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Realizzare ebook didattici multimediali ed interattivi

Abstract

Nell’intervento ci si sofferma sulle caratteristiche tecniche e le condizioni d’uso dell’ebook, sottolineandone le differenze e le potenzialità in rapporto al libro cartaceo e ai formati elettronici che “imitano” quest’ultimo.

ebook didattici

photo credit: teclasorg via photopin cc

Non è possibile parlare in genere di digitale senza specificare a quale standard e formato tecnico si fa riferimento. Quando dunque si parla di ebook è necessario stabilire a quale formato di libro digitale si sta facendo riferimento. Un ebook, infatti, non è solo un “book”. Quella “e” davanti non è messa solo come effetto speciale. Denota una particolare condizione d’uso e di comportamento e richiede delle specifiche tecniche.

Un ebook dovrebbe essere in formato aperto, interoperabile, “responsive”, in grado cioè di adattarsi alle caratteristiche degli schermi di qualunque dispositivo di lettura, e accessibile, in grado cioè di essere fruito efficacemente da tutti, anche ad esempio da ciechi, dislessici, eccetera. Un ebook deve cioè poter funzionare ovunque, indipendentemente dal dispositivo, dal sistema operativo e in genere dalle sue caratteristiche tecniche.
L’ebook non è un’applicazione, bensì un “documento”. Così come un documento è possibile aprirlo e leggerlo su qualunque dispositivo o sistema operativo, tramite la rispettiva applicazione di lettura, allo stesso modo un ebook deve essere in grado di funzionare ed essere letto ovunque.

Questo non avviene sempre, e non avviene per ogni tipo di formato. Ad esempio, un formato che per molti è ritenuto valido per un ebook è il PDF.
In realtà il PDF è al momento il peggiore formato per un ebook, in quanto ripropone gli stessi limiti e le stesse rigidità che si contestano ai libri di carta senza portare nessuno dei vantaggi della carta. Infatti PDF offre le sue pagine con una dimensione predefinita e fissa. Si dice essere a “layout fisso”. Questo comporta lo svantaggio di non potere fruire efficacemente del suo contenuto su dispositivi il cui schermo non è in grado di presentare la pagina senza costringere a spostarla, zoomarla, eccetera.
Nei libri di carta, contenuto e “dispositivo di lettura” coincidono: l’editore/autore definisce non solo il contenuto del libro ma anche la sua forma, la dimensione del foglio, il colore, il tipo e la dimensione dei caratteri, l’organizzazione degli elementi nella pagina e la loro collocazione (impaginazione) e così via.
Con gli ebook questo approccio cambia radicalmente. L’editore/autore decide solo il contenuto e al più può fornire delle indicazioni sulla sua fruizione ottimale senza però alcuna assunzione su come effettivamente il libro verrà letto. La varietà dei dispositivi e applicazioni per la lettura di ebook, così come la libertà da parte dell’utente di scegliere il carattere preferito e la sua dimensione, non è in nessun modo controllabile dall’ebook. Questo, in generale, è un vantaggio per l’utente, a patto che l’ebook sia progettato e realizzato tenendo conto di ciò.
Un ebook in formato PDF, dunque, è un estremo tentativo, da parte dell’editore/autore, di conservare il controllo non solo sul contenuto ma anche sul formato e sulla modalità di fruizione dello stesso. Un modo cioè, goffo e inefficace, di continuare a tenere contenuto e dispositivo di lettura coincidenti.

Un altro errore che si dovrebbe evitare quando si progetta un ebook, è di riproporre in esso l’aspetto, il contenuto e le funzioni del libro a stampa.
Gli elementi che compongono il “paratesto” (come box di approfondimenti, glossarietti, test di verifica contestuali, mappe concettuali e così via), si ha l’esigenza in una pagina stampata di affiancarli al testo, perché non ci sarebbe alcun altro modo per proporne la fruizione in modo contestuale alla lettura e studio del testo principale. Ma non ha senso riportare lo stesso intricato layout, quasi da rotocalco, nella versione ebook. In un ebook, infatti, si possono sfruttare tecniche quali link ipertestuali, box a comparsa, e così via, costruendo una specie di “libro a strati”.

I vantaggi degli ebook, però, non sono dati solo dalla possibilità di integrare multimedia e interattività in contenuti flessibili e fluidi. Un’altra caratteristica peculiare offerta dagli ebook, in particolare nel formato più congeniale, EPUB, è data dal fatto che in un ebook i dati contenuti possono diventare informazioni dinamiche, ricavabili attraverso interrogazioni. Un ebook, cioè, può essere un oggetto semantico, come un database, in cui ad esempio nomi di personaggi, eventi, luoghi, eccetera, sono riconosciuti come tali ed utilizzabili per effettuare ricerche del tipo: “quale altro personaggio in questo libro si è trovato in questo luogo?”, “in quale altro evento tale personaggio è stato coinvolto?”, e così via.

Questo tipo di funzione e comportamento è offerto dalla particolare “marcatura” semantica attribuibile alle parti di testo che compongono il libro. Quest’ultima, purtroppo, è una potenzialità poco sfruttata negli ebook, la quale però rappresenta uno dei veri assoluti vantaggi dello stato digitale del testo, rispetto a quello cartaceo.
Si fa presto dunque a dire: ebook. È necessario specificare anche in che formato e con quali caratteristiche funzionali e tecniche.

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Dati articolo

Autore:
Titolo: Realizzare ebook didattici multimediali ed interattivi
DOI: 10.12977/nov51
Parole chiave: , , , , , , , ,
Numero della rivista: n. 3, dicembre 2014
ISSN: ISSN 2283-6837

Come citarlo: , Realizzare ebook didattici multimediali ed interattivi, Novecento.org, n. 3, 2014. DOI: 10.12977/nov51

INDICI

n. 8, agosto 2017
DOSSIER "ITALIA DIDATTICA"
PENSARE LA DIDATTICA
USO PUBBLICO DELLA STORIA
DIDATTICA IN CLASSE
IPERMUSEO
n. 7, febbraio 2017
Italia repubblicana, 70 anni di storia da insegnare Dossier del n. 7 della rivista
La violenza di stato nel Novecento: lager e gulag Dossier del n. 7 della rivista
Pensare la didattica
Uso pubblico della storia
Didattica in classe
n. 6, luglio 2016
Il genocidio armeno Dossier del n. 6 della rivista
La linea gotica fra ricerca e didattica Dossier del n. 6 della rivista
Pensare la didattica
Uso pubblico della storia
Didattica in classe
Ipermuseo
n. 5, gennaio 2016
Editoriale
Didattica della storia e laboratori digitali: la guerra dei Trent’anni (1914-1945) Dossier del n. 5 della rivista
Le relazioni
I laboratori
I gruppi
Pensare la didattica
Uso pubblico della storia
Didattica in classe
Dossier "Le Pietre d'inciampo in Italia"
Ipermuseo
n. 4, luglio 2015
Pensare la didattica
Didattica in classe
Dossier "Mediterraneo contemporaneo"
Sguardi sul Mediterraneo Gli studi di caso
Uso pubblico della storia
n. 3, gennaio 2015
Pensare la didattica
Didattica in classe
Dossier "Le risorse didattiche digitali su Resistenza e seconda guerra mondiale"
Uso pubblico della storia
Ipermuseo
n. 2, giugno 2014
Pensare la didattica
Didattica in classe
Dossier: "Le grandi crisi del mondo contemporaneo"

A cura di Carla Marcellini e Giovanni Palmieri

Uso pubblico della storia
Ipermuseo
n. 1, dicembre 2013
LA STORIA NELL’ERA DIGITALE
PENSARE LA DIDATTICA
USO PUBBLICO DELLA STORIA
DIDATTICA IN CLASSE
IPERMUSEO

Iniziative didattiche della rete INSMLI