Pagine di libertà. Albi per raccontare Resistenza e Costituzione
Abstract
L’articolo nasce dall’esperienza condotta da tre Istituti storici piemontesi della Resistenza nelle scuole di ogni ordine e grado sull’uso degli albi illustrati nella didattica dell’educazione civica e proposta da ISTORETO, ISRN e ISRAT all’interno di uno dei workshop dell’edizione 2025 della Summer School dell’Istituto Nazionale Parri. A partire dal canovaccio del laboratorio e dagli spunti emersi durante il suo svolgimento, questo testo intende proporre alcune attività operative con gli albi illustrati, in particolare per l’insegnamento e l’apprendimento delle tematiche legate alla Resistenza e alla Costituzione.
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This article stems from an initiative carried out by three Piedmontese historical institutes specialising in the Resistance in schools of all levels, focusing on the use of picture books in civic education. It was presented by ISTORETO, ISRN and ISRAT during one of the workshops at the 2025 edition of the Parri National Institute’s Summer School. Building on the workshop outline and the ideas that emerged during the session, this text aims to suggest a number of practical activities using picture books, particularly for the teaching and learning of topics related to the Resistance and the Constitution.
INTRODUZIONE
Due dei tre temi chiave della Summer School, Resistenza e Costituzione (il terzo era Autonomia) sono stati gli indicatori per la scelta di 9 albi illustrati – in realtà 8 albi e un libro illustrato -, a loro volta raggruppati in terne secondo i criteri IDEE, IMMAGINI e PAROLE. Questi, infatti, rappresentano i tre aspetti distintivi di un albo illustrato o di una graphic novel, libri che danno vita e forma alle idee costruendo una narrazione che utilizza in modo integrato e complementare immagini e parole.
Il gioco di specchi e di rimandi tra questi tre elementi fondativi ha dato origine alla proposta didattica di seguito descritta che, partendo da un approccio metodologico consolidato, si declina in una serie di indicazioni operative, facilmente utilizzabili in classe.
LA PROPOSTA METODOLOGICA
L’approccio metodologico suggerito per utilizzare in modo efficace gli albi in classe, fa riferimento alla “Story Based Methodology” teorizzata da Gail Ellis e Jean Brewster[1] nel volume Tell it Again! The Storytelling Handbook for Primary English Language Teachers,[2] un testo pubblicato dal British Council con lo scopo di facilitare l’apprendimento della lingua inglese come L2, grazie alle potenzialità didattiche dei picture book. La proposta metodologica, qui presentata, si fonda nello specifico su una dinamica tripartita: PLAN, DO, REVIEW. In base a tale assetto, gli allievi attivano processi cognitivi e strategie metacognitive che li portano a forme di conoscenza sempre più profonde.
Questa prospettiva non pone come punto di partenza l’inquadramento storico: la spiegazione del contesto storico, infatti, nasce in seguito, dopo che il racconto ha stimolato negli studenti la curiosità per gli avvenimenti e li ha portati a sviluppare una serie di domande per interrogare la storia.
Il primo passo che l’approccio metodologico propone è, invece, quello del PLAN che si attua PRIMA DELLA LETTURA del libro: attraverso azioni di brainstorming e di co-progettazione, la classe è accompagnata a riflettere sui temi che svilupperà durante la lettura dell’albo illustrato, collegandoli al vissuto esperienziale e al bagaglio di preconoscenze che ciascuno allievo possiede. Tutto ciò consente di stabilire in modo condiviso gli obiettivi di apprendimento da perseguire e concordare sul percorso migliore per raggiungerli.
La fase del DO, che si svolge DURANTE LA LETTURA, rappresenta il momento operativo per eccellenza: in questa categoria rientrano tutte le attività didattiche disciplinari, interdisciplinari e trasversali che sono progettate. L’albo illustrato diventa il tema narrativo per tutti gli approfondimenti che si vogliono realizzare: grazie alla particolare struttura dell’albo e/o della graphic novel e all’intreccio tra parole ed immagini ecco che si moltiplicano le possibili direttrici tematiche, permettendo a ciascun allievo di seguire quella suggestione che maggiormente lo coinvolge e lo motiva.
Il percorso didattico si conclude con la fase della REVIEW, che rappresenta il momento DOPO LA LETTURA. La review è un elemento essenziale per raggiungere il livello di conoscenza più profondo,[3] perché consente alla classe di valutare il percorso svolto, di autovalutare il proprio apprendimento attraverso azioni metariflessive e di stabilire eventuali sviluppi, in modo da condividere con altri ciò che è stato appreso e compreso.
Questo approccio metodologico, che ha suscitato, specialmente in uno dei due turni di laboratorio, una vivace discussione (“è possibile presentare un argomento storico senza una introduzione storica?” era la questione) fa risaltare il valore pedagogico di ciò che solitamente viene considerato “un libro per bambini”, ma che in realtà si manifesta come un potente strumento didattico.
DALLA TEORIA ALLA PRATICA – IL PUNTO DI PARTENZA
Essendo un workshop condotto da tre formatrici, ognuna di esse ha scelto una terna di libri, tenendo presente la diversa provenienza per ordine e grado di scuola degli iscritti e delle iscritte alla Summer School (vedi box.1), che ha consigliato di individuare testi che potessero essere utilizzati in un percorso verticale o in modo trasversale.
A precedere il corso formativo è stato un momento “rompighiaccio”, ovvero una sorta di “compito a casa anticipato”: ai corsisti è stato infatti chiesto di caricare un’immagine e una parola che li rappresentasse all’interno di un padlet[4] che conteneva tutti i materiali predisposti e che poi sarebbero stati messi a disposizione. Queste immagini e parole sono state poi illustrate e motivate brevemente nella fase di conoscenza del workshop. La scelta di utilizzare un’attività rompighiaccio per dare avvio ad un incontro formativo ha uno scopo metodologico ben preciso: permette ai partecipanti di sentirsi direttamente coinvolti nell’interazione di gruppo, favorendo la socializzazione e la condivisione.
I partecipanti sono in seguito stati divisi in gruppi tramite un braccialetto, rosso (“idee”), giallo (“immagini”) o blu (“parole”), senza però fornire loro alcuna spiegazione preliminare. Solo dopo la parte introduttiva sulla definizione di albo e sulla spiegazione della metodologia che sarebbe stata esperita è stato chiesto di suddividersi in tre gruppi in base al colore del braccialetto indossato. Ogni gruppo ha poi scelto in modo condiviso un albo dei tre proposti dalla propria tutor su cui ha poi svolto l’esercitazione.
Box.1 – DATI SUI PARTECIPANTI
Il laboratorio si è svolto in due tranche (mattina e pomeriggio). I due grandi gruppi erano composti rispettivamente da 15 e da 14 docenti, così suddivisi:
IDEE gruppo ROSSO – coordinatrice Elena Mastretta, ISRN
All’interno del gruppo Idee-Rosso sono stati proposti i testi:
- C. Gobetti (autore) e A. Alessi (illustratore), Il mondo è plurale, Edizioni Sassi, Vicenza 2023;
- A. Greder, L’Isola, trad. di A. Baricco, Orecchio Acerbo, Roma 2008;
- S. Catone (autore), S. D’Angelo (autore), A. Perfetti (autore) e M. Mapelli (illustratore), Partigiane. Ediz. a colori, People, Varese 2023.
In particolare, Partigiane non è un albo, ma l’edizione a colori di un libro già pubblicato dalla medesima casa editrice.
All’inizio del lavoro di gruppo la tutor ha brevemente spiegato le caratteristiche dei tre libri, ponendo l’attenzione sugli aspetti tecnici (formato, tipo di font, caratteristiche del tratto e uso dei colori, linguaggio del testo scritto, etc.) e su quelli contenutistici (parole chiave secondo le quali era possibile costruire le schede di analisi, difficoltà dell’argomento affrontato, etc).
Il mondo è plurale è un albo molto colorato, con disegni a tutta pagina in cui la storia viene presentata attraverso il “dialogo” tra nonna e nipote facendo capire l’importanza di essere tanti e diversi e di collaborare in un mondo in cui tutto sembra unico. Attraverso esempi molto concreti e vicini al mondo dei bambini e delle bambine, la nonna spiega il perché dell’affermazione “il mondo è plurale”. L’albo, quindi, aiuta bambini e bambine a superare il “maschile singolare”, aprendosi alle differenze e alle ricchezze che esse ci donano. Adatto anche ai più piccoli, questo albo permette di fare un serio lavoro su molti dei concetti chiave della nostra carta costituzionale.
L’Isola è un testo di Greder molto conosciuto, che tratta il tema dell’accoglienza e dell’inclusione in modo molto forte, adatto quindi dalla fine della secondaria di I grado. Con un testo essenziale e un tratto inconfondibile, graffiato, che utilizza pochi colori, l’autore racconta la storia di un uomo piccolo, emaciato, che arriva solo, stanco e nudo sulle spiagge di un’isola della quale non ci vengono fornite informazioni. Seppur diffidenti, gli abitanti lo accolgono, soprattutto per l’insistenza del pescatore, ma non lo inseriscono nella comunità. Lo portano in un pollaio abbandonato, lontano da loro e, in qualche modo, lo abbandonano, continuando nella loro vita. Ma l’uomo ha fame e li raggiunge: inizia così una discussione su chi debba ospitarlo, assumerlo, sfamarlo. Ma la paura dell’altro prevale, si trasmette anche ai bambini e l’uomo viene rimesso in mare, abbandonato al suo destino. Per evitare che altri possano tornare a turbare la loro pace, gli abitanti dell’isola si circondano di un muro altissimo, che nemmeno i gabbiani possono superare e puniscono duramente chi all’inizio aveva proposto di accogliere “lo straniero”. Non collocato nello spazio e nel tempo, il racconto è la perfetta metafora della difficoltà di superare egoismo e intolleranza.
Nella terna di proposte, Partigiane è il testo che permette di affrontare in modo più diretto il tema della partecipazione femminile alla Resistenza e alla stesura della Costituzione, attraverso la proposta di una serie di brevi racconti-ritratti.
È articolato in brevi capitoli che affrontano ciascuno una biografia femminile rilevante su questo tema. Ritroviamo nomi molto noti, come Nilde Iotti, accanto a figure che probabilmente i ragazzi conoscono meno. La modalità di illustrazione è molto interessante: ci sono alcuni elementi ricorrenti (la macchina da scrivere, la bicicletta ma, soprattutto, le stelle) e una paletta ristretta di colori. Le immagini che accompagnano le biografie non sono l’esatta riproduzione dei ritratti delle donne raccontate, anche se sono presenti repliche quasi identiche di immagini iconiche.
Ogni gruppo si è brevemente confrontato a partire da questi elementi per fare la sua scelta e nel tempo a disposizione, indicata la classe di riferimento, ha individuato le materie da coinvolgere e ha steso una proposta didattica secondo le indicazioni che erano state fornite inizialmente. Le prime idee dell’argomento che si sarebbe poi articolato in una proposta didattica sono state sviluppate sfogliando gli albi con più attenzione e sono state raccolte su alcuni post-it. I post it, con le parole e i concetti chiave, sono stati utilizzati per la scelta definitiva del testo a partire dal quale sviluppare in seguito la proposta didattica. In questa fase la discussione tra i componenti del gruppo è stata molto interessante. Chi conosceva già gli albi avrebbe voluto “partire in quarta”, chi si approcciava per la prima volta a questo strumento ha avuto necessità di una esplorazione più lunga, ma ha portato idee “divergenti” molto utili alla composizione della proposta stessa.
In particolare, i gruppi avevano a disposizione delle schede-ispirazione dalle quali trarre idee per personalizzare il percorso. Questa è la scheda proposta per l’Isola di Armin Greder:
"L'Isola": tracce didattiche
L’albo ha colpito tutti e due i gruppi, mattutino e pomeridiano, dei braccialetti rossi ed è stato scelto da uno di questi. Anche Partigiane ha suscitato molto interesse, soprattutto in vista dell’anniversario del voto del 1946 ed è stato scelto dall’altro gruppo dei braccialetti rossi. Si riportano qui alcuni stralci della conversazione svoltasi nel piccolo gruppo che ha lavorato su Partigiane, interessanti per capire meglio la modalità procedurale.
- “I miei sono piccoli, quindi ritengo che non conoscano queste donne, nemmeno Nilde Iotti”. “Partirei con la definizione di Resistenza, spiegando bene che cosa significa questa parola e che origine ha, anche a livello internazionale. I ragazzi più grandi, come i miei, spesso hanno già le loro opinioni su questi fatti e penso sia importante fare chiarezza da un punto di vista storico”.
- “L’antifascismo è anti: un antidoto! Bisogna far capire che hanno fatto una scelta diventando partigiane.”
- “Io in filosofia con Kierkegaard e Sartre faccio sempre il tema della scelta, quindi è possibile collegarsi in questo modo tra storia e filosofia, per poi mostrare “medaglioni” di donne che hanno scelto. Noi siamo condannati a scegliere ci dicono i filosofi”.
- “Faccio sentire sempre Fiorella Mannoia che canta “Odio gli indifferenti” di Gramsci”.
- “Questo è un bel collegamento interdisciplinare”
La proposta didattica ha preso spunto da questa discussione iniziale, inserendo le materie insegnate dai docenti che componevano il gruppo, ma non solo.
Il risultato del lavoro è stato poi presentato collettivamente prima della conclusione dell’incontro.
PAROLE gruppo BLU – coordinatrice Paola Malandrone, ISRAT
All’interno del gruppo Parole-Blu sono stati proposti i testi:
- V. D. O. Santos (autore), A. Forlati (illustratore). La cosa più preziosa, trad. di Vera Gheno, Terre di Mezzo Editore,Verona 2024;
- G. Macrì (autore), C. Zanotti (autore), Mauro Sacco (illustratore) ed E. Vallarino (illustratore), Il muro, Editore Nuinui, Vercelli 2022;
- S. M. L. Possentini, Nome di battaglia Nero, Editore Rrose Sélavy, Macerata 2021.
I tre albi illustrati sono stati scelti per la costruzione narrativa, che dà importanza alle parole e alla loro capacità di amalgamarsi con le immagini, creando un impianto di lettura coeso ed equilibrato, costituito da un rimando continuo tra colore, particolare, taglio grafico e testo. L’elemento comune è l’uso del testo quale guida o aggancio, in tutte e tre le proposte efficace e essenziale, sia quando trasporta nella storia che quando fa ascoltare le voci dei protagonisti, o incalza nella trama per scoprire la protagonista inespressa.
La cosa più preziosa è un volume centrato su un importante strumento: la lingua. Si presenta come un attributo che rende umani e connette gli umani. Il testo incuriosisce presentando ad ogni pagina un attributo della lingua: è una caccia al tesoro, uno svelarsi sfogliando le pagine, meccanismo che tiene alta l’attenzione del lettore. Le immagini sono fortemente espressive e inclusive. Per quanto poetiche, non sulla poesia si centra la narrazione pittorica, ma sulla cultura letta in divenire, in chiave storica. Si passa dai pittogrammi preistorici ai miti; al confronto tra archeologia e presente. Molto intensa è la narrazione delle lingue perse nel tempo, segno della scomparsa delle culture; in questo caso il lettore è incuriosito dalla grafia dai tratti sasanidi e luvici. Altrettanto forte è l’immagine delle parole acquisite e poi dimenticate con l’età biologica. Nell’immagine finale, la lingua si presenta attraverso una folla di persone dai costumi multiformi, dove ognuna di queste dichiara la sua origine etnica. Significativo che compaia tra le altre anche la Lingua dei segni.
Il muro come scritto nel titolo, riguarda proprio la costruzione di un muro. Non si tratta di un’opera architettonica ma un muro di divisione. In effetti, nel linguaggio moderno, quando usiamo il termine “il muro” senza aggiungere attributi, l’immagine che viene evocata è proprio quella della divisione, della segregazione, e al centro del volume è inserito un piccolo blocco di cartone dello spessore di qualche millimetro, a rappresentare un vero e proprio muro di separazione tra le due metà.
La grafica è semplice e dai tratti infantili, rappresenta un mondo di personaggi dalle caratteristiche simili, differenti tra loro solo dagli sgargianti colori delle facce, senza attributi etnici. Ad un certo punto, sorge una figura di potere: non si sa chi sia, né perché sia presente, crea un vuoto intorno a sé e compare con un ministro incredibilmente servile, entrambi hanno la faccia blu. Il verbo più usato dal re è volere, coniugato soprattutto all’imperativo. Ogni faccia non rappresenta un popolo ma un’abilità, per cui i migliori muratori sono le facce rosse, che devono necessariamente essere chiamate per costruire il muro. Realizzato questo desiderio, il re si sente libero di soddisfarne altri: ma ogni desiderio richiede l’intervento di qualcuno e al di là del muro resta uno spazio spopolato. Il re chiamerà “asino” chi ha costruito il muro e lo farà abbattere, affermando che le idee chiare sono necessarie in un re e ritirandosi dicendo “possiamo andare”, non “andiamo!”.
Nome di battaglia Nero è un volume centrato sulla memoria, più che sulla storia; e memoria è una delle espressioni più usate dalla voce narrante. La storia è quella della II Guerra mondiale, con riferimento alla Resistenza. Le immagini sono fortemente evocative, centrate sul presente, su visioni attuali dell’appennino tosco-emiliano. La storia vi entra attraverso la memoria che guida la persona narrante. “Memoria”, “tramandare”, “ricordi”, “fotografie” – sono le parole del presente, di chi oggi visita i territori di azioni di guerra di cui non resta traccia fisica. Ma la memoria evocata da lettere e fotografie permette di sovrapporre ai paesaggi montani il linguaggio di Nero, il partigiano, che si esprime nel suo presente, ci racconta poco della sua vita trascorsa, e la situazione è raffigurata con espressioni chiare: “tragico”, per definire il momento; “guerra” che non ha bisogno di aggettivi e attributi; “ferocia”, per esprimere gli effetti della guerra; “parte”, fare una scelta di parte. Queste parole sono molto più forti e generatrici di memoria, rispetto ad altre che definiscono una condizione di disagio: partire, lasciare, freddo, fame. Il testo si chiude con l’immagine della memoria equiparata a semi trascinati dal vento che, prima o poi, germoglieranno da qualche parte.
L’incontro è iniziato con una breve attività di innesco durante la quale ciascuna e ciascun partecipante ha scritto una propria catena di parole a partire da uno stimolo dato, spiegandone poi le ragioni. Questa fase mirava a stimolare l’attenzione e a riflettere su come il vissuto personale portasse a percorsi differenti pur partendo da una medesima suggestione. Successivamente, i gruppi eterogenei hanno scelto di lavorare sui primi due albi per ipotizzare lo sviluppo di percorsi verticali e condivisibili. Dopo una riflessione comune sugli elementi testuali e grafici, i componenti e le componenti del gruppo hanno elaborato strategie didattiche per affrontare in classe tematiche complesse attraverso la mediazione delle immagini.
La considerazione principale emersa dal gruppo di lavoro è stata che l’albo risulta funzionale nei diversi gradi di scuola per la sua flessibilità di uso e la sua capacità di plasmarsi in modo coerente sulle esigenze degli studenti di diverse età; successivamente che l’albo si presta ad approfondimenti stratificati, a letture multimodali, a approcci disciplinari multipli e integrati, che permettono l’espressione e il coinvolgimento di tutti gli alunni e studenti, ognuno con le proprie risorse. E’ stata interessante la riflessione sull’inclusività e sulla fruibilità degli albi presi in considerazione, dei quali sono state analizzate le caratteristiche per capire come potevano risultare efficaci e non portare ostacoli nella comprensione in classe in presenza di disabilità o disturbi specifici evolutivi dell’apprendimento. Inoltre, tutti i partecipanti hanno concordato sulla piacevolezza dell’albo che pur richiedendo attenzione e concentrazione crea un clima di attesa positivo, si apre alla drammatizzazione, alla creatività individuale e collettiva, alla rielaborazione, allo sviluppo di storie successive: insomma, per riassumere, apre strade a imparare, a scrivere, a analizzare, a interpretare, a immaginare, a relazionarsi con se stesso e con l’altro. Nella scheda operativa sono stati offerti suggerimenti su attività da proporre in classe, dei quali si allega uno di quelli relativi all’albo La cosa più preziosa:
È un esempio di come dalla parola chiave del libro, la protagonista assoluta del racconto, si possa offrire un’opportunità formativa che accoglie tante modalità espressive e invita alla ricerca personale per partecipare alla stesura collettiva, che può essere l’inizio di un lavoro di approfondimento su diversi argomenti e costituisce un arricchimento reciproco dato dalle diverse interpretazioni e accezioni scaturite dal contributo di ciascuno. nello stesso tempo potrebbe essere uno stimolo per elaborare altre storie sulla stessa parola, o continuando il viaggio dal passato al presente del termine, o ipotizzando un futuro dove la lingua si evolve, muta e trasporta in dimensioni ancora inesplorate. Qui, la fantasia di bambini, alunni e studenti sarà chiamata a unire conoscenze e ipotesi in un unico spazio, foglio bianco da riempire di parole e illustrazioni.
IMMAGINI gruppo GIALLO – coordinatrice Federica Ceriani, ISTORETO
All’interno del gruppo Immagini-Giallo sono stati proposti i seguenti testi:
- Druvert, Così come sono. Ediz. a colori, Franco Cosimo Panini, Modena 2021;
- Nielander, La gara delle coccinelle, Terre di Mezzo Editore, Verona 2016;
- M. A. Quarello, ’45, Orecchio Acerbo, Roma 2020 (nuova edizione).
I tre albi scelti per il Gruppo Immagini-Giallo sono accomunati da una caratteristica precisa: il forte impatto narrativo delle illustrazioni. Il fil rouge che ha intessuto il lavoro di gruppo era, appunto, la riflessione sul valore delle immagini all’interno degli albi illustrati: possono le immagini condurre la narrazione di un libro, oppure sono un elemento esemplificativo a supporto della parola scritta? La domanda, in questo caso, è retorica. Nei tre albi proposti sono le immagini a “raccontare” la storia, dando al lettore ampie possibilità interpretative. L’assenza – o quasi – di parole, infatti, consente a ciascun lettore di interloquire con il libro attraverso la dimensione emotiva ed esperienziale. Una storia illustrata diventa significativa se quelle immagini sono in grado di muovere le corde profonde dell’animo.
Prima di affrontare la scelta dell’albo su cui il gruppo avrebbe lavorato, si è svolta un’attività di attivazione cognitiva per permettere ai partecipanti di riflettere sui possibili significati che un’immagine può avere per differenti persone. Sono state messe a disposizione una decina di immagini diverse tra loro e ai docenti è stato chiesto di indicare l’emozione rappresentata da un’immagine (vedi box. 2). Questa attività ha permesso ai docenti di fissare l’attenzione all’impatto comunicativo delle immagini: è stato interessante notare che alcuni dei significati assegnati ad un’immagine erano simili, mentre altri si distanziano notevolmente. Con questa premessa, si è potuto avere il giusto approccio ai tre albi illustrati perché lo sguardo dei docenti è stato indirizzato verso l’analisi dello stile dell’illustrazione, della scelta dei colori e dell’importanza dei particolari.
Box. 2 PROVATE ANCHE VOI.
Mostrate in classe le due immagini e chiedete ai vostri studenti di indicare su un post-it quale emozione è stata rappresentata nell’immagine. Nessuna risposta sarà “sbagliata”. Le immagini sono state prese dal sito Pixabay e sono libere da copyright.
Così come sono. Questo albo affronta in modo poetico e schietto il tema dell’identità di genere e del diritto ad essere sé stessi, partendo dalla decostruzione degli stereotipi di genere (solo le bambine possono sognare di essere una principessa e solo i bambini possono essere cavalieri), sino ad arrivare ad aspetti più intimi, quali la libertà di amare chi si vuole e la pluralità di forme che la famiglia può assumere. Le pagine sono contrassegnate da poche e brevi frasi, perché la narrazione è svolta da potentissime immagini, dai colori intensi e sgargianti. I numerosi pop up e intagli presenti nel testo modificano gli scenari, passando da un’immagine stereotipata ad un’immagine che ribalta lo stereotipo permettendo al lettore un approccio critico. Qui la scheda di lavoro proposta:
Pulsante!! Così come sono.docx
"Così come sono": tracce didattiche
La gara delle coccinelle è uno splendido silent book[5] che tratta il tema della solidarietà e della cooperazione. Come in una qualsiasi gara di corsa, anche nella gara delle coccinelle dopo un avvio compatto, ecco che si delinea il gruppo dei più veloci, con in testa la coccinella che per prima taglierà il traguardo. Ovviamente oltre al primo, c’è anche l’ultimo, la coccinella più lenta che vede il gruppo distanziarsi sempre di più. Una gara come tante, se non fosse per un evento terrificante: un enorme cratere pronto ad ingoiare tutte le coccinelle. Riusciranno a salvarsi? In che modo? Nell’albo vengono rappresentate centinaia di coccinelle, tutte disegnate a grandezza naturale.
’45 è un silent book che permette al lettore di immergersi nella storia della Resistenza piemontese e della liberazione di Torino. Maurizio Quarello racconta la vera storia di suo nonno Maurizio e di sua nonna Maria, mostrando il coraggio di chi ha combattuto nella Resistenza e la gioia per la liberazione dal nazi-fascismo. Anche senza parole, la storia scorre sotto gli occhi del lettore che si preoccupa, ride, compartecipa, si emoziona.
CONCLUSIONI
Temi come Resistenza e Costituzione hanno sempre indirizzato verso un approccio storico, a volte privo di un elemento critico che porti a interiorizzare la dimensione attuale degli argomenti proposti. Il laboratorio ha cercato di fare proprio questo, per cui gli insegnanti, già ricchi di una pluriennale esperienza, hanno comunque reagito con una specie di “illuminazione didattica”, alla scoperta che un albo illustrato è uno strumento potentissimo che si adatta a tutte le fasce di età ed è in grado di evocare emozioni e domande. Le emozioni, se così si possono definire, non sono generate dalla “bellezza” letteraria o artistica del volume, ma dai contenuti, dalla scoperta di una storia senza tempo che è la propria storia, il divenire e la crescita della percezione di sé. Per cui argomenti complessi, come i temi della Resistenza e della Costituzione, vengono narrati e spiegati in una forma ripulita da ogni contenuto retorico, estraneo al presente (in sintesi: noioso). Un ruolo importante è dato dalla risposta alla domanda più ovvia: “Come posso fare a parlare di?”. Si tratta di una domanda che non sorge per scetticismo, ma per senso di responsabilità, per cui l’albo diventa un importante strumento per chi è alla ricerca di validi supporti. Nella scelta dell’albo illustrato quale strumento per veicolare alcuni concetti e saperi storici, svolge un ruolo significativo anche il fascino estetico dell’oggetto: alcuni e alcune insegnanti restano letteralmente incantati dalla qualità artistica degli albi illustrati, dai formati, dalle soluzioni grafiche e di impaginazione. Li sfogliano come opere d’arte, notano dettagli, simboli, scelte cromatiche e li scelgono anche per il loro spiccato carattere interdisciplinare.
Altro interessante fenomeno è scoprire che, per molti, i temi della Resistenza e della Costituzione toccano corde intime: storie familiari, valori trasmessi, memorie collettive. Il corso è diventato così anche un momento di riflessione identitaria, che può essere riproposto, con gli opportuni adattamenti, in classe.
Infine, le attese del corso trovano la loro piena espressione in un’energia progettuale contagiosa: i partecipanti hanno lasciato l’aula già immaginando laboratori, letture animate, percorsi interdisciplinari.
Nell’immagine finale riportiamo le risposte relative alla domanda “Ti sei iscritto/a a questo workshop perchè?” del questionario di gradimento somministrato ai partecipanti dopo le attività.
Le risposte esplicitano senza dubbio la polarizzazione di chi ha partecipato al laboratorio in due categorie: chi già utilizza gli albi illustrati a scuola e chi vorrebbe utilizzarli, con prevalenza minima dei primi rispetto ai secondi, entrambi motivati. Una parte esperta ed una neofita, raggiungendo il 92,9% del totale di chi ha partecipato al workshop, dimostrando come il tema degli albi illustrati risulti altamente rilevante per la didattica. Il restante 7,1% ha risposto di essere stato incuriosito dal titolo (2.7%), per la conoscenza e la capacità dei relatori (3,6%) e perché usa spesso gli albi illustrati a scuola (3,9%).
E sempre per la didattica è chiaro che il 50% dei docenti ha già superato la fase del “perchè” utilizzare l’albo e si proietta verso il “come” utilizzarlo; il 42,9% invece è la quota docente in esplorazione, quella che richiede delle basi solide per l’utilizzo: la scelta, la metodologia, le attività.
Infine, si può leggere nelle risposte una tensione verso l’azione, lo strumento, la proposta applicabile, forse al fine di evitare un percorso solo teorico e ripetitivo ed acquisire idee nuove.
Note:
[1] Gail Ellis è una formatrice e consulente indipendente per insegnanti. È membro del comitato di revisione editoriale della rivista Children’s Literature in English Language Education Journal ed è vincitrice del British Council 2024 ELTons; Jean Brewster autrice e già docente universitaria, è stata responsabile del team di matematica e scienze Progetto presso il British Council Qatar.
[2] È possibile leggere il testo in chiaro al link Tell it Again! The Storytelling Handbook for Primary English Language Teachers.
[3] In riferimento alla SOLO Taxonomy (Structure of Observed Learning Outcomes) teorizzata da J. Biggs e K. Collins in Evaluating the Quality of Learning.The SOLO Taxonomy (Structure of the Observed Learning Outcome, Academic Press, 1982.
[4] Padlet è un’applicazione semplice e accessibile con cui creare bacheche virtuali, ma anche diari di bordo, mappe, blocco note, setting online per il lavoro di gruppo e, con un pizzico di creatività, ancora tanto altro: https://padlet.com/ .
[5] I silent book (o libri senza parole) sono albi illustrati che raccontano storie esclusivamente attraverso le immagini, eliminando il testo scritto. Essendo privi di barriere linguistiche, stimolano la creatività, l’interpretazione personale e la narrazione visiva sia nei bambini che negli adulti, rendendoli strumenti inclusivi e universali.

















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