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La “mostra ritrovata”

La “mostra ritrovata”
Abstract

Il 25 aprile di dieci anni fa, 60° anniversario della Liberazione, veniva inaugurata a Milano la mostra “Un’immagine dell’Italia”, che esponeva per la prima volta in maniera integrale1 i pannelli allestiti per la mostra internazionale sulla Resistenza che si sarebbe dovuta tenere a Bordeaux nel dicembre 1946 e che sono stati ritrovati nel 2001 nei depositi dell’INSMLI. In occasione del 70° anniversario della Liberazione, sono riproposti in formato digitale quei materiali, con l’impegno di pubblicare on-line nei prossimi mesi la documentazione fotografica delle più significative mostre sulla Resistenza elaborate nei mesi successivi alla Liberazione, a testimonianza del percorso di definizione dell’immagine della Resistenza italiana e dell’organizzazione della sua memoria avvenuto ad opera delle forze politiche antifasciste e del Corpo volontari della libertà.

Per sviluppare questa breve scheda introduttiva, il riferimento d’obbligo è il catalogo Un’immagine dell’Italia. Resistenza e ricostruzione. Le mostre del dopoguerra in Europa, a cura di Adolfo Mignemi e Gabriella Solaro, Milano, Skira, 2005.

La “mostra ritrovata” del 1946

I 73 pannelli recuperati costituiscono la quasi totalità di quelli destinati a essere esposti a partire dal primo dicembre 1946 a Bordeaux, dove si sarebbe dovuta tenere una Exposition de la résistence européenne. Visti i tempi molto stretti per la realizzazione della mostra e gli spazi espositivi ridotti, il materiale preparato fu una “sintesi” di quello allestito per la mostra di Parigi del 14-26 giugno 1946 che si intitolava Exposition de la résistence italienne.

Come scrive Gabriella Solaro nel catalogo della mostra milanese del 2005: «Pur utilizzando parte della documentazione selezionata per Parigi, gli organizzatori devono provvedere a un’ulteriore stampa delle fotografie, alla ricerca di nuove immagini e documenti […] e a un’impostazione diversa e più sintetica del discorso espositivo, con didascalie differenti. I pannelli (in masonite, 60 x 70 cm) sono composti con fotografie in bianco e nero, applicazioni in carte, incollate sul pannello o sovrapposte alle fotografie stesse come in un collage, scritte a tempera di vari colori»2.

I pannelli sono inviati in Francia il 12 dicembre ma, una volta giunti a destinazione, si scopre che il governo francese ha rimandato la mostra e, di fatto, l’ha sospesa. Nonostante ciò, il materiale viene esposto in diverse città italiane, in Svizzera e a Praga, per poi essere affidata dal Comando generale del Cvl all’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia. Effettuando il trasloco di sede nel settembre 2001, le casse contenenti i pannelli sono state rinvenute e i materiali sono stati sottoposti a restauro.

I contenuti della mostra

Come per la precedente mostra di Parigi, lo scopo primario dell’esposizione di Bordeaux era fare conoscere a un pubblico internazionale il valore della Resistenza italiana e il suo senso più profondo. Come ricorda Adolfo Mignemi nel suo intervento La mostra ritrovata sul catalogo citato, «La scelta dei materiali, come avevano già scritto gli organizzatori predisponendo la mostra di Parigi, “deve essere fatta con la massima imparzialità, al di fuori di gelosie di partito o di formazione, e solo in vista di dare una visione il più possibile impressionante del contributo dell’Italia alla lotta contro il nazifascismo. Bisogna far colpo con documentazioni, con statistiche (caduti, forze in lotta, prigionieri alleati salvati, ecc.) […] e non contare su un successo di critica artistica. Molti documenti e nessuna retorica”»3. In fondo la volontà degli organizzatori era dimostrare che il contributo italiano alla lotta contro il nazifascismo, al di là della sua efficacia militare, consentiva all’Italia stessa di riscattarsi dal suo passato fascista e dalla sua dimensione di paese aggressore che aveva contribuito a scatenare la Seconda guerra mondiale, questo soprattutto nei confronti dell’opinione pubblica francese.

Sulla base di queste considerazioni, i pannelli illustrano sommariamente i momenti storici salienti che portano alla Resistenza (in uno dei primi pannelli, c’è il famoso “falso” collage degli operai in sciopero nell’agosto 1942); un ruolo importante è dato al sacrificio delle forze armate italiane dopo l’8 settembre e al loro contributo a fianco degli Alleati; ampio spazio è inoltre riservato alla reazione della società civile all’occupazione tedesca e alla nascita della RSI. Centrale è la figura del partigiano in armi (pannello 8.A.C.) a cui segue la presentazione delle azioni partigiane (dalla formazione dei primi gruppi alla stampa clandestina, dai sabotaggi alle zone libere) e le reazioni nazifasciste: rastrellamenti, rappresaglie, esecuzioni sommarie. Infine si passa a illustrare l’insurrezione e a tracciare un primo bilancio della lotta, per concludere – dopo una sottolineatura della partecipazione italiana alla Resistenza in Francia – con una parte nuova (in rapporto alla mostra di Parigi) sui primi passi verso la democrazia e sulla ricostruzione del tessuto sociale ed economico del paese.

Un percorso certamente incompleto e con alcune omissioni importanti: per esempio le ambizioni espansionistiche del regime fascista e le complicità monarchiche e delle forze armate, le guerre come quella di Spagna, ma anche l’assenza di ogni riferimento alle politiche di discriminazione razziale e alla deportazione degli ebrei italiani. In ogni caso un tentativo di ricostruzione efficace e incisiva che propone l’immagine di un paese che, come cita Adolfo Mignemi, ha scelto la lotta contro il fascismo e il nazismo «non […] per calcolo transitorio […] ma perché dovevamo farlo per noi stessi, per la responsabilità che lega ogni generazione al passato e all’avvenire. Perché, abbattuto il fascismo, solo una guerra di liberazione e di riscatto, sorta dal popolo, avrebbe potuto aprirci la strada per la risurrezione nazionale»4.

Le immagini riproducono i pannelli della mostra, le cui scritte sono in francese per la destinazione oltralpe dell’esposizione. Alle immagini sono affiancate le traduzioni delle scritte e i commenti ai pannelli a cura di Adolfo Mignemi per il catalogo del 2005. Si ringraziano Adolfo Mignemi e Gabriella Solaro per la collaborazione.

I pannelli
(per una migliore fruzione, cliccare qui)

Note

1 Un’ampia selezione dei pannelli destinati a Bordeaux era già stata esposta a Torino nel maggio-settembre 2003 nella mostra Un’immagine dell’Italia. Mostra di una mostra sulla Resistenza (1946-2004), a cura dell’Istoreto.

2 Gabriella Solaro, Mostra di Bardeaux, in Un’immagine dell’Italia. Resistenza e ricostruzione. Le mostre del dopoguerra in Europa, a cura di Adolfo Mignemi e Gabriella Solaro, Milano, Skira, 2005, pag. 104

3 Adolfo Mignemi, La mostra ritrovata, in op. cit., pag. 112. Il brano ripreso da Mignemi è tratto da: Archivio storico Istoreto, b H 23, f. b. lettera di Gabriele Mucchi a Franco Antonicelli, 1° maggio 1946.

4 Adolfo Mignemi, La mostra ritrovata, in op. cit., pag. 114. Il brano ripreso da Mignemi è tratto dal volume in italiano e francese La resistenza italiana, edito dal Corpo volontari della libertà nel 1949 a supporto della mostra.

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Dati articolo

Autore: and
Titolo: La “mostra ritrovata”
Parole chiave: , , , ,
Numero della rivista: n. 4, giugno 2015
ISSN: ISSN 2283-6837

Come citarlo: and , La “mostra ritrovata”, Novecento.org, n. 4, giugno 2015.

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