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Indicazioni ministeriali, risorse digitali e didattica della storia

Dossier @storia: la storia nell’era digitale, pubblicato sul numero 1, dicembre 2013.

Relazione sull’intervento di Ivo Mattozzi e Giuseppe Di Tonto “Indicazioni ministeriali, risorse digitali e didattica della storia”.

Abstract

L’intervento ha visto sviluppare da parte dei relatori considerazioni sia di carattere metodologico sia di carattere più pratico e orientativo nel mondo della rete. Dopo avere constatato l’assenza di un’attenzione specifica verso le tecnologie digitali nelle indicazioni ministeriali 2012 riguardanti la disciplina “storia”, si è osservato che l’ambiente digitale non deve essere considerato un mero strumento ma deve spingere a un ripensamento del curriculo scolastico e delle operazioni conoscitive a questo sottese. Nella seconda parte sono stati illustrati molti esempi di ambienti digitali capaci di favorire, appunto, questo tipo di approccio. Gli spezzoni video (anche sul canale youtube) e i link a risorse on-line aiutano a seguire il ragionamento e le intenzioni dei relatori.

Indicazioni ministeriali 2012

I relatori si sono alternati nell’obiettivo di fornire utili indicazioni riguardanti il rapporto tra storiografia e insegnamento della storia nel “mondo digitale”, riguardo al quale Ivo Mattozzi ha cercato innanzitutto di stimolare una riflessione inerente le profonde modificazioni del “circuito della comunicazione” tout court e di quello della didattica in particolare.

Ivo Mattozzi: le profonde modificazioni del circuito della comunicazione

Il Professore ha quindi presentato l’analisi delle “Indicazioni ministeriali” 2012 per i diversi gradi di scuola in riferimento agli obiettivi di apprendimento nell’attuale contesto completamente rivoluzionato dalle tecnologie digitali. Se il curricolo della scuola primaria indica l’utilizzo di queste solo in forma aggiuntiva e non integrata rispetto alla proposta pedagogica complessiva, addirittura, per gli istituti e i licei, le “Indicazioni” non presentano alcuna segnalazione specifica. Analisi e suggerimenti pertinenti si trovano solo per l’insegnamento di “Tecnologia” nella scuola secondaria di I grado ( >>approfondimento).

L’agenda digitale per i docenti

Introducendo il contributo successivo, Mattozzi prefigura l’impostazione di un’ “agenda digitale” per i docenti, in grado di correlare epistemologia, metodologia e didattica, sostenendo con vigore che “le risorse digitali sono inutili senza una didattica della storia generativa di un curricolo efficace” e che “il curricolo delle operazioni cognitive e delle conoscenze significative e le didattiche connesse possono esaltare le loro potenzialità con le risorse digitali”.

Ivo Mattozzi: i docenti e le risorse digitali

Risorse digitali per la didattica della storia

Giuseppe Di Tonto, seguendo nell’esposizione la mappa qui sotto riportata – che prende le mosse dal modello didattico delle “operazioni cognitive” – ha esemplificato con dovizia di riferimenti come le risorse digitali disponibili possano implementare l’insegnamento della storia e rendere più efficace l’apprendimento.
In particolare, si è soffermato:
a) sulla creazione di competenze digitali per la ricerca e la selezione di informazioni utili per la costruzione della conoscenza storica, anche in riferimento alle diverse strategie di navigazione tra le risorse telematiche e nelle banche dati (starting point, walking around, indexing);
b) sulle risorse per l’organizzazione temporale delle informazioni, come cronologie, linee del tempo e cronologie geo-digitalizzate ( >>approfondimento) e in ambienti per la simulazione di “realtà aumentate digitalmente”, utilizzando le possibilità offerte, ad esempio, da Google maps b) (http://www.hyperhistory.com/ , http://timerime.com/ , http://www.myhistro.com/ );

Giuseppe Di Tonto: le “realtà aumentate”

c) sulla ricerca di fonti e risorse archivistiche particolarmente utili per la didattica perché prodotte da team di insegnanti e personale esperto delle istituzioni di conservazione dei documenti ( >>approfondimento) e sulla ricchezza delle fonti audiovisive in rete; sulla navigazione nei siti dei musei virtuali, ricchi di percorsi (Archivio storico del Patriarcato di Venezia, Archivio Istituto Luce, Rai scuola e Rai storia, http://www.histoire-image.org/ ;“The vitual Museum of Iraq”, anche in italiano, all’indirizzo: http://www.virtualmuseumiraq.cnr.it/homeITA.htm);
d) sulla possibilità di utilizzare mappe concettuali agevolmente modificabili da parte del docente, ad esempio con connected Mind di Google Chrome;
e) sulla struttura dei manuali digitali che consentono la trasformazione in “ambiente Lim”, multimediale e polifunzionale, della narrazione storica lineare.

Giuseppe Di Tonto: manuali digitali e trasformazione della narrazione storica lineare

I docenti nell’era digitale

In chiusura, Ivo Mattozzi, presentando un modulo di geo-storia con l’utilizzo della Lim (“Geostoria del Mediterraneo e civiltà romana al tempo dell’Impero” di Monica Bussetti e Luciana Coltri), ha offerto un’esemplificazione dell’ergonomia realizzabile con le risorse disponibili, che consenta agli insegnanti di onorare la propria professionalità docente anche oggi, nel “mondo digitale” ( >>approfondimento).

mappa

Ivo Mattozzi è docente incaricato di “Storia e didattica”(Libera Università di Bolzano,) ha insegnato Didattica della storia, Storia moderna e “Linguaggi della storia” a Bologna, ed è Presidente dell’associazione “Clio ‘92”.

Giuseppe Di Tonto insegna Italiano e storia a Treviso; è stato docente a contratto di “Informatica per le Scienze Umane” e “Informatica per le scienze storiche” presso l’Università di Bologna, ed è responsabile del sito dell’Associazione di insegnanti e ricercatori sulla didattica della storia “Clio ‘92” (http://www.clio92.it/).

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Dati articolo

Autore:
Titolo: Indicazioni ministeriali, risorse digitali e didattica della storia
DOI: 10.12977/nov8
Parole chiave: , , , , , , ,
Numero della rivista: n. 1, dicembre 2013
ISSN: ISSN 2283-6837

Come citarlo: , Indicazioni ministeriali, risorse digitali e didattica della storia, Novecento.org, n. 1, 2013. DOI: 10.12977/nov8

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