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Beppe Fenoglio, scrittore e partigiano. Una proposta didattica per la conclusione del centenario

Beppe Fenoglio, scrittore e partigiano. Una proposta didattica per la conclusione del centenario

Screenshoy della home page del sito per il Centenario dalla nascita di Beppe Fenoglio
https://www.beppefenoglio22.it/

Abstract

Alle ultime battute del centenario della nascita di Beppe Fenoglio, Enrica Bricchetto e Enrico Manera raccontano un’esperienza didattica proposta nella prima edizione del corso di formazione per insegnanti  Verso il 25 aprile, a cura di Istoreto. (http://www.istoreto.it/approfondimenti/resistenza-e-liberazione/resistenza-e-liberazione-laboratorio-didattico/)

Il pretesto: Verso il 25 aprile. Una proposta didattica.

Tra marzo e aprile del 2022 Istoreto (Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “G.Agosti”) ha organizzato  il corso Verso il 25 aprile. Una proposta didattica. Tale corso, erogato in streaming con attività asincrone, è stato concepito come un percorso di avvicinamento alla Resistenza da parte di insegnanti che avrebbero trattato il tema nel giro di poco tempo.  L’idea di fondo era quella di dare strumenti di formazione a docenti che quasi subito avrebbero tradotto in pratica didattica le indicazioni e gli spunti concreti acquisiti.

Il percorso, inoltre, puntava a coniugare l’approfondimento dell’aspetto storico – con l’aggiornamento storiografico, l’uso di strumenti e l’analisi di documenti storici – con l’aspetto della progettazione didattica innovativa, uniti alla dimensione digitale “aumentata”.

La convinzione di chi lo ha progettato è che fosse importante dare la possibilità ai docenti di disporre sia di cornici concettuali solide ed esperte su un tema caldo come l’esperienza della Resistenza – ai confini tra la storia e la memoria -, sia di attività già progettate, al massimo da integrare o modificare.

Il percorso è risultato così suddiviso in quattro cornici: la prima rispondeva alla domanda “come possiamo presentare in classe in modo equilibrato, fondato sulle ricerche più recenti, il tema della Resistenza?” affidata a Chiara Colombini; la seconda, a cura di Barbara Berruti, era relativa a come docenti e classi possono utilizzare le  banche dati; nella terza   Enrico Manera esplorava il rapporto tra storia e letteratura attraverso un sintetico inquadramento dell’opera e della biografia di Beppe Fenoglio; nella quarta Carlo Greppi ha affrontato  il discorso al tema della Resistenza internazionale presentando il suo libro Il buon tedesco (Bari, Laterza, 2022). La quinta cornice era quella didattica.

È possibile prendere visione delle varie cornici tematiche che componevano l’intero percorso e scaricare tutte le e-tivity del corso Verso il 25 aprile, esplorando il Padlet che le aggrega (https://it.padlet.com/istoretoweb/oy152re6g33kx6wa).

Nel caso specifico di questo corso non è stato chiesto a chi ha frequentato di progettare secondo precisi modelli di lezione, ma di cimentarsi in attività liberamente ispirate alle tre azioni didattiche – anticipare, produrre, riflettere – che sottintendono tre logiche di apprendimento ben definite: per scoperta (problem posing), “facendo” (learning by doing) e “riflettendo” (reflective learning). Tutte le e-tivity proposte in questo corso, cioè le attività online che consentono di svolgere la consegna in un modo dinamico e interattivo e di competenze di progettazione, andavano nella direzione dell’applicazione di questa ampia tripartizione che, oltre alla logica EAS, è legata anche al Flipped Teaching.

 

La proposta didattica per il centenario

Per questo articolo che conclude le pubblicazioni per il centenario della nascita di Beppe Fenoglio su Novecento.org abbiamo pensato di rielaborare l’e-tivity n.3 del corso Verso il 25 aprile. Una proposta didattica per proporla in forma di EAS (Episodio di Apprendimento Situato), il modello di lezione messo a punto da Pier Cesare Rivoltella e presentato in questa rivista nel numero di dicembre 2022.[1]

Ogni EAS nasce sulla base di un intreccio inestricabile tra la conoscenza di un argomento e la sua visione didattica. L’EAS, infatti, è una TLA (Teaching and Learning Activity), cioè – come spiega chiaramente Rivoltella in Cos’è un EAS[2]– è il risultato dell’attività di design dell’insegnante; riguarda l’attività dell’insegnante e della/o studente; è coerente con la logica delle competenze e della didattica per competenze.

In estrema sintesi, si tratta di un’attività didattica breve – un episodio – in cui l’insegnamento/ apprendimento, basato sull’anticipazione cognitiva e sulla riflessione, ha al centro la situazione, cioè l’esperienza incarnata: circoscritte porzioni di sapere, brevi attività in tempi ridotti; l’EAS è un dispositivo didattico che risponde a una logica di microlearning, organizzato in tre parti: preparatoria, operatoria, ristrutturativa[3].

Per le materie umanistiche, tuttavia, quasi sempre parte l’EAS parte da un tema che la/il docente conosce bene o che prepara per l’occasione.

In questo caso proponiamo il testo dal quale Enrico Manera è partito per costruire la cornice 3 del corso Verso il 25 aprile (si veda la videolezione nel Padlet del corso ma anche a questo link https://it.padlet.com/istoretoweb/oy152re6g33kx6wa) e che costituisce il nucleo sul quale è stato costruito l’EAS.

Beppe Fenoglio, scrittore e partigiano

(E. Manera)

Il centenario della nascita di Beppe Fenoglio (1922-1963), scrittore epico e tragico che ha messo al centro della sua letteratura i contadini e partigiani delle Langhe in cui è nato e vissuto, è un’occasione per ragionare in termini didattici del rapporto tra letteratura e storia e per parlare di Resistenza insieme al contesto e al suo territorio. La sua biografia è innanzitutto una prima soglia introduttiva per la sua opera[4] . Troppo a lungo compresso tra le categorie di scrittore neorealista e scrittore della Resistenza, Fenoglio entra tardi e per vie traverse nel canone della movimento partigiano e scompare appena quarantenne, lasciando una vasta opera incompiuta. Nella cultura letteraria dell’epoca  sembra essere in anticipo sui tempi: nel ritmo della sua scrittura, curata in modo perfezionistico, c’è qualcosa che riflette la musica jazz e pop, il cinema western e al tempo stesso il suo sguardo sembra uscire con difficoltà dal mondo di Alba e della provincia piemontese del dopoguerra, un  luogo fisico e familiare      in cui precipitano e si amplificano le contraddizioni tra il passato e il futuro e per questo paradigmatico per la storia sociale del dopoguerra.

Tra tutti è Calvino a cogliere questa sua modernità, quando nel 1964 nell’introduzione della nuova edizione del suo Il sentiero dei nidi di ragno[5] parla di Una questione privata[6]come di un romanzo generazionale che corona una stagione. La Resistenza nel racconto di Fenoglio non è un fine ma un mezzo ed è lo scenario ideale e il liquido di contrasto per mettere in scena la vita, nei suoi molteplici aspetti e con le sue contraddizioni. Nella realtà Fenoglio ha fatto la Resistenza proprio nei luoghi che ha trasfigurato nei suoi racconti: militare nel 1943 a Roma, dopo l’8 settembre da “sbandato” ritorna a casa ad Alba, dove si nasconde per volontà della famiglia. Presto arriva la scelta di “essere uomo” e dunque opporsi al fascismo, secondo un’etica maturata negli anni del liceo e alimentata oltre che dalla amata letteratura inglese dalle figure degli intellettuali (poi partigiani) Leonardo Cocito e Pietro Chiodi, i suoi insegnanti di lettere e storia e filosofia.

Nella biografia, come nella letteratura, in Fenoglio la scelta partigiana ha carattere preideologico, è etica ed esistenziale e si riflette in una concezione ancestrale della terra e della comunità che la abita, che si oppone al nemico invasore e oppressore a partire da un ripudio del fascismo che è prima di tutto caratteriale ed è un rifiuto maturato negli anni della falsità, tronfia, pacchiana, volgare, marcia che il regime ha generato e alimentato.

Nel 1952 sono pubblicati i racconti dei Ventitre giorni della città di Alba[7]Primavera di Bellezza[8]è del 1959. Sono diversi i prodotti gemmati del “romanzo grosso” e incompiuto su cui Fenoglio ha lavorato per anni, all’interno di una complessa storia editoriale che testimonia un rapporto sofferto con la scrittura e una storia di vita interrotta precocemente. Una questione privata esce per Garzanti nel 1963 e Il partigiano Johnny[9], pubblicato nel 1968 per Einaudi, è un’opera postuma e redazionale, ritagliato nella ricca eredità dell’incompleto cantiere di scrittura che lo scrittore ha lasciato.

In Fenoglio la Resistenza è raccontata nella sua dimensione problematica e contraddittoria, con la complessità della scelta e della guerra a più dimensioni, antitedesca, antifascista e anticapitalista nella felice analisi di Claudio Pavone[10], in una dimensione emancipazionista che è sempre al contempo pubblica e privata. Nelle sue pagine c’è la scomodità, l’adattamento, l’improvvisazione, la vita à la belle étoile, senza né tetto né legge. E ci sono le divisioni interne sul territorio e a livello ideologico, la difficile convivenza tra bande di diverso orientamento alla ricerca di un equilibrio, in particolare il confronto tra gruppi “garibaldini”, di orientamento comunista, e “azzurri”, monarchici, liberali e militari, complicato dalla preferenza che gli Alleati danno a questi ultimi. Nella sua epica rifulgono i rapporti di amicizia e rancore, le donne, le armi, gli animali, e c’è il rapporto con la popolazione; i personaggi sono scolpiti con rapidi e precisi tratti, poche parole capaci di dire il mondo contadino. La scrittura di Fenoglio usa la guerra come cornice per raccontare la vita e dare voce al proprio sé: con scarno realismo e voce nitida, riesce a raccontare vividi frammenti di storia all’interno di uno scenario complesso e di un solido impianto valoriale.

 

EAS – Beppe Fenoglio, scrittore e partigiano

(E. Bricchetto)

Dopo aver letto il breve saggio e/o guardato la videolezione, si può prendere in esame l’EAS, costruito intorno al testo.

Si tratta di una progettazione che andrà precisata da chi decide di realizzarla. Il primo passo è quindi quello di calarla nella propria classe e quindi di immaginarla per l’ordine e il grado in cui si lavora.

Clicca sull’immagine sotto per la scheda dell’EAS.
Di seguito alcune note esplicative.

Scheda dell'EAS
Sulla fase preparatoria

La parte in anticipo suggerisce contenuti in formati diversi per venire incontro alle abitudini di chi studia oggi: le/gli adolescenti frequentano formati e linguaggi che annoverano la parola scritta come uno di tanti. Oltre al fatto che utilizzare formati diversi ha anche una forte valenza inclusiva.

In questa parte, a seconda del proprio target, si suggerisce di costruire almeno due file allegati: il primo per indurre gli studenti e le studentesse a rielaborare quello che vedono e leggono – per esempio i trailer o le pagine del romanzo; il secondo in forma di Job Aid, per sostenerli nello svolgimento della consegna.

Un Job Aid può essere definito come «un archivio di informazioni e processi esterno all’individuo, che orienta, guida e chiarisce la performance»[11] e se ne possono identificare almeno tre categorie:

  • job aids informativi: raccolta di fatti o elementi ordinati (domande chiave: chi? cosa?)
  • job aids procedurali: elenchi puntati o numerati che spiegano, con istruzioni e/o illustrazioni, quali siano gli step necessari a svolgere in maniera corretta una certa attività, anche in riferimento a precisi standard di prestazione; enfatizzano le azioni sottolineando i verbi (domande chiave: come? quando?);
  • job aids per il coaching e il decision-making: stimoli e guide alla riflessione, suggerimenti, modelli (domande chiave: perché? dove?)

Costruire simili ausili – a seconda delle esigenze specifiche presenti in classe – sostiene lo svolgimento dell’attività, che in genere viene fatta a casa, e fa in modo che più allieve/i arrivino al successo in quella parte.

Nella parte della cornice, cioè il Framework concettuale, la possibilità di contare sugli studi e sulle elaborazioni di Enrico Manera orienta l’insegnante. Per questo nell’EAS sono suggeriti alcuni punti da modificare o da integrare a cura dell’insegnante.

Lo stimolo conclude la parte più informativa condotta dal docente ed è importante: serve a dare il segnale di partenza e ad aprire all’attività da svolgere in gruppi.

In questo caso la/il docente può scegliere tra Over the rainbow[12] cantata da Judy Garland o la scena del film dei fratelli Taviani[13].

La fase operatoria

Come sempre nell’EAS, la parte dell’attività – da svolgere in classe con il docente che agisce come un coach – è il cuore del percorso. In questa proposta al centro c’è l’esplorazione di un sito – quello del centenario della nascita di Fenoglio. È questo il momento in cui gli studenti e le studentesse agiscono nel mondo della rete e mettono in campo anche la competenza di Media and Information Literacy. Nell’EAS si propone di lavorare sul piano della ricerca per capire quali iniziative sono state realizzate, eventuali libri usciti ma anche visite ai luoghi relative a Una questione privata.

Ovviamente molte altre solo le possibilità: per esempio ragionare sull’architettura del sito, su come creativi ed esperti di Fenoglio hanno immaginato il sito del centenario. Come spesso capita con l’EAS, ragionare su questioni più legate ai media può avvicinare di più alla rielaborazione di contenuti che possono portare alla nascita di un vero interesse.

La fase ristrutturativa

Si tratta della fase finale “corale”. La classe lavora in plenaria e si concentra su due aspetti: su come ha lavorato il gruppo, sulle dinamiche interne e sulle caratteristiche della richiesta e su una questione coinvolgente, interessante che dia senso all’intero lavoro. Noi che abbiamo progettato questa attività abbiamo identificato una domanda: perché il romanzo Una questione privata ci aiuta a capire l’esperienza della Resistenza?

Su questa è possibile provare a costruire il rapporto tra letteratura e storia, spostando l’attenzione sul punto di vista storico, ma è anche possibile lasciare spazio a convinzioni o luoghi comuni sulla Resistenza e provare a discutere.

L’EAS si chiude con la lezione a posteriori, il momento in cui la/il docente riprende la parola per “rinavigare” il percorso e fissare alcuni punti che potrebbero diventare significativi nel bagaglio culturale di ogni studente.

Per concludere

Lavorare per EAS implica uno sforzo di progettazione esplicita non sempre sostenibile durante il lavoro scolastico ma di sicuro proposte di questo genere possono funzionare per attivare studenti e studentesse e farli entrare in un contesto culturale che dalla scuola apre alla rete  e ai loro consumi culturali.  Un percorso come quello proposto tocca questioni di storia, di letteratura, di memoria, di rapporto tra passato e presente in modo circoscritto e concentrato senza alcuna pretesa di esaustività – moltissimo resta fuori da una lezione EAS – nella prospettiva di avviare ragionamenti, suscitare interessi e sviluppare senso critico, accrescendo la propria cultura. Infine, una lezione come questa aiuta a costruire una relazione forte tra docente e classe: ognuno ha il suo ruolo, che non è fisso, ma cambia a seconda delle fasi. Questo porta a una forma di collaborazione che crea comunità.

Link utili

Sito del Centro studi Beppe Fenoglio www.centrostudibeppefenoglio.it/it/

Risorse per approfondire

 Fenoglio e la Resistenza 

Metodo EAS e Media and Information Literacy

  • E. Bricchetto, Il metodo degli EAS (Episodi di Apprendimento Situato): una proposta per affrontare la crisi dell’insegnamento della storia e il confronto con il presente, in “Novecento.org”, n.18, dicembre  2022 (https://www.novecento.org/pensare-la-didattica/il-metodo-degli-eas-una-proposta-per-affrontare-la-crisi-dellinsegnamento-della-storia-e-il-confronto-con-il-presente-7489/) url consultata il 21 dicembre 2022.
  • C. Rivoltella, Nuovi alfabeti. Educazione e culture nella società post-mediale, Morcelliana, Scholé, 2020
  • C. Rivoltella, Un’idea di scuola, Brescia, Morcelliana Scholè, 2018
  • C. Rivoltella, Che cos’è un Eas?Le idee, il metodo, la pratica, La Scuola, Brescia, 2016.
  • Bricchetto, Fare storia con gli EAS. A lezione di Mediterraneo, Brescia, ElS – La Scuola, 2016.
  • C. Rivoltella, Fare didattica con gli EAS, Brescia, ELS- La Scuola, 2013
  • C. Rivoltella, Didattica inclusiva con gli EAS, ELS- La Scuola, Brescia, 2015
  • N. Sansone, La didattica del fare nell’era digitale: come organizzare le attività con il learning design, “Agenda digitale”, 12 luglio 20221917).

Note:

[1] Enrica Bricchetto, Il metodo degli EAS: una proposta per affrontare la crisi dell’insegnamento della storia e il confronto con il presente, Novecento.org, n.18, dicembre 2022, url https://www.novecento.org/pensare-la-didattica/il-metodo-degli-eas-una-proposta-per-affrontare-la-crisi-dellinsegnamento-della-storia-e-il-confronto-con-il-presente-7489/ consultata il 13 dicembre 2022 consultata il 21 dicembre 2022.

[2] P.C. Rivoltella, Che cos’è un Eas? Le idee, il metodo, la pratica, La Scuola, Brescia, 2016, p. 63

[3] Cfr. E. Bricchetto, Fare storia con gli EAS. A lezione di Mediterraneo, ElS – La Scuola, Brescia 2016; P.C. Rivoltella, Fare didattica con gli EAS, Brescia, ELS- La Scuola, 2013; P.C. Rivoltella, Didattica inclusiva con gli EAS, La Scuola, Brescia 2015

[4] Per questo si vedano il documentario G. Chiesa, Una questione privata, Italia 1998 (http://guidochiesa.net/filmografia/una-questione-privata-vita-di-beppe-fenoglio/– url consultata il 13 dicembre 2022)  e la biografia di  P. Negri Scaglione, Questioni private, Vita incompiuta di Beppe Fenoglio, Einaudi, Torino 2021.

[5] I. Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno, Einaudi, Torino 1964.

[6] B. Fenoglio, Una questione privata, Garzanti, Milano 1963.

[7] B. Fenoglio, I Ventitré giorni della città d’Alba, Einaudi, Torino 1952.

[8] B. Fenoglio, Primavera di bellezza, Einaudi, Torino 1959.

[9] B. Fenoglio, Il partigiano Johnny, Einaudi, Torino 1968.

[10]  C. Pavone, Una guerra civile. Saggio sulla moralità della resistenza, Bollati Boringhieri, Torino 1991

[11] Questa definizione di A.Rossett e L. Shafer è  riportata da S. Triacca nella scheda 18 p. 179-181 del libro Fare didattica con gli EAS (Episodi di Apprendimento Situati) in cui Pier Cesare Rivoltella ha presentato per la prima volta il metodo.

[12] Si tratta della canzone cantata da Judy Garland per il film Il mago di Oz, regia di V. Fleming (Usa, 1939).

[13] Una questione privata, regia di P. e E. Taviani (Italia e Francia, 1917).

Dati articolo

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Titolo: Beppe Fenoglio, scrittore e partigiano. Una proposta didattica per la conclusione del centenario
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Numero della rivista: n.18, dicembre 2022
ISSN: ISSN 2283-6837

Come citarlo:
and , Beppe Fenoglio, scrittore e partigiano. Una proposta didattica per la conclusione del centenario, Novecento.org, n.18, dicembre 2022.

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