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La “Grande Guerra”: musei e mostre sul Web

La “Grande Guerra”: musei e mostre sul Web
Abstract

Numerosi sono sul Web i siti dei musei storici che affrontano il tema della “Grande Guerra”. L’articolo propone una sitografia dei principali musei in Inghilterra, Francia, Germania e Italia, allargata ad alcune mostre (reali o virtuali) dedicate alla prima guerra mondiale. La presenza in Rete di tali musei non è uniforme. L’internauta può incontrare sia il semplice sito “vetrina”, che si limita a fornire informazioni di servizio sulle collezioni e sulle attività del museo “reale”, che quello che, invece, offre anche l’accesso a consistenti archivi di risorse documentali digitalizzate. Nel caso, poi, di musei “virtuali”, il museo, per sua natura, si identifica con il sito web; il sito è il museo. Con riferimento alle mostre temporanee, l’autore auspica che, almeno quelle più importanti sul piano didattico e divulgativo, possano trovare pure in Internet un’adeguata collocazione.


Le molteplici iniziative per celebrare, commemorare la ricorrenza del centenario della “Grande Guerra” nei paesi europei che presero parte al conflitto mondiale sottolineano il ruolo fondamentale dei musei nella gestione pubblica della memoria e della storia di quell’evento epocale1. L’istituzione museale, che ha conosciuto nel corso del Novecento una profonda trasformazione, si propone, oggi, non solo e non tanto come luogo di conservazione ed esposizione di oggetti appartenenti al passato, ma sempre più come «centro promotore di studi e ricerche» e come «polo culturale avanzato» per un uso sociale, didattico e divulgativo, dei propri patrimoni2.

Alle diverse tipologie di musei il Web ha offerto, fin da subito, grazie alla multimedialità e all’ipertestualità, un ambiente particolarmente adatto alla presentazione delle loro collezioni e delle loro attività3. Numerosi sono perciò i musei di tutto il mondo che si sono dotati di propri siti già a partire dalla seconda metà degli anni novanta del secolo scorso; e tra questi vanno annoverati i musei storici dedicati esclusivamente alla prima guerra mondiale, o che ad essa riservano uno spazio importante nell’ambito delle loro esposizioni4. Questi siti propongono una rappresentazione digitale (parziale) dei musei “reali” da cui mutuano struttura e contenuti. Rari sono, invece, i siti di musei “virtuali”, nel vero senso del termine, vale a dire di musei del tutto svincolati da collezioni fisiche, che non si identificano con nessuna delle istituzioni tradizionali, e che consentono agli utenti della Rete un accesso interattivo ad archivi digitali di risorse documentali creati ad hoc5.

Di seguito verranno presi in esame i siti web dei principali musei che affrontano in Europa il tema della “Grande Guerra” e di alcuni musei/mostre virtuali sempre sullo stesso tema, con particolare attenzione alle iniziative promosse in occasione del centenario6.

In Inghilterra, gli Imperial War Museums (IWM) rappresentano la più importante istituzione museale dedicata alle guerre che hanno coinvolto la Gran Bretagna, il Commonwealth e gli altri paesi dell’ex Impero britannico, dal primo conflitto mondiale ai giorni nostri7. Gli IWM sono una famiglia di cinque musei: IWM London, IWM North – Manchester, IWM Duxford – Cambridgeshire, Churchill War Rooms – London, la nave utilizzata per lo sbarco in Normandia HMS Belfast – London Thames. Le collezioni comprendono: archivi di documenti ufficiali e personali (diari e lettere), fotografie, film e video, registrazioni di testimonianze orali, opere d’arte, veicoli e aeromobili militari, divise, armi e attrezzature belliche. Alle collezioni si affianca una nutrita biblioteca di storia e scienze militari. Il sito web degli Imperial War Museums <http://www.iwm.org.uk/> visualizza una homepage da cui è possibile accedere ai cinque musei che fanno parte dell’istituzione e alle principali aree tematiche ed espositive: Research, Collections, War and Conflict, Battle of Britain. La prima area è attinente alle attività scientifiche (ricerche storiche, conferenze, pubblicazioni, ecc.) svolte dall’istituzione ed illustrate nei Report annuali e in un blog dedicato (Research blog) <http://blogs.iwm.org.uk/research/>; la seconda consiste in una pagina d’introduzione alle collezioni, che propone agli utenti una maschera per effettuare ricerche tra gli oltre 750.000 oggetti (Search for photos, film, art, documents, artefacts, audio and books) che costituiscono le dotazioni degli IWM e che raccontano a partire dal 1917, anno di fondazione dell’istituzione museale, la storia della guerra moderna <http://www.iwm.org.uk/collections/search>; la terza indirizza alle sotto-aree: First World War, Second World War, The Blitz, D-Day, The Holocaust, Wartime Fashion, Cold War, Afghanistan, Learning Resources; la quarta contiene diversi articoli sulla “Battaglia d’Inghilterra” (Battle of Britain), combattuta dall’aeronautica militare tedesca contro il Regno Unito nell’estate-autunno del 1940. La pagina del sito dedicata alla prima guerra mondiale (First World War) <http://www.iwm.org.uk/history/first-world-war> permette di consultare, cliccando sui titoli o sulle relative icone, schede di approfondimento sui diversi fronti e aspetti del conflitto mondiale, che riflettono gli orientamenti e i contributi più recenti della storiografia internazionale8. Le schede sono arricchite da numerose fotografie, da riproduzioni di documenti e da filmati d’epoca. Tra gli argomenti trattati: il “Fronte Occidentale” (The Western Front), la “Campagna di Gallipoli” (Gallipoli Campaign), la partecipazione dell’Impero britannico al conflitto mondiale (The Empire Called to Arms), le condizioni di vita nelle trincee (Living in the Trenches), l’assistenza medica ai militari (A Short Guide To Medical Services During The First World War), il lavoro femminile nelle fabbriche militarizzate (The Women War Workers Of The North-West) e il ruolo delle donne nel conflitto (The Vital Role Of Women In The First World War), i bambini e la guerra (10 Ways Children Took Part In The First World War), la gestione del lutto (Remembrance in the First World War).

Un’altra istituzione museale inglese che riserva un notevole spazio espositivo alla prima guerra mondiale è il National Army Museum (NAM). Fondato nel 1960, il museo custodisce oggetti e documenti relativi alle forze regolari e ausiliarie dell’esercito britannico e del Commonwealth a partire dal 1066 fino ai giorni nostri9. Il sito web del museo (che attualmente non è accessibile al pubblico per lavori di ristrutturazione della propria sede) <http://www.nam.ac.uk/> affronta il tema della “Grande Guerra” in una pagina principale (First World War in Focus) <http://www.nam.ac.uk/microsites/ww1/> che contiene una mappa geografica del mondo (Explore a World at War). La mappa, dinamica e interattiva, permette di collocare nello spazio gli eventi principali del conflitto ed anche le attività commemorative del NAM in occasione del centenario. La pagina principale indirizza inoltre i visitatori verso le sezioni del sito: Soldiers’ Stories, Exhibitions & Events, Timeline, News, Learning Resources. La sezione Soldiers’ Stories si concentra sulle esperienze belliche dei soldati raccontando le loro “storie” mediante schede biografiche che inseriscono le vicende personali nel contesto collettivo della guerra <http://www.nam.ac.uk/microsites/ww1/stories/>. Le schede sono corredate da fotografie e da documenti conservati dal museo e sono collegate sia alla mappa geografica, per la localizzazione della storia dei personaggi biografati, che alla cronologia degli eventi (Related timeline events). E’ inoltre prevista la possibilità da parte dei visitatori del sito di inserire dei propri commenti alle singole storie. Le sezioni Exhibitions & Events e News contengono informazioni sul programma di mostre ed eventi commemorativi organizzati dal NAM. Tra le mostre online sulla prima guerra mondiale: “The Western Front 1918”, che racconta con immagini e brevi testi l’ultimo anno di guerra sul fronte occidentale <http://www.nam.ac.uk/exhibitions/online-exhibitions/western-front-1918>; “WAACs at War”, dedicata ai corpi ausiliari femminili dell’esercito britannico (The Women’s Army Auxiliary Corps WAAC) <http://www.nam.ac.uk/exhibitions/online-exhibitions/waacs-war>. La Timeline è una cronologia interattiva degli eventi e delle tappe più significative del conflitto basata su schede tematiche, consultabili in successione e selezionabili dall’utente mediante l’attivazione di filtri di ricerca (Campaigns, Technology, Politics, People, Places) <http://www.nam.ac.uk/microsites/ww1/timeline/#.VdnplSXtlBc>. Le Learning Resources sono le risorse didattiche sulla prima guerra mondiale scaricabili dal sito, che consistono in raccolte di documenti digitalizzati posseduti dal museo, accompagnate da note esplicative rivolte agli insegnanti (Teachers’ Notes) <http://www.nam.ac.uk/microsites/ww1/learning/>.

In Francia, nel 2011, è stata inaugurata una nuova struttura museale dedicata esclusivamente alla prima guerra mondiale, il Musée de la Grande Guerre du pays de Meaux. Una struttura imponente, con una superficie coperta di oltre 7.000 metri quadrati, che comprende sale di esposizione, laboratori pedagogici, un centro di documentazione, un auditorium ed una terrazza panoramica che consente una vista a 360 gradi su di un territorio, Pays de Meaux, carico di valori simbolici, dove si è combattuta nel settembre del 1914 la “Battaglia della Marna”. Il museo, che si avvale delle più avanzate tecnologie multimediali e interattive, vuole offrire ai visitatori una vera e propria “immersione” nella storia attraverso la ricostruzione dettagliata dell’esperienza di guerra dei soldati nelle trincee e nella “terra di nessuno”10. Il sito web del museo <http://www.museedelagrandeguerre.eu/> si propone essenzialmente come uno strumento d’informazione e di promozione delle collezioni e delle attività del museo “reale”, ed è perciò strutturato per soddisfare queste esigenze. La homepage del sito dedica il proprio spazio centrale alle varie iniziative organizzate dal museo (mostre temporanee, conferenze, visite guidate a tema, ecc.) e indirizza verso le sezioni: Musée, Collections, Exposition, Espace pédagogique. La sezione dedicata allo “spazio pedagogico” <http://edu.museedelagrandeguerre.eu/> è l’unica che attualmente contiene, oltre ad informazioni sulle attività del museo (visite guidate, tour interattivi via web, laboratori, ecc.), risorse documentali sulla “Grande Guerra” a cui gli utenti del sito possono accedere (Dossiers documentaires: “La Photographie en Guerre”, La Mobilisation, etc.) <http://edu.museedelagrandeguerre.eu/theme/166>.

A differenza di quanto accade in Italia, il tema della Grande Guerra ha sollevato in Francia un dibattito acceso, che ha coinvolto anche i media <http://www.lemonde.fr/societe/article/2006/03/10/1914-1918-guerre-de-tranchees-entre-historiens_749539_3224.html>. Jean-Yves Le Naour ne riassume i termini in questo modo: da una parte vi è un’interpretazione prevalentemente “culturalista” del fatto bellico, dall’altra vi sono degli storici che reclamano una “histoire à part entière”, che non nasconda quello che essi considerano l’essenziale, nel rapporto fra l’oggi e quegli eventi di cento anni fa: l’orrore della guerra <http://www.laviedesidees.fr/Le-champ-de-bataille-des.html>. L’ala “culturalista” si riconosce nell’Historial de la Grande Guerre. L’ala “sociale” si ritrova nel CRID 14-18 – Collettivo di Ricerca Internazionale e di Dibattito sulla Guerra del 1914-1918 – <www.Crid1418.org>. L’Historial de la Grande Guerre, attivo fin dal 1992, è un’istituzione composita, della quale fanno parte il museo di Peronne – Somme (Musée de la Première Guerre mondiale), un centro di documentazione (Centre de Documentation) e un centro di ricerca internazionale (Centre International de Recherche), attualmente presieduto da Stéphane Audoin-Rouzeau, che organizza convegni, tavole rotonde e promuove studi e pubblicazioni11. Il sito web dell’Historial de la Grande Guerre <http://www.historial.org/>, al pari di quello del Musée de la Grande Guerre du pays de Meaux, svolge prevalentemente la funzione di medium di presentazione delle collezioni e delle attività dell’istituzione. Le risorse documentali e le pubblicazioni messe a disposizione degli utenti del sito sono, tutto sommato, esigue se rapportate con le ricche dotazioni museali e con l’ampia e qualificata produzione storiografica dell’Historial. Tra queste vanno annoverate: la cartografia della “Grande Guerra” (Cartographie complète de la Grande Guerre: De la guerre de mouvement en Europe au réglement du conflit) <http://www.historial.org/Musee-collection/Musee/Cartographie>; una cronologia sintetica del conflitto mondiale (Les grandes dates de la Première Guerre mondiale) <http://www.historial.org/Musee-collection/Musee/La-Grande-Guerre-en-bref>; la collezione di pubblicazioni a scopo didattico “Les cahiers de l’Historial” (Tome 1: “La Bande dessinée et la Grande Guerre”, Tome 2: “De la Guerre à la Terre – Oeuvres d’élèves”, Tome 3: “Un musée pour raconter, une architecture pour imaginer”) <http://www.historial.org/Le-service-educatif-de-l-Historial/Ressources-a-telecharger/Les-Cahiers-de-l-Historial>; i dossier pedagogici (Nos Dossiers Pédagogiques) <http://www.historial.org/Le-service-educatif-de-l-Historial/Ressources-a-telecharger/Nos-dossiers-pedagogiques>.

Tra le mostre virtuali online merita di essere segnalato il sito “On The Ways Of The Great War” <http://virtualexhibition.1418remembered.co.uk/>, frutto della collaborazione frontaliera franco-belga tra alcuni importanti musei (In Flanders Fields Museum – Ypres, Belgium; Musée départemental de Flandre – Cassel. France; Historial de la Grande Guerre – Péronne, France; Caverne du Dragon-Musée du Chemin des Dames, France). La mostra (virtual exhibition) è stata realizzata con lo scopo di raccontare, attraverso immagini e documenti vari, una storia meno nota della prima guerra mondiale (che viene ricordata come una “guerra di posizione”, ma che è stata anche, allo stesso tempo, una guerra “dinamica”), ossia quella dei movimenti-trasferimenti di grandi masse di uomini, sia militari che civili, da e verso le zone di guerra. La homepage del sito indica ai visitatori i percorsi espositivi dedicati a specifici temi (Chinese Workers, Civilians on the move, Soldiers on and behind the frontline, The British Empire on the continent, Remembrance tourism). I temi vengo illustrati con fotografie d’epoca ed altri materiali, accompagnati da dettagliate schede storiche. Di particolare interesse è la sezione pedagogica che contiene diversi “Pedagogical Tools”, che consistono in schede didattiche in cui vengono mostrati alcuni documenti e fotografie facenti parte dei percorsi espositivi e poste delle domande e richiesti dei commenti in una successione preordinata di step (I Observe, I Identifiy, I Put in Perspective) <http://virtualexhibition.1418remembered.co.uk/pedagogical-tools/pedagogical-fact-sheets.html>.

La sezione pedagogica comprende, inoltre, una guida per gli insegnanti con approfondimenti sugli argomenti trattati nei percorsi espositivi e nelle schede didattiche <http://virtualexhibition.1418remembered.co.uk/pedagogical-tools/teacher-guide.html> ed alcuni “Games” (The Great War on the map, Journey back into time, Quiz “On the roads of the “Great War”) <http://virtualexhibition.1418remembered.co.uk/pedagogical-tools/games.html>.

In Germania sono diversi i musei che dedicano spazio nelle loro esposizioni alla prima guerra mondiale e che collaborano alla realizzazione degli eventi previsti per la ricorrenza del centenario. Tra questi, si distinguono: il Deutsches Historisches Museum di Berlino, il MilitärHistorisches Museum der Bundeswehr di Dresda, il Bayerisches Armeemuseum di Ingolstadt12. I loro siti web, tuttavia, si limitano a svolgere una funzione puramente informativa e promozionale in merito alle collezioni e alle iniziative dei musei senza fornire agli utenti introduzioni storiche o risorse documentali sul conflitto mondiale13. Differente è il caso del museo virtuale “LeMO – Lebendiges Museum Online”, dove la sezione del sito web dedicato alla “Grande Guerra” <https://www.dhm.de/lemo/kapitel/erster-weltkrieg> comprende e comunica la totalità dei contenuti del museo sull’argomento (il museo virtuale, per sua natura, si identifica con il sito web; il sito è il museo). Il LeMO si propone come il portale online della storia tedesca a cui collaborano tre importanti istituzioni culturali della Repubblica federale di Germania: Stiftung Deutsches Historisches Museum, Stiftung Haus der Geschichte der Bundesrepublik Deutschland, Bundesarchivs. Il portale copre il periodo che va dal 1800 ai giorni nostri e offre al pubblico della Rete testi, oggetti, interviste, filmati d’epoca e altri materiali d’interesse storico in formato digitale. La homepage del portale presenta una “linea del tempo” a cui sono associate immagini pittoriche e fotografiche rappresentative dei diversi periodi della storia tedesca <http://www.dhm.de/lemo>. Gli utenti possono selezionare i periodi/eventi a cui sono interessati, accedendo così alle schede di approfondimento e ai materiali illustrativi. Sempre dalla homepage e possibile accedere, oltre che alla Cronologia (Zeitstrahl), alle altre aree che costituiscono la struttura del portale; vale a dire: Tematiche (Themen), Testimonianze (Zeitzeugen), Patrimoni (Bestand), Didattica (Lernen). La sezione del portale dedicata al primo conflitto mondiale <http://www.dhm.de/lemo/kapitel/erster-weltkrieg>, per i numerosi testi di approfondimento che affrontano i molteplici aspetti del guerra e del periodo storico in cui è stata combattuta, e per la ricca documentazione di corredo, può essere considerata nel suo complesso un valido strumento per la conoscenza della storia della “Grande Guerra” in generale e, in particolare, della partecipazione della Germania all’evento bellico.

Un altro sito che merita di essere visitato è quello della mostra virtuale “Der Erster Weltkrieg und das Ende der Habsburgermonarchie” che mette in relazione la storia della prima guerra mondiale con le vicende della monarchia asburgica <http://ww1.habsburger.net/de>. Il sito, realizzato con la collaborazione dell’Università di Vienna in occasione del centenario e presente in Rete dal giugno del 2014, mette a disposizione degli utenti diversi strumenti di ricerca: una linea del tempo (Zeitbild, Zeitreise), una mappa geografica (Landkarte), una vetrina di cimeli (Erinnerungen), una mediateca (Mediatek), un indice per titoli e immagini degli argomenti trattati (Textmodus), un motore di ricerca interno. I contenuti della mostra (testi e immagini) sono raggruppati per tipologie: Theme, Zeiträume, Aspekte, Personen, Objekte & Ereignissse, Entwicklungen. Ciascuna delle tipologie è dotata di un proprio indice, con titoli e icone, che consente ai visitatori del sito di accedere ad un’ampia e diversificata documentazione storiografica riguardante la partecipazione dell’Austria-Ungheria alla “Grande Guerra” e la fine della monarchia asburgica.

In Italia, il Museo Storico Italiano della Guerra, con sede a Rovereto, rappresenta la principale istituzione museale dedicata specificatamente al tema della guerra. Ampia è l’area espositiva che questa istituzione, inaugurata nel 1921 e attualmente diretta da Camillo Zadra, riserva al primo conflitto mondiale, e intensa è la sua attività nell’ambito della didattica e della divulgazione della storia di quel tragico evento, con una particolare attenzione all’esperienza trentina14. Il sito web del museo <http://www.museodellaguerra.it/home/> è strutturato per comunicare, essenzialmente, informazioni di servizio sull’offerta culturale dell’istituzione roveretana (esposizioni permanenti e temporanee, supporti didattici, visite guidate ai luoghi della guerra, ecc.) e non prevede l’accesso ad archivi documentali digitalizzati. La sezione Conoscere/Storia contiene una scheda di approfondimento sulla “Grande Guerra” in Trentino <http://www.trentinograndeguerra.it/context.jsp?ID_LINK=257&area=102>, mentre nella sezione didattica (Impara) è possibile scaricare delle schede illustrate (Vita in trincea, Guerra bianca) per orientare i bambini nella visita al museo ed alcune proposte di escursioni per le famiglie (immagini+testi) <http://www.museodellaguerra.it/impara/famiglie/>. Contenuti storiografici sulla prima guerra mondiale nel Trentino e visualizzazioni dei luoghi della memoria presenti sul territorio della provincia (cimiteri, sacrari, fortificazioni, musei, ecc.) si possono pure trovare nel sito “Trentino Grande Guerra” <http://www.trentinograndeguerra.it/>, gestito anch’esso dal Museo Storico Italiano della Guerra. L’esistenza di numerosi piccoli musei (molti dei quali sono il frutto dell’iniziativa di singoli privati o di associazioni culturali), non solo nel Trentino ma nell’intero arco del fronte italiano, mette in luce il forte radicamento territoriale del primo conflitto mondiale e testimonia l’importanza di quell’evento nella costruzione delle identità delle comunità locali15. Per avere un quadro di questa particolare realtà museale distribuita sul territorio si segnalano, in aggiunta a quello precedente, i siti: Ecomuseo Grande Guerra – Veneto <http://www.ecomuseograndeguerra.it/veneto/> e Musei Friuli Venezia Giulia <http://www.museifriuliveneziagiulia.it/>16.

I Musei del Risorgimento, presenti in molte città del Centro-Nord sin dalla fine dell’Ottocento, sono i depositari “ufficiali” delle memorie della “Grande Guerra”; di quella guerra che era stata presentata e giustificata come «l’ultima battaglia dell’indipendenza nazionale contro il tradizionale nemico austriaco» (“la quarta guerra d’indipendenza”). I Musei del Risorgimento (nazionale di Torino, centrale di Roma e civici) possiedono, chi più e chi meno, cimeli e documenti della prima guerra mondiale, in alcuni casi esposti in sale dedicate. Queste istituzioni sono rappresentate nel Web da siti che per la quasi totalità si limitano a fornire ai visitatori informazioni di servizio. Fanno eccezione i siti dei musei civici del Risorgimento di Vicenza e di Bologna. Il primo <http://www.museicivicivicenza.it/it/mrr/index.php> propone una galleria di immagini fotografiche della “Grande Guerra” e il secondo <http://www.museibologna.it/risorgimento> diverse collezioni digitali (Monumenti italiani della Grande Guerra, Caduti bolognesi della Grande Guerra, Immagini della Grande Guerra) e una “area download” nella quale è possibile scaricare gratuitamente alcune pubblicazioni, tra le quali: L’Albo d’oro dei militari caduti nella guerra nazionale 1915-1918 (edito nel 1930) e Archiviare la guerra. La Prima Guerra Mondiale attraverso i documenti del Museo del Risorgimento (bollettino del museo anno 2005).

Il portale “14-18 documenti e immagini della grande guerra” <http://www.14-18.it> può essere considerato, per struttura, contenuti e finalità, un “museo virtuale”, anche se formalmente non ha adottato questa denominazione. Il portale è costituito da un grande archivio di immagini e documenti digitalizzati, accompagnati da dettagliate schede descrittive, provenienti dalle collezioni di diverse istituzioni culturali italiane (archivi, musei, biblioteche), che mette a disposizione dei visitatori: fotografie, materiali a stampa (almanacchi e calendari, opuscoli, spartiti musicali, fogli e volantini) e manoscritti (diari, documenti, fascicoli dei caduti), materiale grafico (cartoline, disegni, manifesti, mappe e carte geografiche, stampe), periodici, giornali di trincea, cimeli, monumenti e lapidi. Il portale è dotato di un motore di ricerca interno che consente di interrogare il proprio archivio sia in modo semplice (per parole/nomi) che avanzato (per tipologia e/o ente di appartenenza).

Numerose sono le mostre temporanee allestite, o di cui è previsto l’allestimento, in Italia in occasione del centenario (2014-2018) che trattano i diversi aspetti del conflitto e la sua influenza sui territori coinvolti. Il sito ufficiale del governo <http://www.centenario1914-1918.it> indica nella homepage, tra le varie iniziative commemorative della “Grande Guerra”, anche le mostre, visualizzando le relative locandine. Le mostre vengono inoltre elencate, suddivise per regioni, nella sezione del sito riservata al “programma delle regioni” <http://www.centenario1914-1918.it/it/canale/il-programma-delle-regioni/>. Nel Web, le mostre (anche le più importanti) non trovano un’adeguata rappresentazione in siti dedicati; la loro presenza si limita a qualche pagina d’informazione di stampo giornalistico. Tra le poche eccezioni, ad oggi, meritano di essere segnalate le mostre: “La guerra che verrà non è la prima (1914-2014)”, presso il Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (sede di Rovereto, 04/10/2014 – 20/09/2015); “La Grande Guerra. Arte e artisti al fronte”, presso le Gallerie d’Italia (sede di Milano, 01/04 – 23/08/2015); “La Grande Guerra. Società, propaganda, consenso”, presso le Gallerie d’Italia (sede di Napoli, 03/04 – 23/08/2015); “La Grande Guerra. I luoghi e l’arte feriti” presso le Gallerie d’Italia (sede di Vicenza, 03/04 – 23/08/2015). Il sito del Mart <http://mart.broadcaster.it/> dedica una propria sezione alla mostra sulla prima guerra mondiale (la mostra, che prende il nome da una celebre poesia di Bertold Brecht, propone un percorso espositivo che vuole far emergere l’evento «come risultato di una composizione in cui l’arte si confronta con la storia, la politica e l’antropologia») la quale contiene una galleria d’immagini (quadri, sculture, manifesti, fotografie, ecc.) ed una serie di interviste ai curatori della mostra <http://mart.broadcaster.it/events/la-guerra-che-verra-non-e-la-prima-grande-guerra-1914-2014/>. Il sito delle Gallerie d’Italia <http://www.gallerieditalia.com/lagrandeguerra/> mette a disposizione dei visitatori, per ciascuna delle tre mostre, il depliant illustrativo e alcune immagini delle opere esposte. E’ pertanto auspicabile che le mostre temporanee sulla prima guerra mondiale (almeno quelle più importanti), data la loro indubbia rilevanza sul piano didattico e divulgativo, possano trovare nel Web una collocazione stabile e duratura in siti appositamente strutturati per accoglierle, al fine di consentire, oltre il termine dei periodi espositivi, una fruizione integrale e appropriata dei loro contenuti da parte del vasto pubblico degli utenti della Rete.

1 Sulle iniziative celebrative-commemorative organizzate in Europa in occasione del centenario si rinvia a Antonio Prampolini, Il centenario della prima guerra mondiale nel web, <http://www.novecento.org/uso-pubblico-della-storia/il-centenario-della-prima-guerra-mondiale-nel-web-618/>.

2 Per un approfondimento: Alessandra Mottola Molfino, Museo, in “Enciclopedia Italiana – VII Appendice (2007)”, <http://www.treccani.it/enciclopedia/museo_res-81d75601-9bc2-11e2-9d1b-00271042e8d9_(Enciclopedia-Italiana)/> e la voce Museo nella “Enciclopedia Treccani on line”, <http://www.treccani.it/enciclopedia/museo/>.

3 Sull’argomento: Marco Calvo, Fabio Ciotti, Gino Roncaglia, Marco Zela, Internet 2004. Manuale per l’uso della rete, in particolare il capitolo Musei in rete, <http://www.liberliber.it/online/autori/autori-r/gino-roncaglia/internet-2004-manuale-per-luso-della-rete/>.

4 Sulla presenza in Internet, rilevata nel 2001, dei musei della prima guerra mondiale: Serge Noiret, I musei della Grande Guerra sul Web, in “Memoria e Ricerca”, n.s. 7 (2001), p. 185, <http://www.fondazionecasadioriani.it/modules.php?name=MR&op=body&id=45>.

5 Per un approfondimento sui musei virtuali: Paolo Galluzzi, Museo Virtuale, in “XXI Secolo”, Treccani,

<http://www.treccani.it/enciclopedia/museo-virtuale_(XXI-Secolo)/>; Valeria Minucciani, Musei e tecnologie virtuali, in “Tafter Journal”, n. 18 – novembre 2009, <http://www.tafterjournal.it/2009/11/27/musei-e-tecnologie-virtuali/>.

6 La ricerca sul Web è stata effettuata assumendo come data di riferimento il 31 agosto 2015.

7 Ulteriori informazioni sugli Imperial War Museums (IWM) si possono trovare nella voce relativa di Wikipedia edizione in lingua inglese, <https://en.wikipedia.org/wiki/Imperial_War_Museum>.

8 Sulla storiografia della prima guerra mondiale si rinvia a: Jay Winter, Historiography 1918-Today, in “1914-1918-online. International Encyclopedia of the First World War”, <http://encyclopedia.1914-1918-online.net/article/historiography_1918-today>; Santanu Das, Gerhard Hirschfeld, Heather Jones, Jennifer Keene, Boris Kolonitskii, Jay Winter, Global Perspectives on World War I. A Roundtable Discussion, in “Zeithistorische Forschungen/Studies in Contemporary History”, <http://www.zeithistorische-forschungen.de/1-2014/id=5009>;

Marco Bizzocchi, Nuove prospettive storiografiche sulla Grande guerra: violenze, traumi, esperienze, in “E-Review”, 2, 2014, <http://e-review.it/bizzocchi-nuove-storie-sulla-grande-guerra-violenze-traumi-retaggi>.

9 Per maggiori informazioni sul National Army Museum (NAM) si rinvia alla voce relativa di Wikipedia in lingua inglese, <https://en.wikipedia.org/wiki/National_Army_Museum>.

10 Ulteriori informazioni sul Musée de la Grande Guerre du pays de Meaux si trovano nella voce relativa di Wikipedia edizione in lingua francese <https://fr.wikipedia.org/wiki/Mus%C3%A9e_de_la_Grande_Guerre_du_pays_de_Meaux>.

11 «L’Historial de la Grande Guerre propose une réflexion sur les origines et les conséquences du premier conflit mondial. Matrice du XXème siècle, la Première guerre mondiale a des répercussions toujours actuelles, sur le plan géopolitique et socioculturel. L’Historial de la Grande Guerre incite donc à la réflexion sur la nature de la violence, mécanismes de celle-ci, et sur sa nature protéiforme. Présenter la guerre sous tous ses aspects, c’est permettre de commencer une réflexion sur la paix au regard des les épreuves passées et du monde actuel» <http://www.historial.org/Musee-collection/Musee/Museographie>. Sull’Historial de la Grande Guerre si veda la voce relativa di Wikipedia edizione in lingua francese, <https://fr.wikipedia.org/wiki/Historial_de_la_Grande_Guerre>.

14 Sul Museo Storico Italiano della Guerra: Fabrizio Rasera, Camillo Zadra, Memorie in conflitto. La Grande Guerra nelle esposizioni del Museo della Guerra di Rovereto” in “Memoria e Ricerca”, n.s. 7 (2001), p.15.

15 Sui musei dedicati alla “Grande Guerra” in Italia (ed anche in Europa): Massimo Baioni, Commemorazioni e musei, in Stéphane Audoin-Rouzeau e Jean-Jacques Becker (a cura di), La prima guerra mondiale, edizione italiana a cura di Antonio Gibelli, Torino, Einaudi, 2007, volume secondo, pp. 502-515; Lucio Fabi, Territorio e memoria. Il fronte italo-austriaco, in La prima guerra mondiale, cit., pp. 525-539.

16 Per una sitografia dei musei italiani sulla prima guerra mondiale: Antonio Prampolini e Igor Pizzirusso, L’Italia nelle due guerre mondiali, pubblicata sul portale Insmli, <http://www.italia-resistenza.it/risorse-on-line/>.

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Dati articolo

Autore:
Titolo: La “Grande Guerra”: musei e mostre sul Web
DOI: 10.12977/nov105
Parole chiave: , , , , ,
Numero della rivista: n. 5, dicembre 2015
ISSN: ISSN 2283-6837

Come citarlo: , La “Grande Guerra”: musei e mostre sul Web, Novecento.org, n. 5, dicembre 2015. DOI: 10.12977/nov105

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n. 7, febbraio 2017
Italia repubblicana, 70 anni di storia da insegnare Dossier del n. 7 della rivista
La violenza di stato nel Novecento: lager e gulag Dossier del n. 7 della rivista
Pensare la didattica
Uso pubblico della storia
Didattica in classe
n. 6, luglio 2016
Il genocidio armeno Dossier del n. 6 della rivista
La linea gotica fra ricerca e didattica Dossier del n. 6 della rivista
Pensare la didattica
Uso pubblico della storia
Didattica in classe
Ipermuseo
n. 5, gennaio 2016
Editoriale
Didattica della storia e laboratori digitali: la guerra dei Trent’anni (1914-1945) Dossier del n. 5 della rivista
Le relazioni
I laboratori
I gruppi
Pensare la didattica
Uso pubblico della storia
Didattica in classe
Dossier "Le Pietre d'inciampo in Italia"
Ipermuseo
n. 4, luglio 2015
Pensare la didattica
Didattica in classe
Dossier "Mediterraneo contemporaneo"
Sguardi sul Mediterraneo Gli studi di caso
Uso pubblico della storia
n. 3, gennaio 2015
Pensare la didattica
Didattica in classe
Dossier "Le risorse didattiche digitali su Resistenza e seconda guerra mondiale"
Uso pubblico della storia
Ipermuseo
n. 2, giugno 2014
Pensare la didattica
Didattica in classe
Dossier: "Le grandi crisi del mondo contemporaneo"

A cura di Carla Marcellini e Giovanni Palmieri

Uso pubblico della storia
Ipermuseo
n. 1, dicembre 2013
LA STORIA NELL’ERA DIGITALE
PENSARE LA DIDATTICA
USO PUBBLICO DELLA STORIA
DIDATTICA IN CLASSE
IPERMUSEO

Iniziative didattiche della rete INSMLI