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Bambini e basta. 1938: “Via da scuola, sei ebreo!”

Bambini e basta. 1938: “Via da scuola, sei ebreo!”

Leggi razziali e scuola: storie piccole di un’enorme esclusione.

Abstract

Il laboratorio didattico, rivolto alle classi quinte della scuola primaria, ha affrontato il tema delle leggi razziali fasciste del 1938 e del processo di esclusione che queste hanno avviato fino agli esiti tragici della Shoah attraverso documenti e testimonianze di chi ha vissuto nell’età infantile queste vicende. La riflessione sull’esperienza di quei bambini ha sviluppato negli alunni di oggi un’immediata empatia e immedesimazione verso i “compagni di classe” del passato senza per questo esporli a un senso di frustrazione e paura di fronte alle atrocità che ne sono seguite. Il laboratorio si è svolto a Torino nell’autunno 2013 e nella primavera 2014. Una parte della documentazione utilizzata è disponibile on-line.

Istruzioni per l’uso
Parlare nella scuola primaria della galassia di violenza che inizia con il razzismo e si realizza con la Shoah non è cosa facile e le precauzioni da prendere nell’affrontare il discorso, o meglio i molteplici aspetti implicati da quei discorsi, sono molte, in particolare per la durezza del tema in relazione all’età dei bambini.
Da un punto di vista tecnico, le Indicazioni nazionali e il disegno complessivo del curricolo verticale escludono che nel corso dell’anno conclusivo della scuola primaria la storia contemporanea possa essere affrontata in modo sistematico e quindi che il contesto della seconda guerra mondiale, del nazismo e del fascismo siano oggetto di studio; d’altra parte le stesse Indicazioni sottolineano l’importanza del calendario civile per la comprensione della realtà storica della propria comunità. In questa ottica da anni il Giorno della memoria, al netto delle critiche anche autorevoli sulla ridondanza e sulla banalizzazione del discorso, è diventato uno dei momenti chiave per la riflessione su diritti e violenza che abbia come obiettivo di lungo periodo lo sviluppo delle competenze di cittadinanza. Senza contare che quando anche gli insegnanti della primaria scelgano di non occuparsi con la classe di storia contemporanea, i bambini spesso sanno già ‘molto’, anche se non con chiarezza, in virtù della presenza diffusa del tema nell’immaginario extra-scolastico di diversa provenienza (televisione, genitori, social media etc).
Il problema di “quando” iniziare ad affrontare l’argomento è una questione pedagogica dibattuta: nella realtà il “come” e soprattutto “cosa” e “quanto” spiegare ai bambini della filiera di produzione di morte, che inizia con l’elaborazione concettuale del razzismo biologico e culturale e arriva agli esiti sterminazionisti della Shoah, è lasciata alla sensibilità dei docenti, spesso proprio nell’ottica di dare forma o risistemare saperi confusi o parziali.
Il laboratorio Bambini e basta. 1938: “Via da scuola, sei ebreo!”, progettato da Biblioteche civiche torinesi, Istoreto, Museo diffuso, Museo della scuola e del libro per l’infanzia, è rivolto alle quinte delle scuole primarie (individuato come anno soglia se si vuole affrontare il tema) e muove proprio dall’idea che si possa raccontare qualcosa della violazione dei diritti umani, e più specificatamente dei bambini, a partire dalle leggi razziali fasciste del 1938, incentrando il discorso sul tema dell’esclusione e localizzandolo nella scuola come suo scenario principale. Partire dall’esperienza di bambini che nel “tempo dei bisnonni” hanno dovuto lasciare la scuola, i compagni e le maestre, prevede un’esposizione al dolore e all’ingiustizia tollerabile e potenzialmente capace di sviluppare profonda empatia, senza dover affrontare altre tecnicità e atrocità i cui effetti psicologici possono essere controproducenti, dando vita a reazioni di paura e sconforto e a difese che possono diventare il rigetto o la colpevolizzazione.

Strategia didattica
In sintesi il percorso ha previsto letture da un libro (Lia Levi, Una bambina e basta), confronto con i documenti d’archivio (Diari della vita di scuola 1937/38 e 1938/39 di Elena Ottolenghi), visite (Musei e Istoreto) e l’incontro con la testimone Elena Ottolenghi.

Nel suo complesso questo composito laboratorio, rivolto alle classi quinte di scuola primaria, si è posto come obiettivi:

  • diffondere la conoscenza delle leggi razziali e favorire la riflessione sul loro significato sulle conseguenze che ne sono derivate;
  • diffondere la conoscenza sulle collezioni dei musei coinvolti e sul patrimonio documentale in possesso dell’Istoreto e delle Biblioteche Civiche di Torino;
  • far conoscere ai ragazzi testi scolastici e di letteratura per l’infanzia del periodo considerato;
  • fornire ai ragazzi l’opportunità di incontrare una testimone;
  • diffondere fra gli insegnanti bibliografie e spunti didattici sul tema;

Nei dettagli il contenuto del percorso è stato articolato nel modo seguente:

  • laboratorio di lettura e commento del libro di Lia Levi, Una bambina e basta (E/O, 1997), condotto dai bibliotecari delle Biblioteche Civiche Torinesi (in classe o in biblioteca);
  • laboratorio didattico, condotto dagli esperti di didattica dell’Istoreto, a partire dai Diari della vita di scuola 1937/38 e 1938/39 di Elena Ottolenghi; visita guidata tematica all’allestimento permanente Torino 1938-1948. Dalle leggi razziali alla Costituzione, condotta dalle guide dei Servizi Educativi del Museo Diffuso della Resistenza (presso la sede dell’Istituto e del Museo Diffuso, che si trovano nello stesso palazzo)
  • visita alle mostre bibliografiche su testi scolastici e libri per ragazzi del periodo fascista, allestite presso il Museo della Scuola e del Libro e la Biblioteca civica Centrale.
  • incontro con Elena Ottolenghi in una sede bibliotecaria.

Nella specifica esperienza torinese che forniamo a puro titolo esemplificativo (due laboratori rivolti rispettivamente a due classi della quinta elementare nell’autunno 2013 e un’esperienza più breve replicata al Salone del Libro di maggio 2014), i tempi della programmazione sono stati:

  1. laboratorio di lettura (min. 2 ore, in classe o in biblioteca)
  2. laboratorio didattico presso l’Archivio dell’istoreto (1h e 30’ circa) e visita al Museo Diffuso della Resistenza, (1 h. e 30’)
  3. visita alle mostre (min. 3 ore, presso il Museo della Scuola e del Libro e la Biblioteca Civica Centrale):
  4. incontro con Elena Ottolenghi (2 ore circa, presso la Biblioteca Civica I. Calvino).

Questo laboratorio è comunque replicabile in ogni contesto lavorando in particolare sui documenti e, nello specifico, sui Diari della vita di scuola 1937/38 e 1938/39 di Elena Ottolenghi come è avvenuto, ad esempio, in diversi momenti presso il Salone del libro di Torino.

Documentazione e attività didattica sui Diari di scuola
Un’attenzione particolare è stata riservata alla documentazione conservata presso l’archivio dell’Istoreto. Infatti l’Istituto ha sviluppato nel tempo un canale tematico sulle Leggi razziali (a cura di Mario Paschetto http://www.istoreto.it/leggirazziali.htm) che raccoglie e commenta documenti, testimonianze, proposte didattiche sull’argomento. Molti dei documenti provengono dal mondo scuola e sono testimonianza diretta dell’impatto delle leggi razziali sulla realtà scolastica dell’epoca. Tra i documenti più significativi, oltre a quelli provenienti da diversi archivi scolastici (http://www.istoreto.it/leggirazziali.htm#doc_tes), risultano particolarmente interessanti i Diari della vita di scuola 1937/38 e 1938/39 redatti da Elena Ottolenghi, secondo la denominazione data dalla riforma gentiliana. Il primo compilato da Elena Ottolenghi nella terza classe B della Scuola elementare “Rignon” di Torino, il secondo redatto nella quarta elementare della Scuola ebraica “Colonna e Finzi” della stessa città, frequentata da Elena dopo l’entrata in vigore delle leggi razziali.
Riguardo alla funzione dei Diari di scuola secondo le intenzioni di Giuseppe Lombardo Radice, estensore dei programmi delle elementari del 1923, e all’uso strumentale da parte della scuola fascista, rimandiamo all’introduzione di Riccardo Marchis ai diari stessi: http://www.istoreto.it/didattica/LR_intromatMarchis.htm
I diari testimoniano la progressiva e drammatica scoperta di una propria impensata e incomprensibile diversità, derivante dall’essere ebrea, che costringe Elena a vivere una crescente emarginazione culminante nella sua esclusione dalla scuola pubblica e all’allontanamento dalla sua “amata maestra”. Un’esperienza di esclusione che anticipa esperienze ancora più terribili.

I Diari della vita di scuola 1937/38 e 1938/39 di Elena Ottolenghi sono conservati presso l’archivio dell’Istoreto e sono completamente consultabili on-line agli indirizzi:
http://metarchivi.istoreto.it/dett_documento.asp?id=9020&tipo=FASCICOLI_DOCUMENTI
http://metarchivi.istoreto.it/dett_documento.asp?id=9021&tipo=FASCICOLI_DOCUMENTI

Una selezione didattica di questi diari è presente in rete all’indirizzo:
Diario 1937/38: http://www.istoreto.it/didattica/Elena%20Ottolenghi%201937-1938.pdf
Diario 1938/39: http://www.istoreto.it/didattica/Elena%20Ottolenghi1938-1939.pdf

L’attività didattica riguardante questi Diari di scuola e svoltasi presso l’Istoreto si è articolata nel modo seguente:

  • Definizione del percorso e degli obiettivi con gli insegnanti, i quali hanno il compito di sondare le conoscenze pregresse degli allievi e prepararli al contesto in base ai saperi minimi ( Quando? Tempo dei bisnonni; dove? Torino, Italia sotto la dittatura; Chi? Il fascismo e gli ebrei: Perché? Il razzismo).
  • Introduzione e accoglienza del formatore, con spiegazione del luogo se diverso dalla classe (cos’è un Istituto della Resistenza, quali funzioni svolge e che cosa vi si può trovare).
  • Introduzione del discorso a partire dal sapere condiviso, chiedendo ad esempio se c’è stata la lettura integrale o parziale del libro di Lia Levi, Una bambina e basta (o altri testi analoghi), con richiesta di evocare passi significativi o di riassumere il contenuto per sollecitare gli interventi dei bambini. L’obiettivo è indirizzare il resoconto sulle conseguenze dell’emanazione delle leggi razziali nella vita quotidiana e scolastica della protagonista, per arrivare ai bambini di oggi e individuare i problemi della vita di tutti i giorni (allontanamento da scuola, perdita di lavoro dei genitori, trasferimenti di residenza).
  • Focalizzazione sulle leggi razziali con domande mirate: Che cosa sono? In che anno sono state emanate?
  • Richiesta di cosa sia, oggi e per un piccolo studente, un diario; introduzione della differenza tra diario scolastico e diario personale. Spiegazione sul diario di vita scolastica che, durante il fascismo, gli alunni della scuola elementare erano tenuti a compilare.
  • Lettura e commento di alcune pagine dei Diari di vita scolastica di Elena Ottolenghi, anni 1937/38 e 1938/39. La lettura può essere fatta con fotocopie delle pagine precedentemente selezionate (preferibile) o mediante la proiezione del pdf con videoschermo delle stesse. I lettori sono sempre stati bambini volontari.
    Di seguito una selezione tematica tratta dai Diari, disponibile on-line, testata per un incontro di un’ora e mezza:

    Ottolenghi_diario37-38

    Prima pagina del Diario della vita di scuola 1937/38 di Elena Ottolenghi. Archivio Istoreto

    Diario 1937-38:

    http://www.istoreto.it/didattica/Elena%20Ottolenghi%201937-1938.pdf

    Sentimenti personali – amicizia (novembre-dicembre 1937)

    La maestra preferita (20 gennaio 1938)

    Patriottismo (2 maggio 1938)

    Visita di Hitler (10 maggio 1938)

    Le vacanze (settembre 1938)

    L’abbandono della scuola (7 ottobre 1938)

    Ottolenghi_diario38-39

    Pagina del Diario della vita di scuola 1938/39 di Elena Ottolenghi. Archivio Istoreto

    Diario 1938-39:

    http://www.istoreto.it/didattica/Elena%20Ottolenghi1938-1939.pdf

    Il primo giorno nella nuova scuola (19 ottobre 1938)

    I legionari di Spagna (25 ottobre 1938)

    Il premio “privato” (16 novembre 1938)

    Tutti stretti a scuola (12 aprile 1939)

    Vittorio Emanuele III diventa re d’Albania (17 aprile 1939)

    La cugina emigra (1 maggio 1939)

    Visita del duce (14 maggio 1939)

  • Al termine della lettura seguono domande e commenti: come scrive Mario Paschetto che ha condotto per Istoreto l’attività didattica sui Diari, in questa fase di lavoro, “si sono verificati, anche se non in tutte e quattro le classi, alcuni interventi davvero interessanti. Particolarmente ricco di spunti per ulteriori attività quanto è emerso, ad esempio, dalla definizione di Hitler e del termine ‘dittatore’. Dopo aver concluso letture e commenti ho sottolineato il fatto che a Elena, tutto sommato, era andata ‘bene’ ma che purtroppo non era stato così per tutti. È stata, dunque, l’occasione per ricordare, con la collaborazione dei bambini stessi, le conseguenze delle leggi razziali dopo l’8 settembre, la deportazione, il lager e, per molti, la morte. […]”.

Bibliografia e/o sitografia
In questa bibliografia segnaliamo solo alcuni libri che trattano del tema delle leggi razziali e della Shoah adatti ai bambini. Le segnalazioni bibliografiche sono di Margherita Marengo e Mario Paschetto.

Frank Anne, Diario, Einaudi, 2005
Geve Thomas, Qui non ci sono bambini, Einaudi, 2011
Joffo Joseph, Un sacchetto di biglie, Rizzoli, 2005
Kerr Judith, Quando Hitler rubò il coniglio rosa, Rizzoli, 2010
Levi Donatella, Vuole sapere il nome vero o il nome falso?, Il Lichene, 1995
Levi Lia, Una bambina e basta, Edizioni e/o, 1994
Modiano Renzo, Di razza ebraica, Scheiwiller, 2005
Molesini Andrea, Quando ai veneziani crebbe la coda, Mondadori, 1989
Molesini Andrea, All’ombra del lungo camino, Mondadori, 1991
Oberski Jona, Anni d’infanzia, Giuntina, 2007
Orlev Uli, L’isola in via degli uccelli, Salani, 1993
Palumbo Daniela, Le valigie di Auschwitz, Piemme, 2011
Schiffer Davide, Non c’è ritorno a casa…Memorie di vite stravolte dalle leggi razziali, ed. 5 Continents, 2003
Schmitt Eric Emmanuel, Il bambino di Noè, Rizzoli, 2006
Spinelli Jerry, Misha corre, Mondadori, 2003
Treves Liliana, Con occhi di bambina, Giuntina, 1994
Zargani Aldo, Per violino solo, Il Mulino, 1995

Per una bibliografia più completa (anche su Resistenza e seconda guerra mondiale) si può consultare il “Piccolo catalogo ragionato di libri scritti per bambini e ragazzi sulla Shoah, la II guerra mondiale e la Resistenza” all’indirizzo: http://www.zizziripenne.it/allegato15.pdf