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La “Grande Guerra” e le enciclopedie: Wikipedia e 1914-1918-online

La “Grande Guerra” e le enciclopedie: Wikipedia e 1914-1918-online

Due siti enciclopedici “open access” a confronto

Relazione presentata al 3° Convegno nazionale sull’insegnamento della storia nell’era digitale, Piacenza 21-23 maggio 2015, aggiornata nei dati al 30/06/2016 e integrata con alcune note al testo

Abstract

Tra i numerosi siti web che affrontano il tema della “Grande Guerra”, l’autore ha scelto di prendere in esame due enciclopedie digitali: Wikipedia (edizione in lingua italiana) e <1914-1918-online> (International Encyclopedia of the First World War), una generalista e l’altra monotematica, simili sul piano della fruizione dei contenuti ma opposte su quello della produzione. Esse possono essere considerate emblematiche di due distinte modalità di affrontare in Rete non solo la Prima Guerra Mondiale ma, più in generale, la storia contemporanea. Vale a dire, quella prevalente, che si identifica con la “storiografia amatoriale” degli storici dilettanti (il caso di Wikipedia), e quella minoritaria, rappresentata dalla “storiografia scientifica” degli storici professionisti (il caso di <1914-1918-online>). E’ convinzione dell’autore che sia la “storiografia amatoriale” che la “storiografia scientifica” possano utilmente coesistere nel Web con funzioni e ruoli diversi, di cui gli internauti dovrebbero avere piena consapevolezza.

La “Grande Guerra” e il Web

Volendo indagare, anche nei limiti di un’esplorazione superficiale, la presenza della “Grande Guerra” sul Web, non si può che rimanere stupiti per la sua consistenza e varietà di espressioni. La guerra del 1914-18, che è stata definita “grande” in quanto “mondiale”, “totale”, “industriale” e “di massa”, ha trovato in Internet, grazie all’ipertestualità e alla multimedialità del Web, uno spazio congeniale, connaturale alla complessità e alla modernità dell’evento e, in particolare, delle sue forme di rappresentazione (in primo luogo la fotografia e il cinema)[1].

Digitando “prima guerra mondiale” nel campo di testo di Google, il motore di ricerca segnala, come risultato, centinaia di migliaia di pagine assai eterogenee sia per contenuti che per finalità, appartenenti ai siti più diversi: siti di enciclopedie, le cui voci offrono una sintesi degli avvenimenti; siti di istituzioni culturali, pubbliche o private, quali musei, biblioteche e archivi, che presentano le loro collezioni, comprendenti oggetti, testi, immagini e filmati; siti di istituzioni di ricerca che illustrano progetti di studio dedicati alla “Grande Guerra” e i risultati della loro attività in tale ambito; siti di enti locali e associazioni di volontariato che promuovono, in particolare nelle regioni alpine, la conservazione delle memorie della guerra, il restauro dei camminamenti, delle trincee e delle fortificazioni militari; siti di ricordi familiari in cui vengono pubblicati diari, lettere e fotografie dei parenti che hanno vissuto quella tragica esperienza; siti dedicati ai caduti (l’albo dei militari morti o dispersi) e ai luoghi della rimembranza e della pietà (i monumenti, i cimiteri e i sacrari); siti amatoriali che offrono agli utenti della Rete riassunti e cronologie generali, oppure raccontano singoli episodi e storie locali della guerra sul fronte italo-austriaco; e, infine, i numerosi siti che sono stati realizzati in occasione del centenario per celebrare, commemorare l’evento storico[2].

La lista prodotta da Google fornisce un mare di informazioni non strutturate in cui è difficile orientarsi. Al primo posto, o nelle prime posizioni, della lista di Google si trova Wikipedia: l’enciclopedia universale online, multilingue, ad accesso libero e gratuito, scritta dagli stessi lettori-utilizzatori (i cui contributi vengono pubblicati senza essere sottoposti a processi di validazione) e che si avvale, per la gestione del proprio sito, di un software wiki (un software collaborativo che permette agli utenti sia di leggere che di modificare i contenuti delle pagine web)[3]. Allo stesso risultato si perviene anche impostando la ricerca sulla “prima guerra mondiale” con le parole corrispondenti in lingua inglese: “World War One”, francese: “Premiere Guerre Mondiale”, e tedesca: “Erster Weltkrieg”.

Il Portale “Grande Guerra” di Wikipedia

Wikipedia dedica alla prima guerra mondiale, sia nell’edizione italiana che in quella inglese, francese e tedesca, uno specifico portale[4]. Il portale ha la funzione di guidare gli utenti nella consultazione dell’enciclopedia, raccogliendo ed evidenziando le diverse voci relative all’evento storico. Il portale dell’edizione italiana, denominato “Portale Grande Guerra” <http://it.wikipedia.org/wiki/Portale:Grande_Guerra>, comprende una “pagina principale” e una pagina “indice”. La “pagina principale” (la home page del portale), che può essere paragonata alla prima pagina di un quotidiano, segnala, senza seguire un ordine logico-tematico o cronologico, in puro stile giornalistico (con immagini fotografiche, titoli, brevi testi che rimandano all’articolo completo) le voci enciclopediche che si ritiene, in un dato momento, possano maggiormente attirare l’attenzione/l’interesse dei lettori-visitatori nelle loro attività di esplorazione e di ricerca (qui intese, le prime, come attività di lunga durata e senza una meta precisa, stimolate dalla semplice curiosità e, le seconde, come attività di breve durata, fortemente mirate e basate su precise esigenze informative). Nella versione del portale, così come oggi si presenta (30/06/2016), troviamo, infatti, evidenziate insieme nella stessa pagina le voci relative al Trattato di Versailles e alla Guerra di trincea, al Barone Rosso (l’asso dell’aviazione tedesca) e a Mata Hari (ballerina esotica e presunta spia), alla Battaglia di Vittorio Veneto e al Genocidio armeno. In un riquadro a sé, viene segnalata la Battaglia di Caporetto come “voce in vetrina”, vale dire come voce che viene ritenuta di particolare qualità dai “wikipediani” (così vengono chiamati i contributori/gli autori dell’enciclopedia).

Al fine di favorire una consultazione più sistematica e consapevole, meno legata alla spontaneità della ricerca libera per parole mediante i motori di ricerca, e alla casualità del ritrovamento attraverso i rimandi ipertestuali della Rete, il portale di Wikipedia propone ai lettori-visitatori una pagina “indice” in cui vengono raggruppate le numerose voci enciclopediche dedicate alla prima guerra mondiale <https://it.wikipedia.org/wiki/Portale:Grande_Guerra_-_Indice>. La pagina contiene diverse liste/elenchi di voci relative alle “Nazioni coinvolte”, ai “Comandanti alleati” e a quelli “degli Imperi Centrali”, a “Le battaglie” e ai “Conflitti correlati”, e infine agli“Accordi e trattati”. Nelle liste le voci in rosso sono “voci vuote”, in attesa cioè di trovare dei contributori disposti a redigerle. Il criterio di ordinamento delle voci nelle liste (la cui composizione dipende dalle scelte dei contributori) è (o dovrebbe essere) quello alfabetico, applicato però in modo non sempre coerente.

Nell’esaminare gli indici del portale non si deve dimenticare che, mancando un progetto unitario, la presenza o l’assenza in Wikipedia di voci relative ad un determinato argomento/evento o personaggio della prima guerra mondiale non è dovuta alla maggiore o minore importanza del medesimo, quanto piuttosto dall’esistenza o meno di wikipediani interessati in qualche modo a quell’argomento/evento o personaggio e disposti ad impegnarsi nella creazione delle relative voci enciclopediche. E questo fatto non può che condizionare negativamente il quadro storico d’insieme offerto sulla prima guerra mondiale da Wikipedia.

La Categoria “Prima guerra mondiale” di Wikipedia e l’aggregato delle voci enciclopediche

Anche se gli internauti, per la consultazione, accedono normalmente a Wikipedia attraverso Google, e solo raramente utilizzano sia il motore di ricerca interno che gli indici alfabetici e sistematici dell’enciclopedia, per chi, invece, intenda analizzare l’aggregato/l’insieme delle voci dedicate alla “Grande Guerra” è d’obbligo considerare l’indice della CategoriaPrima guerra mondiale” <http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Prima_guerra_mondiale>, ovvero l’albero gerarchico delle voci enciclopediche. Le categorie sono una funzione del software MediaWiki, il software libero, “open source”, di Wikipedia, in grado di produrre automaticamente indici sistematici basati sulla classificazione/soggettazione delle singole voci enciclopediche da parte dei wikipediani, i quali creano le categorie e attribuiscono/assegnano ad esse le varie voci (ci troviamo in presenza delle così dette folksonomie, tassonomie popolari, ovvero le classificazioni create dagli stessi utenti di cui fanno parte le pratiche di social tagging, di etichettatura sociale)[5]. Le categorie sono ordinate in una sorta di “struttura ad albero” che esprime (o, meglio, dovrebbe esprimere) una gerarchia di argomenti. Wikipedia, che si definisce un’enciclopedia “non sistematica”, incoraggia, tuttavia, la “categorizzazione” delle voci. A tal fine sono state attivate delle “aree” di coordinamento e di discussione tra i contributori (i così detti “Progetti”) per definire dei criteri uniformi di classificazione degli argomenti trattati <https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Progetto>. Nonostante ciò, la categorizzazione delle voci di Wikipedia (che è bene ribadire è il risultato di scelte autonome dei vari contributori, e non il prodotto dell’applicazione rigorosa, come nelle migliori enciclopedie “tradizionali”, di specifici criteri messi a punto da un comitato scientifico) costituisce, a mio avviso, uno dei principali fattori di criticità dell’enciclopedia.

Con riferimento alla Categoria “Prima guerra mondiale”, dobbiamo infatti rilevare come siano numerose le attribuzioni errate o improprie delle voci enciclopediche ai diversi argomenti, così come le Sotto-Categorie ridondanti e le gerarchie di livelli, che non soddisfano le esigenze di una classificazione logicamente coerente. E questo non può che influire negativamente, non solo sulla consultazione dell’enciclopedia da parte degli utenti, ma, privando gli autori di una corretta visione dell’insieme e delle relazioni che intercorrono tra le diverse voci, anche sulla qualità dei contenuti. La CategoriaPrima guerra mondiale” presenta (alla data del 30 giugno 2016) una struttura ad albero gerarchico a 4 livelli con 347 sottocategorie, e comprende oltre 1800 voci attinenti all’evento storico, che costituiscono un numero notevole per un’enciclopedia generalista quale è Wikipedia e, potremmo dire, danno vita ad una enciclopedia nell’enciclopedia.

Sulla base degli indici della categoria è possibile riaggregare le voci per grandi argomenti, escludendo le duplicazioni e le attribuzioni errate delle singole voci alle varie sottocategorie, e rappresentarle in una tabella riepilogativa.

STATISTICA VOCI CATEGORIA “PRIMA GUERRA MONDIALE”

(alla data del 30/06/2016)

tipologia                              numero voci       %
BATTAGLIE  291     15,54
ARMAMENTI  541    28,90
PERSONALITA’  814    43,48
VARIE  226    12,08
totale            1.872   100,00

fonte: <http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Prima_guerra_mondiale>

Nella colonna tipologia, la categoria “Battaglie” comprende le voci enciclopediche dedicate ai combattimenti/scontri sui diversi fronti della guerra. Tutte le voci seguono, più o meno, uno schema comune basato sulla descrizione delle forze in campo, dei comandanti, delle fasi dei combattimenti, dei loro esiti e conseguenze sia militari che politiche, e propongono ai lettori/visitatori delle tabelle riassuntive con i dati e le informazioni principali. La categoria “Armamenti” raccoglie le voci riguardanti le armi, i veicoli, gli aerei, le navi, le imbarcazioni, le attrezzature militari in genere. Le voci appartenenti a questa categoria consistono in schede tecniche accompagnate da una breve storia sull’origine e sull’impiego degli armamenti e corredate da disegni e/o immagini fotografiche. La categoria “Personalità” comprende le voci biografiche relative ai comandanti degli eserciti e a i militari che si sono distinti a vario titolo nei combattimenti (la categoria include anche alcune biografie di politici e intellettuali). Infine, la categoria “Varie” con le voci attinenti a: cause e conseguenze della guerra, accordi diplomatici, sacrari militari, medaglie commemorative, film, canzoni, videogiochi. Alla data del 30 giugno 2016, le voci che riguardano specificatamente l’Italia nella prima guerra mondiale rappresentano poco più di 1/3 del totale, mentre i circa 2/3 si riferiscono al conflitto in generale e agli altri paesi belligeranti. Da rilevare che ciò non dipende da una particolare competenza “internazionale” dei contributori italiani dell’enciclopedia, ma piuttosto dal fatto che molte voci dell’edizione italiana sono semplicemente la traduzione (integrale o parziale) delle voci dedicate al conflitto mondiale nelle altre principali edizioni linguistiche di Wikipedia (in quella inglese, innanzitutto).

La Categoria “Prima guerra mondiale” dimostra come la storia militare viene affrontata in Wikipedia, (ma anche in generale nel Web, dove sono numerosi i siti dedicati all’argomento), con un approccio prevalentemente biografico e collezionistico.[6] Da rilevare che le voci della categoria che affrontano la guerra dal punto di vista generale non sono il frutto di sintesi originali, ma piuttosto il prodotto di un’attività prevalente di assemblaggio di riassunti, estratti, citazioni ricavati da altre enciclopedie, da manuali scolastici, da opere divulgative, e, solo eccezionalmente, da monografie di storici autorevoli. Inoltre, dal punto di vista comunicativo, le voci riflettono spesso un’impostazione del tutto tradizionale, essendo costituite prevalentemente da testo e corredate da immagini fotografiche utilizzate come semplici illustrazioni e non come fonti storiche. Non ci troviamo in presenza di un uso innovativo della multimedialità, che pure la piattaforma digitale dell’enciclopedia consentirebbe.

Wikipedia è il luogo del dilettantismo, e questo è soprattutto vero per le voci dedicate alla storia. In Wikipedia (edizione in lingua italiana) prevale una storiografia amatoriale chiusa in se stessa, priva del supporto, dell’aiuto della storiografia professionale, nell’esercizio di un’attività impegnativa come è (o dovrebbe essere) la scrittura di voci enciclopediche. Una storiografia amatoriale che fatica a raggiungere adeguati livelli di qualità, rimanendone spesso molto al di sotto. Fatto, questo, che, nonostante l’alto numero di voci, limita il contributo di Wikipedia ad una corretta ed efficace divulgazione della conoscenza della storia della prima guerra mondiale.

L’approccio enciclopedico alla storia della prima guerra mondiale

La guerra del 1914-18, pur possedendo una propria individualità, una propria identità d’insieme, rappresenta un fenomeno vasto e complesso, che comprende una molteplicità estesa di accadimenti (militari, politici, diplomatici, economico-sociali, culturali) distinti, ma tra loro collegati da nessi più o meno forti, più o meno evidenti, e tutto ciò in diversi contesti nazionali e locali. Una guerra, quella del 1914-18, che è stata “grande”, è bene ricordarlo, anche per la documentazione che ha prodotto; numerose per tipologia e ampie per dimensione sono infatti le fonti (scritte, iconografiche, materiali, orali) a disposizione di chi vuole ricostruirne la storia. Per essere compresa nella sua totalità e complessità la “Grande Guerra” richiede, perciò, di essere affrontata con una visione globale e multiprospettica che deve necessariamente coinvolgere ed impegnare diverse competenze storiografiche, e che può essere realizzata al meglio solo con il contributo di “specialisti” organizzati nell’ambito di particolari operazioni scientifiche e editoriali quali sono le enciclopedie. Con riferimento alla prima guerra mondiale esiste una lunga tradizione di enciclopedie o, più esattamente, di approcci enciclopedici (sistematici, classificatori). In tale ambito vanno, a mio avviso, collocati e inquadrati i numerosi progetti per indagare l’evento bellico nei diversi paesi che avevano preso parte al conflitto, già a partire dagli anni in cui esso si svolgeva, per creare fondi archivistici, bibliografici e museali dedicati alla guerra, come pure le collezioni di studi e monografie pubblicate sull’argomento nel ventennio successivo.

Per quanto riguarda l’Italia, voglio qui ricordare:

  • l’attività d’indagine intrapresa, sia pure solo per alcuni anni, dall’Ufficio Storiografico della Mobilitazione fondato nel 1916 da Giovanni Borelli[7];
  • la Raccolta bibliografica della Guerra delle Nazioni, formata e organizzata da Giuseppe Fumagalli presso la Biblioteca Universitaria di Bologna, da lui diretta tra il 1913 ed il 1920 (al Fumagalli si deve anche l’ordinamento e la classificazione della “Sezione della Guerra 1914-1918” nella Biblioteca del Museo-Archivio del Risorgimento di Roma)[8];
  • l’attività di raccolta, catalogazione, allestimento espositivo di documenti e materiali vari da parte dei Musei del Risorgimento (nazionale di Torino, centrale di Roma e civici), e, soprattutto, da parte del Museo Storico Italiano della Guerra, inaugurato nel 1921 con sede a Rovereto[9];
  • le voci dell’Enciclopedia Italiana dedicate al conflitto, in particolare la voce “Guerra mondiale” del 1933 (oltre cento pagine corredate da numerose fotografie e mappe, completate da una ricca bibliografia internazionale, che testimoniano un notevole impegno storiografico e editoriale), alla cui stesura partecipano sia militari che storici, la quale sottolinea, con i conseguenti forti condizionamenti, l’importanza attribuita dal fascismo alla “Grande Guerra”, inclusa tra gli eventi fondativi del regime[10].

In una prospettiva internazionale, non si può non citare il progetto di studi e ricerche sugli aspetti economico-sociali del conflitto mondiale promossi dalla fondazione americana Carnegie (Carnegie Endowment for International Peace) e diretti dallo storico canadese James Shotwell; studi e ricerche che hanno dato luogo, nel ventennio tra i due conflitti mondiali, alla pubblicazione di numerose monografie, organizzate in serie nazionali (quella italiana era stata diretta da Luigi Einaudi), che insieme formano quella che è stata definita una “grande enciclopedia economico-sociale della prima guerra mondiale”[11].

In anni più recenti sono diverse le opere a stampa collettanee che utilizzano l’etichetta “enciclopedia”, sia pure caratterizzate da un diverso “grado di enciclopedicità”, misurato dalla maggiore o minore presenza di metadati ed elementi paratestuali, quali indici analitici e sistematici, elenchi di voci correlate, repertori bibliografici, percorsi tematici, linee del tempo, mappe geografiche e concettuali, appendici documentarie e glossari.

“Encyclopédie de la Grande Guerre”, a cura di Stéphane Audoin-Rozeau e Jean-Jacques Becker, Paris, Bayard, 2004;

“Enzyklopädie Erster Weltkrieg”, a cura di Gerhard Hirschfeld, Gerd Krumeich, Irina Renz, Paderborn, Schöningh Verlag, 2004;

“The Encyclopedia of World War I – A Political, Social, and Military History”, a cura di Spencer C.Tucker e Priscilla Mary Roberts, Santa Barbara (CA), ABC-CLIO, 2005.*

“La prima guerra mondiale”, a cura di Antonio Gibelli, 2 volumi, Torino, Einaudi, 2007 (edizione italiana della “Encyclopédie de la Grande Guerre” diretta da Stéphane Audoin-Rozeau e Jean-Jacques Becker);

“La Grande Guerra” a cura di Mario Isnenghi e Daniele Ceschin, 2 volumi, Torino, UTET, 2008 (“Gli italiani in guerra”, 7 volumi, direttore scientifico Mario Isnenghi).

Nell’elenco vengono segnalate alcune enciclopedie dedicate alla “Grande Guerra” pubblicate tra il 2000 e il 2010. Sono incluse anche due pubblicazioni italiane che, se pure non riportano nel titolo il nome “enciclopedia”, appartengono di fatto a questa categoria. In particolare “La prima guerra mondiale” è la versione italiana a cura di Antonio Gibelli dell’enciclopedia francese (la prima dell’elenco) opportunamente integrata dal curatore con l’aggiunta di diverse monografie scritte da storici italiani e dedicate alla partecipazione dell’Italia al conflitto. La “Grande Guerra” a cura di Mario Isnenghi e Daniele Ceschin (che fa parte di un’opera più generale sulle guerre degli italiani, dagli esordi del processo di unificazione ai giorni nostri, diretta da Mario Isnenghi), è invece il frutto di un’iniziativa che nasce e si sviluppa interamente in seno alla storiografia italiana.

Il progetto di un’enciclopedia internazionale online sulla prima guerra mondiale

Oggi, tuttavia, è nella Rete, e non nell’ambito dell’editoria cartacea, che le enciclopedie hanno trovato un nuovo spazio e una nuova ragione di essere (una nuova giovinezza, potremmo dire). Grazie all’ipertestualità e alla multimedialità, ai minori costi di pubblicazione, alla possibilità di un aggiornamento continuo dei contenuti, alla facilità, rapidità ed efficienza delle ricerche da parte degli utenti, alla diffusione estesa e capillare della rete Internet, il Web offre un ambiente ideale all’informazione enciclopedica (sia universale che specialistica) incomparabilmente superiore a quello tradizionale. Ed è per questa ragione che nel Web sono migrate la maggior parte delle enciclopedie cartacee e sono nati i progetti di nuove enciclopedie[12].

Tra le iniziative scientifiche promosse in occasione del centenario della prima guerra mondiale non poteva, perciò, non esserci un grande progetto collaborativo internazionale per la realizzazione di una enciclopedia digitale online dedicata all’evento storico <http://www.1914-1918-online.net/>. Il progetto denominato “1914-1918 online. International Encyclopedia of the First World War” nasce nel 2011, in Germania, con l’obiettivo di pubblicare in Rete un’opera di consultazione (di “reference”) in lingua inglese, ad accesso libero e gratuito, in grado di offrire, con il contributo di autorevoli studiosi di diversi paesi (sono più di 900) e con l’adozione di rigorose procedure di validazione scientifica dei contenuti, un nuovo approccio conoscitivo globale e multiprospettico alla storia della “Grande Guerra”, capace di sfruttare al meglio l’ipertestualità e la multimedialità del Web.

Il Project Team, diretto da Oliver Janz, per la parte storiografica e da Nicolas Apostolopoulos per la parte tecnologica, è formato da tre istituzioni: il Friedrich Meinecke Institut della Libera Università di Berlino (Freie Universität Berlin), responsabile della pianificazione concettuale e della realizzazione del progetto editoriale; il Center for Digital Systems della stessa università, responsabile tecnologico della piattaforma digitale dell’enciclopedia; la Bayerische Staatsbibliothek (la Biblioteca Statale Bavarese con sede a Monaco), responsabile dell’indicizzazione standardizzata e dell’archiviazione permanente delle voci enciclopediche.

Collaborano al progetto, con contributi che vanno dalla ricerca su temi specifici alla messa a disposizione dei loro fondi archivistici e bibliografici (oltre a diversi centri di studio, archivi, biblioteche e musei di tutto il mondo), gli istituti storici germanici all’estero, tra i quali: il Deutsches Historisches Institut di Roma e l’Istituto Storico Italo Germanico di Trento.

L’Editorial Board (il Comitato di Redazione), responsabile della valutazione e gestione della qualità delle voci enciclopediche, è formato attualmente da 89 storici provenienti da una ventina paesi (l’Italia è presente con tre storici: Antonio Gibelli, Nicola Labanca, Marco Mondini).

Il sito web della “International Encyclopedia of the First World War”

L’enciclopedia <1914-1918-online>, che è consultabile in rete dall’ottobre del 2014, e che attualmente comprende 900 voci (articles), destinate ad aumentare nel tempo, trattandosi di un “work in progress”, ha adottato, per quanto attiene alla fruizione dei contenuti, la formula “open access”, la stessa di Wikipedia, che permette agli internauti di accedere in modo totalmente libero e gratuito al sito dell’enciclopedia. Come è noto, l’open access è l’espressione di un movimento che nasce in ambito accademico quale tentativo di dare una risposta alla crisi del modello tradizionale di comunicazione scientifica, finalizzata alla piena e aperta condivisione e comunicazione del sapere in tutte le sue manifestazioni mediante il ricorso alle nuove tecnologie informatiche e a specifiche politiche di gestione del diritto d’autore <http://wiki.openarchives.it/index.php/Pagina_principale>. Per quanto riguarda, in particolare, le regole di utilizzo dei contenuti, l’enciclopedia internazionale ha adottato la licenza Creative Commons nella versione “3.0 Germany” che consente di condividere e distribuire il materiale enciclopedico per fini non commerciali, a patto che esso non venga modificato in qualsiasi forma e che la fonte sia sempre citata (in Wikipedia la stessa licenza viene rilasciata con una versione maggiormente permissiva in quanto prevede la possibilità di modificare il materiale e di utilizzarlo anche a fini commerciali) <https://it.wikipedia.org/wiki/Creative_Commons>. Un altro punto di contatto con Wikipedia è rappresentato dal software che costituisce la piattaforma tecnologica del sito dell’enciclopedia internazionale, il Semantic MediaWiki, un’estensione del popolare software “open source” che gestisce Wikipedia <http://www.semantic-mediawiki.org/wiki/>. Il Semantic MediaWiki, come dice lo stesso nome, è un software che permette, in particolare, di estrarre, memorizzare, elaborare e interrogare i dati semantici (i metadati descrittivi dei contenuti delle pagine web prodotte in ambiente wiki), consentendo la loro aggregazione/associazione e visualizzazione in formati come liste, indici, grafici e mappe.

Nella home page del sito <http://encyclopedia.1914-1918-online.net/home/>, l’enciclopedia internazionale propone agli utenti un accesso ai propri contenuti storiografici mediante tre distinte modalità, rappresentate dalla “cronologia” (Timeline), dalle “aree tematiche” (Themes), dalla “mappa geografica” (Regions).

La “cronologia” (Timeline) inizia dall’anno 1879 (dalla Duplice Alleanza conclusa a Vienna il 7 ottobre tra l’Austria-Ungheria e la Germania), per terminare con il 1933 (l’anno della pubblicazione del romanzo storico “I quaranta giorni del Mussa Dagh” in cui l’autore, lo scrittore austriaco di origine ebraica Franz Werfel, nel raccontare un episodio della resistenza armena contro i turchi, avvenuto nel 1915, porta alla conoscenza del grande pubblico la persecuzione e i massacri dei cristiani armeni in Turchia durante la Prima guerra mondiale). Nella segnalazione degli eventi, la cronologia si avvale sia di una “linea del tempo”, basata su un’infografica a segmenti con didascalie informative e immagini illustrative, che di una lista, dove gli eventi sono elencati con i link alle relative voci enciclopediche, e dove gli utenti possono circoscrivere l’elenco in base alle lettere iniziali dei nomi o delle locuzioni che individuano i singoli eventi. Le voci enciclopediche vengono visualizzate (sia in questa come in altre liste) utilizzando per i titoli diversi colori: il blu per segnalare le voci il cui testo è disponibile; il nero per le voci in preparazione, cioè programmate ma non ancora pubblicate (l’enciclopedia internazionale è un “work in progress”); infine, per facilitare la consultazione dell’enciclopedia da parte degli utenti, il rosso indica le voci già visitate (anche nei precedenti accessi al sito dallo stesso dispositivo elettronico: computer, tablet, smartphone).

Le “aree tematiche” (Themes), ciascuna delle quali è contraddistinta da una particolare immagine-icona, rappresentano i punti focali dell’approccio globale e multiprospettico alla storia della prima guerra mondiale adottato dall’enciclopedia internazionale, e consistono in sei macro-raggruppamenti di voci che prendono in esame:

  • il Periodo prebellico (Pre-war), che comprende le cause del conflitto, la situazione politica ed economico-sociale all’interno dei singoli stati e a livello internazionale, la preparazione militare all’evento bellico, ecc.;
  • la Violenza (Violence), vale a dire la forza coercitiva e distruttiva della guerra nei suoi molteplici aspetti, conseguenze e reazioni;
  • il Potere (Power), ovvero gli stati belligeranti e l’esercizio del potere in ambito militare, politico e civile, l’occupazione dei territori e l’internamento delle popolazioni nemiche, i movimenti pacifisti e rivoluzionari, ecc. (a mio parere, le aree tematiche “Violenza” e “Potere” tendono a sovrapporsi, per cui alcune voci potrebbero essere inserite indifferentemente nell’una o nell’altra delle due aree);
  • i Media, cioè la rappresentazione e la comunicazione dell’evento bellico attraverso il giornalismo, la propaganda, la letteratura, le arti figurative, in particolare la fotografia e il cinema;
  • il Fronte interno (Home Front) in tutte le sue articolazioni, espressioni e problematiche, come: l’economia di guerra, i diritti dei lavoratori, la condizione femminile, la corrispondenza tra le famiglie e i soldati, l’elaborazione pubblica e privata del lutto, le politiche sociali dei governi;
  • infine, il Periodo postbellico (Post-war) con le conseguenze diplomatiche, politiche, militari, economico-finanziarie e sociali della guerra (in questa area tematica è stata inclusa anche la storiografia dal 1918 ai giorni nostri).

All’interno di ogni area tematica le voci enciclopediche vengono elencate suddivise in quattro gruppi di classificazione: Voci tematiche (Thematic Articles), che trattano uno specifico argomento da un punto di vista generale e con un approccio transnazionale e comparativo; Voci regionali (Regional Articles), cioè voci dedicate a singoli stati o territori; Voci tematico-regionali (Regional Thematic Articles), che affrontano argomenti geograficamente circoscritti; Voci relative a persone, località, organizzazioni, eventi, ecc. (Encyclopedic Entries).

Infine, la mappa geografica (Regions) che svolge un ruolo fondamentale nel sito, in quanto tutti i database dell’enciclopedia che contengono dati/informazioni che hanno un legame, un collegamento con il territorio trovano la loro rappresentazione puntiforme sulla mappa digitale, dove sono raffigurate le diverse aree del mondo coinvolte (direttamente o indirettamente) nel conflitto e prese in esame dall’enciclopedia (11 Regions): l’Europa nelle sue ripartizioni geografiche (Occidentale, Centrale, Orientale, Sud-Orientale), il Medio Oriente, l’Africa, l’Asia orientale e il Sud-Est asiatico, l’America del Nord e latina, l’Australasia (Australia e Nuova Zelanda).

Si tratta di una mappa geografica dinamica nella quale i segnaposti variano al variare dei database di riferimento (territori, tematiche, bibliografie, contributori, ecc.). Per ciascuna delle grandi aree geografiche vengono inoltre elencate le voci suddivise nei quattro gruppi di classificazione che ricorrono nei numerosi indici dell’enciclopedia (vale a dire: Voci tematiche, Voci regionali, Voci tematico-regionali, Voci relative a persone, località, organizzazioni, eventi, ecc.).

Le voci dell’enciclopedia internazionale, che affrontano i vari argomenti in modo sintetico e con un taglio divulgativo-scientifico, sono tutte strutturate secondo uno schema standard.

Scegliamo una voce significativa, di opposizione alla guerra: “pacifism” <http://encyclopedia.1914-1918-online.net/article/pacifism>. Scorrendo la pagina web dall’alto verso il basso, troviamo: il Titolo, l’Autore, l’Introduzione, l’Indice dei contenuti, il Testo, le Note, una Bibliografia essenziale, l’Ultima data di modifica (informazione, questa, importante in quanto riferita ad una voce che nel tempo potrebbe conoscere diverse versioni, opportunamente rintracciabili mediante una cronologia delle modifiche come in Wikipedia ), ed ancora la Modalità di citazione della voce, la Licenza con cui viene rilasciata, e infine l’Area dei Metadati. In questa area sono concentrati tutti i dati identificativi della voce, i dati che vengono utilizzati dal software Semantic MediaWiki per costruire gli indici e le mappe che l’enciclopedia propone agli utenti. E più precisamente: gli Argomenti trattati (individuati sulla base di un soggettario appositamente predisposto per l’enciclopedia internazionale e che utilizza una tassonomia a tre livelli); le Parole Chiave relative a luoghi e persone rilevanti per il contenuto della voce; i Settori e Gruppi di Classificazione adottati dall’enciclopedia a cui appartiene la voce selezionata; le Catalogazioni in conformità ai soggettari bibliografici più utilizzati a livello internazionale; e, ovviamente, il Titolo e l’Autore. Il testo della voce (in cui sono attivi, attraverso le parole chiave, i link alle altre voci monografiche o ai nomi citati nell’enciclopedia) è affiancato da un riquadro dove sono collocati: la Mappa geografica (Map) con la segnalazione delle località collegate; le Immagini fotografiche (Images) attinenti al tema e visualizzabili in successione; le Voci enciclopediche correlate (Related Articles); la Sitografia (External Links); le Risorse bibliografiche e archivistiche sull’argomento (Resources).

In particolare, le Voci correlate (Related Articles) vengono segnalate attraverso due modalità: una grafica ed una elencativa. Quella grafica (Contextual) si serve di una mappa tematica (Topic Map) che evidenzia le varie tipologie di relazioni esistenti tra la voce selezionata e le altre voci enciclopediche, ricorrendo a cerchi di dimensioni e colori diversi, collegati da linee e disposti in una rappresentazione a grappolo (Clustered Graph). Quella elencativa (Hierarchical) consiste in una lista suddivisa per Gruppi di classificazione con i link alle voci ordinate alfabeticamente.

Volendo esprimere sinteticamente un giudizio complessivo sul sito dell’enciclopedia internazionale, dobbiamo rilevare come esso, utilizzando le funzionalità del Semantic MediaWiki (il software alla base della propria piattaforma tecnologica) valorizzi al meglio quelli che sono i due linguaggi, le due logiche fondamentali del Web: il database (ossia la raccolta strutturata di dati) e lo spazio navigabile[13]. Attraverso i numerosi indici sistematici e analitici, il sito offre agli internauti la possibilità di selezionare le voci a cui sono interessati scorrendo in modo sequenziale, riga per riga, elenchi alfabetici o cronologici; mentre con la linea del tempo, con le mappe geografiche e tematiche, il sito permette di accedere ai contenuti storiografici dell’enciclopedia mediante l’esperienza, attrattiva e coinvolgente, dell’esplorazione di spazi virtuali.

L’enciclopedia dei “dilettanti” e l’enciclopedia dei “professionisti”

Tra i numerosi siti che affrontano nel Web il tema della “Grande Guerra”, ho voluto oggi focalizzare la vostra attenzione su Wikipedia (edizione in lingua italiana) e su <1914-1918-online>: due enciclopedie, una generalista e l’altra monotematica, simili sul piano della fruizione dei contenuti ma opposte su quello della produzione, e che, a mio parere, sono emblematiche di due diverse modalità di affrontare in Rete non solo l’evento “Grande Guerra” ma più in generale la storia contemporanea. Vale a dire quella, prevalente, che si identifica con la “storiografia amatoriale” degli storici dilettanti (il caso di Wikipedia) e quella, minoritaria, rappresentata dalla “storiografia scientifica” degli storici professionisti (il caso di <1914-1918-online>). Due forme di storiografia che possono utilmente coesistere nel Web con funzioni e ruoli diversi, di cui gli internauti dovrebbero avere piena consapevolezza.

Mi sia consentito, in conclusione, proporre un parallelo tra la storiografia e lo sport. Se facciamo gareggiare/giocare sullo stesso campo, gli uni contro gli altri, i dilettanti e i professionisti di una qualsiasi disciplina sportiva (immaginiamo una partita di calcio dilettanti versus professionisti), i risultati dell’incontro non potranno che essere scontati: nettamente a favore dei professionisti. Non dobbiamo chiedere agli atleti/giocatori dilettanti quello che solo i professionisti sono in grado di offrirci: la preparazione, l’esperienza, la qualità del gioco, il risultato sportivo. Dobbiamo invece apprezzare il valore partecipativo, formativo, educativo del dilettantismo e la sua indispensabile funzione di collegamento (di cerniera) tra il pubblico degli spettatori (degli amanti dello sport) e il mondo dei professionisti, degli specialisti.

Analogamente, nell’ambito della storiografia, con riferimento al tema della prima guerra mondiale, se da un lato siamo tenuti a riconoscere l’evidente superiorità in termini di qualità, affidabilità e autorevolezza dell’enciclopedia internazionale, dall’altro non possiamo non apprezzare, soprattutto nelle sue potenzialità, il “volontariato culturale” dei contributori dilettanti di Wikipedia.

Note:

[1]Antonio Prampolini, La Grande Guerra in Rete: risorse online e siti web sulla prima guerra mondiale, in “Società e storia”, n. 129, 2010, pp. 531-551.

[2]Antonio Prampolini (a cura di), con la collaborazione di Igor Pizzirusso, L’Italia nelle due guerre mondiali, sitografia pubblicata sul Portale dell’INSMLI, <http://www.italia-resistenza.it/risorse-on-line/>; Antonio Prampolini, Il centenario della prima guerra mondiale nel web, in “Novecento.org”, n. 2, 2014; Antonio Prampolini, La “Grande Guerra”: musei e mostre sul Web, Novecento.org, n. 5, dicembre 2015.

[3] Antonio Prampolini, Wikipedia e le regole per la scrittura delle voci di storia, in “Novecento.org”, n. 3, 2014.

[4]<https://en.wikipedia.org/wiki/Portal:World_War_I>; <https://fr.wikipedia.org/wiki/Portail:Premi%C3%A8re_Guerre_mondiale>; <https://de.wikipedia.org/wiki/Portal:Imperialismus_und_Weltkriege/Erster_Weltkrieg>.

[5]Per un approfondimento sulle “folksonomie” : Riccardo Ridi, Il mondo dei documenti, Bari, Laterza, 2010, in particolare il capitolo II, Metadati e indici, pp. 41-46.

[6]Questo approccio alla storia militare, già da molto tempo prima dell’avvento di Internet-Web, è stato fatto proprio dalla storiografia amatoriale (quella dei protagonisti e dei testimoni degli eventi, degli appassionati delle guerre, dei collezionisti, degli storici locali). Sull’argomento: Elena Sodini, La storia militare nel Web italiano di storia contemporanea, in La storia a(l) tempo di Internet, a cura di Antonino Criscione, Serge Noiret, Carlo Spagnolo, Stefano Vitali, Bologna, Patron Editore, 2004, pp. 255-276.

[7]Barbara Bracco, Memoria e identità dell’Italia della Grande Guerra. L’Ufficio Storiografico della mobilitazione (1916-1926), Milano, Edizioni Unicopli, 2002.

[8]Guido Fagioli Vercellone, Fumagalli Giuseppe, voce del “Dizionario biografico degli italiani”, volume 50, Roma, Istituto dell’Enciclopedia italiana, 1998; in versione elettronica: <http://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-fumagalli_(Dizionario-Biografico)/>.

[9]<http://www.museodellaguerra.it/home/>.

[10]Margherita Angelini, Grande guerra e fascismo nelle voci dell’Enciclopedia italiana, in “Studi Novecenteschi”, n. 63-64, XXIX, 2002, pp. 139-178.

[11]Alain Chatriot, Une véritable encyclopédie économique et sociale de la guerre. Les séries de la Dotation Carnegie pour la Paix Internationale (1910-1940), in “L’Atelier du Centre de recherches historiques”, n. 03.1, 2009; in versione elettronica: <http://acrh.revues.org/413>.

[12]Sulla presenza delle enciclopedie nel Web: Riccardo Ridi, Biblioteche, enciclopedie e web: utopie convergenti, in Pensare le biblioteche. Studi e interventi offerti a Paolo Traniello, a cura di Angela Nuovo, Alberto Petrucciani e Graziano Ruffini, Roma, Sinnos, Giugno 2008, p. 385-402, disponibile anche online all’indirizzo: <http://docplayer.it/8882104-Riccardo-ridi-biblioteche-enciclopedie-e-web-utopie-convergenti.html>.

[13]Lev Manovich, Il linguaggio dei nuovi media, Milano, Edizioni Olivares, 2002 [ed. or. 2001].

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Dati articolo

Autore:
Titolo: La “Grande Guerra” e le enciclopedie: Wikipedia e 1914-1918-online
DOI: 10.12977/nov167
Parole chiave: , , , ,
Numero della rivista: n. 7, febbraio 2017
ISSN: ISSN 2283-6837

Come citarlo: , La “Grande Guerra” e le enciclopedie: Wikipedia e 1914-1918-online, Novecento.org, n. 7, febbraio 2017. DOI: 10.12977/nov167

INDICI

n. 8, agosto 2017
DOSSIER "ITALIA DIDATTICA"
PENSARE LA DIDATTICA
USO PUBBLICO DELLA STORIA
DIDATTICA IN CLASSE
IPERMUSEO
n. 7, febbraio 2017
Italia repubblicana, 70 anni di storia da insegnare Dossier del n. 7 della rivista
La violenza di stato nel Novecento: lager e gulag Dossier del n. 7 della rivista
Pensare la didattica
Uso pubblico della storia
Didattica in classe
n. 6, luglio 2016
Il genocidio armeno Dossier del n. 6 della rivista
La linea gotica fra ricerca e didattica Dossier del n. 6 della rivista
Pensare la didattica
Uso pubblico della storia
Didattica in classe
Ipermuseo
n. 5, gennaio 2016
Editoriale
Didattica della storia e laboratori digitali: la guerra dei Trent’anni (1914-1945) Dossier del n. 5 della rivista
Le relazioni
I laboratori
I gruppi
Pensare la didattica
Uso pubblico della storia
Didattica in classe
Dossier "Le Pietre d'inciampo in Italia"
Ipermuseo
n. 4, luglio 2015
Pensare la didattica
Didattica in classe
Dossier "Mediterraneo contemporaneo"
Sguardi sul Mediterraneo Gli studi di caso
Uso pubblico della storia
n. 3, gennaio 2015
Pensare la didattica
Didattica in classe
Dossier "Le risorse didattiche digitali su Resistenza e seconda guerra mondiale"
Uso pubblico della storia
Ipermuseo
n. 2, giugno 2014
Pensare la didattica
Didattica in classe
Dossier: "Le grandi crisi del mondo contemporaneo"

A cura di Carla Marcellini e Giovanni Palmieri

Uso pubblico della storia
Ipermuseo
n. 1, dicembre 2013
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PENSARE LA DIDATTICA
USO PUBBLICO DELLA STORIA
DIDATTICA IN CLASSE
IPERMUSEO

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