioni inconsce, ad acquisire strumenti di comprensione e a sviluppare pensiero critico, empatia, giustizia e partecipazione civica. Per questo, le Linee guida propongono percorsi didattici interdisciplinari che includono lo studio della storia ebraica nella sua profondità e pluralità culturale, e non solo in relazione alla Shoah.
Una parte centrale è dedicata all’analisi del sistema razzista costruito dal fascismo, a partire dalle leggi del 1938 e all’espulsione degli studenti e docenti ebrei, evidenziando come l’educazione al pregiudizio sia stata una componente strutturale della scuola italiana negli anni del regime[5]. Il documento invita quindi a una riflessione sui meccanismi educativi e sociali che hanno permesso, anche nel contesto italiano, la persecuzione e la deportazione degli ebrei tra il 1943 e il 1945, compresi i territori coloniali.
Infine, viene lanciato un forte allarme contro le forme contemporanee di hate speech online, dove l’antisemitismo agisce come matrice e modello di altri linguaggi d’odio. Secondo Santerini[6] proprio l’antisemitismo costituisce un “prototipo” delle strategie comunicative d’odio: immagini, stereotipi e narrazioni antiebraiche continuano a circolare nella rete come codici visivi e verbali ampiamente condivisi, anche tra i più giovani. La prevenzione e il contrasto al fenomeno sono tutt’oggi all’interno di un intervento nazionale https://www.governo.it/it/dipartimenti/coordinatore-nazionale-la-lotta-contro-lantisemitismo/noantisemitismo-doc-strategia
Le Linee guida per il contrasto all’antisemitismo nella scuola sono consultabili sul portale “Scuola e Memoria”, che raccoglie materiali didattici, documenti istituzionali e percorsi formativi per docenti: https://www.scuolaememoria.it/site/it/home-page/
Una proposta didattica: l’utilizzo della piattaforma IWitness
Dopo aver presentato alcune riflessioni sulle caratteristiche dell’antisemitismo contemporaneo e sugli strumenti didattici utili per affrontarlo nelle scuole e nelle università, proponiamo l’esplorazione della piattaforma educativa internazionale IWitness (https://iwitness.usc.edu/home). Si tratta di una risorsa digitale ideata dalla USC Shoah Foundation – The Institute for Visual History and Education (https://sfi.usc.edu/) in collaborazione con la Zachor Foundation for Social Remembrance di Budapest (https://www.zachorfoundation.org/).
IWitness è concepita come uno strumento didattico innovativo per coinvolgere attivamente studenti e docenti nell’esplorazione di temi legati alla Shoah, all’antisemitismo e ad altri genocidi e crimini contro l’umanità. La piattaforma si fonda su una pedagogia della testimonianza e mette a disposizione oltre 4.000 testimonianze multilingue in formato completo, selezionate dall’archivio della Shoah Foundation che raccoglie più di 55.000 interviste video. Le esperienze raccontate coprono eventi drammatici come la Shoah, il genocidio armeno (1915)[7], il massacro di Nanchino (1937), il genocidio in Guatemala[8], dal 1978 al 1993, quello dei Tutsi in Ruanda (1994) e quello di Srebrenica (1995).
Le testimonianze vengono proposte attraverso clip brevi e curate, attorno alle quali si sviluppano percorsi educativi articolati. Le attività disponibili – oltre 500, in 18 lingue – sono pensate per integrarsi nei curricula scolastici di molte discipline (storia, educazione civica, scienze sociali) e sono consultabili anche in italiano. Ogni lezione è arricchita da fonti primarie come testi, poesie, fotografie, mappe e materiali multimediali, che supportano l’analisi storica e stimolano la riflessione critica.
Un punto di forza della piattaforma è la sua accessibilità flessibile e multimodale: i contenuti sono progettati per essere adattati alle esigenze locali, sia dal punto di vista linguistico che curricolare, e possono essere fruiti in modalità online, offline e ibrida. Questa attenzione alla localizzazione consente l’utilizzo di IWitness in contesti educativi di tutto il mondo, promuovendo una pedagogia inclusiva fondata su una metodologia globale.
IWitness si basa sui principi della teoria costruttivista dell’apprendimento: gli studenti non sono destinatari passivi, ma agenti attivi della conoscenza. Le attività stimolano l’ascolto consapevole, l’interpretazione critica delle fonti, la riflessione etica e la connessione tra passato e presente. Le valutazioni condotte su scala internazionale evidenziano che l’utilizzo della piattaforma contribuisce allo sviluppo di competenze trasversali fondamentali, tra cui la alfabetizzazione digitale, la capacità di ricerca, il montaggio etico di contenuti audiovisivi e, soprattutto, l’empatia. Ogni attività ha quattro passaggi fondamentali che indicano azione di accompagnamento all’apprendimento dell’oggetto delle attività.
- Consider parte iniziale introduttiva che sollecita il problema
- Collect parte dedicata alla raccolta delle informazioni
- Construct parte in cui gli studenti elaborano la loro proposta di organizzazione delle conoscenze apprese
- Communicate in questa parte il lavoro viene comunicato, discusso, disseminato.
Le testimonianze video rappresentano un potente strumento pedagogico trasformativo: pongono gli studenti a confronto diretto con la voce dei sopravvissuti, sollecitano domande profonde e permettono di affrontare le tematiche legate all’odio, alla discriminazione e alla responsabilità individuale e collettiva. Gli utenti possono selezionare le clip più significative, inserirle in progetti personali e contribuire alla creazione di percorsi di memoria locale. Ogni interazione con la piattaforma si trasforma così in un’occasione per imparare a “vedere” la storia attraverso gli occhi di chi l’ha vissuta.
La sezione Activities costituisce il nucleo centrale dell’esperienza didattica su IWitness. In questo spazio, l’utente può esplorare un archivio molto ricco di attività educative – attualmente oltre 680 – organizzate secondo formati pedagogici differenziati (come Info Quest, Mini Quest, Video Activity, ecc.), facilmente consultabili grazie a un sistema di filtri avanzati.
Le attività possono essere selezionate in base a:
- Tipo di attività: per scegliere il formato più adatto (ad esempio, Mini Quest per lezioni brevi, GeoStory per percorsi a carattere spaziale, ecc.);
- Lingua: con la possibilità di filtrare le attività disponibili in italiano o in altre lingue europee;
- Area disciplinare: per integrare i contenuti all’interno di programmi di storia, letteratura, educazione civica e altre materie;
- Autore: per individuare materiali elaborati da enti o docenti specifici
- Grado scolastico: per adattare le attività all’età e al livello cognitivo degli studenti.
Tra le attività in lingua italiana ce ne sono alcune che trattano il tema dell’antisemitismo:
- Distorsione: il fascismo e l’antisemitismo – Descrizione: Partendo dalla definizione delle manifestazioni della distorsione della Shoah formulata dall’IHRA, “Minimizzare o onorare l’eredità storica di persone o organizzazioni che sono state complici dei crimini dell’Olocausto” l’attività vuole far riflettere sulle responsabilità del fascismo che adottò le teorie razziste nella persecuzione dei diritti e delle vite degli ebrei italiani. L’idea fondamentale è quella di decostruire il mito del “buon italiano” che avrebbe avuto un semplice ruolo subalterno rispetto alle “colpe dei tedeschi”. L’attività contiene le testimonianze di Ada Levi Nissim che denuncia la mancata reazione di protesta degli italiani all’introduzione delle leggi razziali nella scuola e l’intervento di Pupa Garibba che descrive il persistere dell’antisemitismo nel primo dopoguerra.
- L’antisemitismo e l’effetto spettatore – Descrizione: In questa attività, gli studenti svilupperanno una comprensione di cosa significhi essere uno spettatore e dell’impatto degli astanti. Gli studenti guarderanno le testimonianze di sopravvissuti e testimoni dell’antisemitismo storico e contemporaneo che descrivono le conseguenze dell’effetto spettatore nelle loro vite. Gli studenti costruiranno un messaggio sui social media per la campagna #BeginsWithMe che descriva il proprio piano per contrastare l’apatia degli astanti. L’attività L’Antisemitismo e l’effetto spettatore, che è stata creata nel progetto BOND, è l’adattamento dell’attività Antisemitism and the Bystander Effect.
- L’Antisemitismo contemporaneo – Descrizione: Che cos’è l’antisemitismo e come si differenzia dall’antisemitismo contemporaneo? In che modo gli eventi storici plasmano le società contemporanee? Questa attività definisce l’antisemitismo e l’antisemitismo contemporaneo e si concentra sull’orgoglio collettivo della Danimarca per il salvataggio dei suoi cittadini ebrei durante l’Olocausto e su come questo orgoglio sia stato rinvigorito dopo l’attacco del 2015 a una sinagoga di Copenaghen. Attraverso le testimonianze, gli studenti vedranno come l’antisemitismo, l’odio e gli stereotipi abbiano un impatto su tutti i membri della società, non solo su coloro che vengono presi di mira in un attacco. L’attività L’Antisemitismo contemporaneo, che è stata creata nel progetto BOND, è l’adattamento dell’attività Contemporary Antisemitism.
- Perché l’antisemitismo non è finito dopo la Shoah – Descrizione: Questa attività si concentra sulla definizione dell’antisemitismo dal punto di vista storico e sull’esplorazione delle caratteristiche contemporanee di quest’odio. Gli studenti vedranno video pertinenti sui sistemi di pensiero e gli stereotipi che animano l’antisemitismo e impareranno di più sui danni che questo causa agli individui e alle società. Al termine di questa attività, gli studenti saranno in grado di definire l’antisemitismo contemporaneo e di identificare un modo in cui possono agire contro l’antisemitismo. Questa attività contiene testimonianze di Judah Samet, un ebreo sopravvissuto all’Olocausto, e di Dave Rich, intervistato sull’antisemitismo contemporaneo.
- Cos’è l’antisemitismo – Descrizione: Concepita per costruire una comprensione di base sull’argomento, questa attività consente agli studenti di analizzare le basi dell’ebraismo e di intendere l’antisemitismo come qualcosa di più di un semplice odio, ma in quanto teoria del complotto secolare radicata nella storia, che si basa su stereotipi e cliché persistenti. Analizzeranno la definizione di antisemitismo, gli studenti vedranno testimonianze pertinenti e fonti secondarie che mostrano le radici dei miti antisemiti per creare, infine, un “Word Cloud” che condivideranno con i loro pari. L’attività può funzionare tanto come sezione a sé stante, quanto come attività iniziale di un’unità sull’Olocausto. Questa attività presenta la testimonianza di Margaret Lambert, una sopravvissuta ebrea dell’Olocausto.
Conclusioni
L’aumento dell’antisemitismo in Europa, nella sua versione esplicita o mascherata, rappresenta oggi una minaccia reale per la tenuta democratica delle nostre società. Non si tratta soltanto di un rigurgito di odio, ma di un fenomeno che si alimenta della semplificazione storica, della disinformazione digitale e della normalizzazione di stereotipi e pregiudizi. Per questo è indispensabile comprenderlo anche nella sua dimensione storica: riconoscere le responsabilità collettive, analizzare le dinamiche culturali che lo hanno prodotto e che ancora oggi lo rendono possibile.
La scuola, in quanto luogo di costruzione del sapere e della cittadinanza, ha il dovere non solo di trasmettere la memoria, ma di farne occasione per esercitare il pensiero critico, per riconoscere le forme attuali dell’odio e per contrastarle con strumenti culturali solidi. Promuovere il rispetto della diversità, il dialogo e la convivenza pacifica non può essere un compito accessorio, ma deve costituire il nucleo dell’impegno educativo. In questa prospettiva, le testimonianze, i percorsi didattici mirati e le tecnologie digitali diventano alleati preziosi per formare cittadini consapevoli, capaci di leggere il presente alla luce del passato e di agire responsabilmente nello spazio pubblico.
Bibliografia per approfondire il tema
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Note:
[1] V. Pisanty, Abusi di memoria. Negare, banalizzare, sacralizzare la Shoah, Milano, Bruno Mondadori, 2012
[2] M. Santerini (a cura di), L’antisemitismo e le sue metamorfosi. Distorsione della Shoah, odio online e complottismi. Giuntina, Firenze, 2023
[3] G. Luzzatto Voghera, Antisemitismo. Una storia contemporanea, Bologna, Il Mulino, 2020;
ID, I pregiudizi contro gli ebrei. Come riconoscerli, come combatterli, Torino, Einaudi Ragazzi, 2021; ID, Sugli ebrei. Domande sull’antisemitismo, sionismo, Israele e democrazia, Torino, Bollati Boringhieri, 2024
[4] R. Di Castro, S. Meghnagi (a cura di), L’ebreo inventato. Luoghi comuni, pregiudizi, stereotipi, Firenze, Giuntina, 2021
[5] M. Sarfatti, La Shoah in Italia. La persecuzione degli ebrei sotto il fascismo, Torino, Einaudi, 2005
[6] M. Santerini (a cura di), L’antisemitismo e le sue metamorfosi, op.cit,
[7] https://sfi.usc.edu/search-page?search=armenian
[8] https://sfi.usc.edu/news/2023/06/35286-neh-grant-fund-transcription-translation-guatemalan-genocide-survivor

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