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Lettere dall’America. Laboratorio con le fonti

Lettere dall’America. Laboratorio con le fonti

Abstract

Laboratorio di storia con fonti tratte dall’epistolario di una famiglia italiana emigrata negli Stati Uniti, scritto dal 1929 al 1933, attraverso il quale è possibile ricostruire le vicende individuali dei protagonisti e allargare lo sguardo all’emigrazione italiana degli anni venti e trenta del Novecento, individuandone i temi, i tempi, gli spazi, le cause, le conseguenze, i processi di mutamento e di permanenza.
I laboratori proposti sono tre:
a) Il viaggio, la partenza, l’arrivo, l’inserimento
b) I sentimenti, gli affetti, l’immaginario
c) Le ragioni dell’emigrazione.

Premessa

Il materiale proposto in questo laboratorio è un epistolario pubblicato nel 2012 nel libro di M.G. Salonna, Lettere dall’America. Una storia d’amore e di emigrazione, affinità elettive, Ancona 2012.
È un corpus di lettere che Cesira Galassi e suo marito, Nazareno Raffaelli, spediscono ai genitori di Cesira a Vaccarile di Ostra in provincia di Ancona, dal 1929 al 1933, periodo in cui i due giovani sposi vivono nel Connecticut.
Come materiale didattico l’epistolario ha il vantaggio di essere un corpus unitario e compatto, dal punto di vista cronologico e tematico, emesso da un unico soggetto (Cesira e Nazzareno) durante un solo viaggio e soggiorno in America. Ciò permette di entrare dentro la storia dei due protagonisti in America e della famiglia rimasta in Italia. Due contesti (Vaccarile di Ostra e Bridgeport nel Connecticut) raccontati dal punto di vista di chi è emigrato e guarda l’Italia con nostalgia e affetto.
Alla curiosità iniziale che nasce dall’entrare nella vita privata di qualcuno, sbirciando nelle sue lettere e nelle fotografie, subentra il rispetto e la voglia di conoscere meglio i protagonisti della storia. Da questo momento inizia il rapporto vero con i documenti, che l’insegnante utilizzerà sia per ricostruire la storia, sia per attivare le categorie di spazio, tempo, relazione, causalità, mutamento, persistenza.

Materiali per il laboratorio:

Proposte di laboratori:

1. Il viaggio, la partenza, l’arrivo, l’inserimento:
2. i sentimenti, gli affetti, l’immaginario
3. Le ragioni dell’emigrazione

1. La partenza, il viaggio, l’arrivo, l’inserimento
Obiettivi: sono le fasi salienti dell’emigrazione. Ricostruirne i passaggi e i contesti, permette di capire il processo migratorio ed evidenziare alcune costanti che lo caratterizzano e far emergere miti, stereotipi e pregiudizi del racconto di chi emigra.
Lettura dei documenti: attraverso la lettura selettiva delle lettere, gli alunni individueranno i passi in cui compaiono informazioni e riflessioni degli scriventi sulla partenza, il viaggio, l’arrivo e l’inserimento.
Interpretazione: le informazioni acquisite sulle quattro fasi del viaggio, vanno contestualizzate sia rispetto alla storia personale dei protagonisti, sia rispetto alla storia dell’emigrazione italiana. Questa fase potrebbe far emergere la presenza di stereotipi e pregiudizi propri del racconto popolare sull’emigrazione che possono essere confrontati con le informazioni desunte dall’epistolario.
Scrittura di un testo storico: il lavoro di analisi e interpretazione delle lettere si concluderà con la scrittura di un testo storico in cui saranno evidenziate: le fasi salienti (partenza, viaggio, arrivo e inserimento); i cambiamenti e le permanenze nella vita dei protagonisti, rispetto alla situazione iniziale di partenza; il confronto tra le rappresentazioni mentali alla partenza (miti, stereotipi, pregiudizi) e la realtà dell’inserimento. Affinché il testo sia storiograficamente corretto, è importante che sia corredato di note ogni qualvolta vi sia un riferimento implicito o esplicito all’epistolario (es. lettera n.1 p. 10).

2. I sentimenti, gli affetti, l’immaginario
Obiettivi: individuare l’intreccio che lega il fare (gli avvenimenti), il pensare (la loro progettazione), il sentire (le emozioni legate ad essi), l’immaginare (le aspettative, i desideri) dell’emigrazione.
Lettura dei documenti: attraverso la lettura selettiva delle lettere, si individueranno i passi in cui accanto agli avvenimenti emerge il volto soggettivo dell’emigrazione, ovvero i pensieri, i sentimenti, i desideri, le aspettative di entrambi i protagonisti o di uno dei due.
Interpretazione dei documenti: le lettere vanno contestualizzate su due piani, da un lato l’ambito familiare in cui si collocano e dall’altro l’ambito temporale e spaziale. Per la contestualizzazione storica e spaziale si può ricorrere a una selezione di passi storiografici (vedi bibliografia), oppure allo stesso manuale di storia.
Scrittura di un testo storico: il laboratorio avrà come produzione un testo storico in cui lo studente farà emergere gli aspetti salienti del percorso, individuando, in relazione agli accadimenti, la dimensione progettuale di essi, le emozione e i sentimenti vissuti dai protagonisti (il sentire), le aspettative e i desideri (l’immaginare). Ricostruendo così l’ambiente oggettivo e soggettivo in cui gli accadimenti si collocano. Affinché il testo sia storiograficamente corretto, è importante che sia corredato di note ogni qualvolta vi sia un riferimento implicito o esplicito all’epistolario (es. lettera n.1 p. 10).

3. Perché si emigra?
Obiettivi: individuare le motivazioni dell’emigrazione, sia le cause oggettive (mancanza di lavoro, pressione demografica, ecc.), sia le cause soggettive (situazione familiare, spirito d’avventura, pressioni della famiglia, il mito dell’America)
Lettura dei documenti: attraverso la lettura selettiva, sarà possibile individuare passi in cui vi siano riferimenti alle condizioni di vita materiale, al lavoro, alla salute, alla casa, alle relazioni personali e familiari, sia del paese da cui si parte che del paese di arrivo.
Interpretazione dei documenti: le lettere devono essere contestualizzate sia rispetto alla situazione sociale ed economica del territorio di partenza, sia rispetto alla situazione familiare dell’emigrante. Entrambe saranno confrontate con la situazione di arrivo sia rispetto al contesto socio economico che al contesto familiare.
Scrittura del testo storico: il laboratorio avrà come produzione un testo storico in cui lo studente farà emergere gli aspetti salienti del percorso, cause oggettive e soggettive dell’emigrazione, confrontando la situazione di partenza con quella di arrivo. Affinché il testo sia storiograficamente corretto, è importante che sia corredato di note ogni qualvolta vi sia un riferimento implicito o esplicito all’epistolario (es. lettera n.1 p. 10).

Notizie biografiche sui protagonisti della storia

Cesira Galassi

Nacque a Shelby (150 km a sud di Memphis), il 17 gennaio 1907. Rimase in America fino all’età di tre anni, quando con la famiglia ritornò in Italia, a Vaccarile di Ostra (An).

Cesira aveva avuto sin dall’infanzia problemi di salute con disturbi digestivi e problemi articolari. Dopo aver concluso il primo ciclo elementare nella scuola rurale di Vaccarile, aveva frequentato il secondo ciclo nella scuola pubblica di Ostra. Volendo continuare gli studi in una scuola tecnica, i genitori la iscrissero come privatista alla scuola delle Pie Venerini di Ostra. Ma dopo il primo anno – date le precarie condizioni igieniche e sanitarie dei locali, e le difficoltà di salute – Cesira fu mandata dalle suore Orsoline vicino Brescia, per completare gli studi.. Nel 1925 superò l’esame finale e si diplomò, ma ritornata a casa, in estate, espresse il desiderio di fare il noviziato dalle Orsoline a Roma. Le rigide regole del convento e le sue delicate condizioni di salute, indussero il padre a riportarla a casa alla fine dell’inverno successivo. La rinuncia forzata ai voti apriva la questione del matrimonio di Cesira. Il padre cominciò a pendere informazioni e finalmente nel settembre del 1928 tornò a casa con una proposta. Sposare Nazareno Raffaelli, originario di Ostra ma residente a Bridgeport nel Connecticut. Cesira si fidanzò a distanza con Nazareno. Dopo alcuni mesi di fidanzamento fatto di lettere e fotografie, Cesira si preparò per andare a sposarsi in America. Il padre la accompagnò al porto di Genova e nel primo pomeriggio del 26 aprile del 1929 partì per il Connecticut.

Da qui inizia l’epistolario.

Nazareno Raffaelli (marito)

Era emigrato negli Usa nel 1920 e si era stabilito a Bridgeport nel Connecticut. La famiglia Raffaelli abitava poco lontano da Vaccarile. I Raffaelli non erano originari del posto perché il capofamiglia era nato ad Agugliano e la moglie ad Ancona ed erano arrivati ad Ostra in seguito ad un contratto di mezzadria. Morto nel 1926 il padre, ad Ostra erano rimasti la vedova, Pietro, il primo figlio, che si era sposato poco dopo e Giuseppe, che era tornato dall’Argentina senza riuscire a fare fortuna. L’altro figlio Gennaro era rimasto in Argentina. Nazareno era tornato in Italia nel 1926 per il funerale del padre, aveva investito parte dei suoi risparmi nell’acquisto di un piccolo appezzamento. Giuseppe che abitava con la madre, inizialmente avrebbe utilizzato i profitti del podere per estinguere i debiti contratti in seguito alla morte del padre, poi gli avrebbe pagato un modesto affitto. Nazareno aveva lasciato ai familiari l’incarico di trovargli una brava ragazza disposta a sposarsi e trasferirsi in America.

Cesare e Adele Galassi (genitori)

Il padre Cesare nel 1897, a 13 anni, era emigrato con la famiglia da Ostra, nel Missisipi, a Sunny Side. Nel 1905 aveva sposato a Shelby la coetanea Adele Bomprezzi, immigrata da Monte Carotto nel 1904.

Da quando si era sposato Cesare aveva ottenuto in gestione un lotto di terreno a cui si erano aggiunti risparmi personali e così nel 1910 era tornato in Italia, dopo 13 anni di emigrazione. Inizialmente si era fermato nella vecchia casa di Vaccarile, dove avevano abitato i suoi genitori, poi nel 1911 si era spostato poco lontano, nella grande casa acquistata dal fratello Vincenzo, che era ancora in America. Cesare aveva investito i suoi risparmi acquistando terreni e fabbricati nella zona di Vaccarile e nel 1914 si era trasferito con la moglie Adele, la figlia Cesira, la madre Lucia, (il padre era morto nel 1912), in una casa di proprietà quasi di fronte a quella del fratello Vincenzo. Dopo la morte nel 1912 del piccolo Sirio di pochi mesi, nel 1914 arrivò un nuovo maschio che fu chiamato Sirio, nel 18 Dalmazio, nel 20 Giovanna chiamata da tutti Giannina, nel 27 Carlina, detta da tutti Nellina. Le proprietà erano aumentate nel tempo, dai primi sette ettari nel 1909 si erano aggiunti alti terreni e nel 1924 anche fabbricati rurali, in tutto 40 ettari. La moglie Adele accudiva 5 figli, la suocera Lucia e nel 30 si era aggiunto l’anziano amico e parente Giovanni Biondini.

Giovanni Biondini

Era stato tra i protagonisti di Sunny Side, poi si era trasferito a Shelby, come la famiglia Galasso. Arrivato a Greenville aveva acquistato 115 acri di terra. Aveva progressivamente abbandonato la coltivazione del cotone per orto e frutteto, vigna, api e animali da cortile. La sua attività da orticoltore ebbe subito un grande successo e gli procurò una discreta ricchezza. I suoi tre figli maschi Nazzareno detto Nad, Francesco detto Frank e Giuseppe detto Joe frequentarono la scuola pubblica. Quando i figli si trasferirono da Greenville a Memphis dove avevano aperto la drogheria e macelleria dei fratelli Biondini, Giovanni li aveva seguiti. Poi Nad aveva deciso di mettersi in proprio spostandosi a Colorado Spring, dove nel 1914 aveva aperto una drogheria. Giovanni, rimasto a Memphis aveva perso la moglie nel 1917 e aveva deciso di tornare in Italia dove con i risparmi aveva comprato sotto Ostra un buon terreno e sebbene avesse ormai 70 anni, si era risposato nel 1918 con Anna Ciarmatori, di 58 anni. Rimasto di nuovo vedovo, nel 1929 e si era trasferito dai Galassi, vecchi amici e ormai parenti perché Nad si era sposato con la sorella di Cesare, Maria.



Bibliografia

E. Sori, L’emigrazione italiana dall’Unità alla seconda guerra mondiale, il Mulino, Bologna 1979.

E. Franzina, L’immaginario degli emigranti: Miti e raffigurazioni dell’esperienza italiana all’estero fra i due secoli, Pagus, Paese (Tv) 1992.

E. Franzina, Gli italiani al nuovo mondo. L’emigrazione italiana in America 1492-1942, Arnoldo Mondadori, Milano 1995.

A. Martellini, Fra Sunny Side e la Nueva Marca. Materiali e modelli per una storia del”emigrazione marchigiana fino alla grande guerra, FrancoAngeli, Milano 1999.

P. Bevilacqua, A. De Clementi, E. Franzina (a cura di), Storia dell’emigrazione italiana. Partenze, Vol I, Arrivi, Vol II, Donzelli, Roma 2001. (cd-rom) Memorie visive degli emigranti.

E. Franzina, Traversate: Le grandi migrazioni transatlantiche e i racconti italiani del viaggio per mare, Editoriale Umbra Foligno 2003.

P. Bevilacqua, Verso l’America. L’ emigrazione italiana e gli Stati Uniti, Donzelli, Roma 2005.

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Dati articolo

Autore:
Titolo: Lettere dall’America. Laboratorio con le fonti
DOI: 10.12977/nov18
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Numero della rivista: n. 1, dicembre 2013
ISSN: ISSN 2283-6837

Come citarlo: , Lettere dall’America. Laboratorio con le fonti, Novecento.org, n. 1, 2013. DOI: 10.12977/nov18

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